W la CO2: l’ultimo libro di Gianfranco Pacchioni

Quanto è interessante la storia di un gas? A sorpresa, ha risposto a sorpresa Gianfranco Pacchioni, insignito nel 2009 della medaglia Blaise Pascal per le scienze dei materiali dall’Accademia Europea delle Scienze, professore di chimica dei materiali all’Università di Milano-Bicocca e membro dell’Accademia Nazionale dei Lincei. Attraverso una suggestiva metafora e somiglianza, un’immagine esplicativa, un riquadro di approfondimento e un racconto affascinante, l’autore si è immerso nella complessità del rapporto attraverso gli esseri umani, l’ambiente e l’anidride carbonica. Un gas a cui dobbiamo la vita, anche se espesso gli atribuiamo solo ruoli negativi. L’anidride carbonica presente nell’atmosfera è estremamente importante, come ha affermato Pacchioni in un’intervista, “la vita sulla Terra si fermerebbe integralmente. Mori tutti sarebbero, dai batteri agli esseri superiori. Sarebbe un pianota senza vita».

Questo è l’oggetto dell’ultimo libro firmato da Pacchioni, W il CODue: possiamo trasformare il piombo in oro?, edito da Il Mulino (2021, 208 pagine, 15 euro). Il volume inizia con la storia di una pubblicità, un piccolo spot che mostra l’anidride carbonica come ciò che eliminerà. La frase conclusiva – “abbasso la CODue!” – è stata la scintilla che ha spunto Pacchioni a scrivere. Accendi questa diffusa previsione e ribalta attraverso un viaggio attraverso le potenzialità di questo gas e l’importanza che ricopre per la vita. Ci percorre il percorso che il CODue intraprende per entrare in una fare parte di noi, regala una roccia calcarea all’atmosfera a uno di noi 100 milliardi di neuroni.

Motivo dell’esito fatale di un’elevata concentrazione tropicale di anidride carbonica nell’ambiente freddo, come durante la perdita di ossigeno sull’Apollo 13 che non si è conclusa in tragedia solo grazie alla costruzione di filtri improvvisati. Ma l’autore parla anche di tutte le altre applicazioni della CODue: il ghiaccio secco, il vino, la brioche, la produzione del caffè decaffeinato e molto altro.

Il viaggio continua con la nascita del nostro pianoforte. Perché oggi non saremmo que se non fosse per l’anidride carbonica, responsabile dell’effetto serra che ha reso la Terra abitabile. Dopo il primo incredibile passaggio di vita e il cambiamento nel nostro mondo, l’autore mostra in modo semplice e chiaro e meccanico che hanno portato tutta la nostra esistenza. Compreso, ovviamente, uno dei processi più importanti della natura: la fotosintesi, che è ottimale nella sua straordinaria complessità, dato che l’ossigeno – e la vita come la conosciamo noi – nasce quasi per caso.

Sono storie de un gas, ma ache degli effetti (e non solo, come nel caso di Jacob Schweppe, l’inventore dell’acqua gassata) che l’investigato. Vite molto interessanti (dalla fine spesso drammatica), pieni di successi e insuccessi, riconoscimenti e litigi, rivoluzioni e viaggi, scontri con giganti dei combustibili paradisei che denaro per hanno gettato dubbi sulla pericolosità dell’eccesso di CODue. L’autore descrive il processo di conoscenza dell’importanza della tassazione globale, dal Settecento, con l’ignota Eunice Newton Foote, ad oggi, dopo politiche e movimenti sociali contrastanti. Certo, spiega Pacchioni, lo scetticismo trova in parte fundamento: ci sono ache delle variazioni naturali del livello di CODue nell’atmosfera. Ma poi chiarisce, con semplicità, dimostra anche che mostriamo in modo inequivocabile il drammatico impatto sul rischio globale.

Come ha commentato l’autore durante l’intervista, «il CODue In eccesso, dopo di tempo la Terra tornerebbe a bilanciarla e raffreddarsi. I processi atmosferici hanno dei tempi di equilibrazione lenti: la CODue che stiamo emettendo oggi resterà in atmosfera per anno, migliaia di anni. Quindi, il problema climatico non è di facile soluzione. Possiamo contenere in parte il cambio di temperatura; Diventerò indietro è pressoché impossibile”.

Quindi, chi sei potenziale? Negli ultimi capitoli, l’autore si sofferma sulle potenzialità della CODue. Non sono i pochi problemi, ma le ricette per uscirne ci sono.

«Si sente dire tutti i giorni: “riduciamo il CODue, riduciamo lui emesso!”. Dato che entro il 2030 l’obiettivo dell’Unione Europea è di emettere il 55%. Il 45% resta, e questa è l’Unione Europea: tutti gli altri Paesi, quelli in via di sviluppo, non raggiungeranno neache una frazione di questo obiettivo. Non solo: è anche smettessimo di produrre il CODue, quella che abbiamo già immesso rimarrà nell’atmosfera. Smetterò di riutilizzarlo, dirò di catturarlo e trasformarlo. La strada genererà tanta energia rinnovabile, produrrà idrogeno grazie alla scissione dell’acqua, la combinerà con la CODue dopo averla catturata e trasformarla in sostanze utili. L’altra via di cui si parla oggi è di prendere la CODue e stoccarla in giacimenti, ma ci sono problemi e comunque non sarebbe un riutilizzo.”

In questo viaggio, dall’origine del futuro, emergono anche altre nozioni interessanti, che si intersecano con la storia per renderla più chiara e ricca. Come alcuni numeri sorprendenti sul tuo ambiente, sul tuo cervello e sulla tua fisiologia umana. Uno splendido libro di divulgazione scientifica, in cui se incrociano storia e metafore per parlare di Ambiente, complessità e storia della scienza, rapporto scienza-società e tantissime curiosità. Chiaro is complete, trasmette molto bene il messaggio: la via d’uscita c’è, dobbiamo solo saperla cogliere.

«Possiamo contribuire a tutti, ma non attraversare le strade che oggi vengono pubblicizzate. Il problema climatico è una straordinaria opportunità per le aziende: proponiamo tanti progetti ecologici e sostenibili. Sono piccoli contributi, meglio che niente, ma il problema è molto più profondo. Salveremo il pianoforte, cambieremo davvero i nostri costumi, lo faremo moltissimo, staremo attenti a tutte le risate che usiamo, rinuncerò anche ad alcune cuce. Ci vole un importantissimo contributo individuale, non dev’essere fanatismo ma ci vole un molto consapient atteggiamento. Ad esempio la carne produce un sacco di CODue. Ci sono tantissimi comportamenti che si possono mettere in atto.

Cambiando concretamente il nostro atteggiamento e unendo agli sforzi quelli attuali per il riutilizzo dell’anidride carbonica, da cui possiamo ricavare tantissime risorse, utilizzare la differenza. Viva il CODue.

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