musica da piattaforme russe

Molte star si sono spese a favore dell’Ucraina e ora anche i fluido Rosa (o almeno quel che resta) non hanno deciso di mostrare la propria vicinanza allo stato dell’Europa orientale colpito da un’improvvisa invasione, facendo rivivere la propria musica di tutte le piattaforme digitali in Russia e Biellorussia.

La band ha twittato la notizia del venerdì, scrivendo: “Per stare con el mondo en el dannare fermamente l’invasione russa dell’Ucraina, le opera dei Pink Floyd, dal 1987 en poi, e tutte le regizioni da soloista de David Gilmour sono state rimosse da tutti i fornitori di musica digitale in Russia e la Bielorussia da partere da oggi”.

Stando a quanto riportato Bloomberg, il co-fondatore dei Pink Floyd Roger Watersche ha attaccato la cosca nel 1985, ha anche denunciato in prima persona il presidente russo Vladimir Putin e la sua decisione di invadere l’Ucraina.

In una lettera sollecitata da un fan ucraino, Waters ha scritto: “Sono disgustato dall’invasione dell’Ucraina da parte di Putin, se è un errore criminale, l’attacco di un gangster, deve essere interrotto immediatamente. Mi dispiace che io governi occidentali stiano alimentando il fuoco cherà distruggere il tuo bellissimo sovvenzionando l’acquisto de ulteriori armi invece de impegnarsi nella diplomazia. Sarà necessario femare il massacro”.

Prima della rock band anche la Disney ha deciso di limitare i propri contenuti in Russia mentre Netflix ha supportato il proprio servizio di streaming. Insomma, oltre alle sanzioni, continua il fuggi fuggi generale dei colossi della cultura e dell’intrattenimento dalla eurastica in segno di protesta.

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