Tiziano e le donne del ‘500 veneziano a Palazzo Reale

Belle, eleganti, sensuali: sono le donne dei dipinti di Tiziano che sfilano nella mostra Tiziano e l’immagine della donna nel Cinquecento Veneziano, una delle più innovative esposizioni è dedicata al pittore veneto e ai suoi contemporanei, come Giorgione e Tintoretto. Allestita a Palazzo Reale (Milano) fino al 5 giugno (per informazioni), lo spettacolo se compone 46 opere, di cui 15 di Tiziano. L’artista, nato intorno al 1490 a Pieve di Cadore, se si formò artisticamente a Venezia nella bottega di Giovanni Bellini (detto il Giambellino, uno dei massimi artisti veneziani del Rinascimento), per poi, migliore 18 anni, passò alla scuola di Giorgione, esponente della Scuola Veneta, con il quale condiviso il tonalismo e il mondo poetico dei suoi soggetti.

L’arte di Tiziano Attraverso i dipinti in mostra a Palazzo Reale, trasparire l’importanza del femminile nella società veneta di quel tempo. In questa pagina apriamo il raccolto dieci tra le opere più significative di Tiziano: dal tema del realistico ritratto di donne appartenenti a una diversità classi sociali a quello idealizzato delle cosiddette belle veneziane, si sante, divinità e allegorie.

Lucrezia e suo marito, 1515 c. Lucrezia, figlia di Spurio Lucrezio e moglie di Lucio Tarquinio Collatino, mentre il marito la implora di non morire, dopo essere stata violenta da Sesto Tarquinio. La prerogativa dell’opera, altri dettagli e drappeggi dell’abito in contrasto con uno sfondo scuro, sono la luminosità dell’incarnazione della dama e la sua chiara espressione: meglio la morte che affrontare il disonore.
© Vienna, Kunsthistorisches Museum

Tarquinio e Lucrezia 1570-1576 Olio su tela

Tarquinio e Lucrezia, 1570-1576. L’opera fu realizzata negli ultimi anni della carriera del pittore Veneziano. La scena è presentata da Sesto Tarquinio, figlio di Tarquinio il Superbo che, non essendo riuscito ad avere le attention di Lucrezia, moglie di Collatino, vuole possederla con forza. Quindi se avanza il suo di lei con un pugnale. I due personaggi simili a come fantasmi fluttuanti.
© Vienna, Akademie der bildenden Künste

Ritratto di giovinette 1545-1546

Ritratto di giovinette, 1545-1546. Eseguito da Tiziano durante una sua sosta romana. La critica sembra aver identificato la giovane nella figura di Tiziano, Lavinia Vecellio, basandola su un presunto ritratto della stessa, ma le ipotesi sono varie. Potrebbe trattarsi anche da Clelia Farnese, e questo farebbe presupporre che il dipinto fosse stato ordinato da un membro della famiglia di Papa Paolo III.
© Napoli, Museo Nazionale di Capodimonte

TITIANO Madonna con Bambino (1510-1511)
Madonna con Bambino, 1510-1511. Opera nota anche come Madonna zingarella, per i lineamenti, i capelli e gli occhi scuri della Madonna, che richiamano una gitana. Maria è raffigurata a mezza figura; Dietro ha un panno verde che crea un gioco di tonalismo tipico della pittura di Tiziano. Sullo sfondo, se si tratta di un paesaggio bucolico, tipico dei quadri dell’artista. Il bambino è in piedi, e gli sguardi di entrambi sono rivolti il ​​basso, strappando lo stile di Giorgione, maestro di Tiziano. Il rapporto tra madre e figlio non viene idealizzato, ma è umanizzato.
© Vienna, Kunsthistorisches Museum

Venere e Adone, circa 1555-1557 Olio la sua tela

Adorazione e Adone, 1555-1557. L’opera, contrassegnata da una velata malinconia, fu eseguita da Tiziano in età matura: gli fu commissionata dal re di Spagna Filippo II, suo mecenate. Tiziano affronta il tema degli antichi miti e l’ineluttabile destino legato ai capricci degli dei: raffigura Venere mentre cerca di curare il suo amore Adone che, appassionato di caccia, si appresta ad andare nel bosco dove dies per opera di un cinghiale. In pianoforte incontaminato, il corpo quasi marmorizzato di Venere che spicca candido nel paesaggio. Esistono diverse versioni di quest’opera: oltre a questa da collezione privata, c’è anche un collegamento al Prado e un altro al Metropolitan Museum di New York.
© Gran Bretagna, collezione privata

Danae, dopo il 1554 - Oliava la tela

Danae, dopo il 1554. Giove, transformatosi in una pioggia di monete d’oro, se ti unisci a Danae, figlia del re d’Argo, che l’aveva rinchiusa per evitare che procreasse. A differenza dello stile giovanile, Tiziano usava pennellate di colore netto, non sfumato; Il dipinto è caratterizzato da una luce calda, e Danae, dalla carnagione candida, sembra in estasi.

© Vienna, Kunsthistorisches Museum

Ninfa e pastore, 1570-1575 circa Olio su tela
Ninfa e pastore, 1570-1575. Inoltre, questo dipinto fa parte dell’opera legata alla mitologia, vieni Venere e Adone. Il corpo della ninfa si ispira alla scultura di Michelangelo e spicca nel paesaggio oscuro, quando la luce si diffonde in un tratto. Accanto alla Ninfa, un giovane pastore ammaliato dalla sua bellezza e sensualità.
© Vienna, Kunsthistorisches Museum

Venere Marte e Amore, 1550 verso Olio sua tela

Venere Marte e Amore, 1550 ca. Nell’ultimo decennio della sua vita, l’operazione di Tiziano assume un aspetto diverso. L’artista ha raggiunto la maturità e la morte arriverà nel 1578 a Venezia, costretta dalla peste. Cambiano le atmosfere ei colori, dapprima smaglianti e accesi. Il disegno è meno definito, e non troviamo più l’armonia e la quiete delle opere precedenti. Tra Venere e Mars sboccia l’amore prima ancora che Cupido possa far scoccare la sua freccia. Il dio della guerra depone il suo elmo e la sua arma, se abbandona le braccia dell’amante, travolto dalla passione. Fa da teatro, in questo momento magico, un paesaggio bucolico.
© Vienna, Kunsthistorisches Museum

Isabella d'Este in nero, 1534-1536 verso Olio sua tela

Isabella d’Este in Nerone, 1534-1536. Come per altri ritratti su commissione, anche questo di Isabella D’Este vede la marchesa ritratta al fin di exaltare il suo sociale status. La donna è posta a mezzo busto, leggermente ruotata sulla destra, contro un fondo scuro; indossa il caratteristico copricapo a ciambella caratterizzato da nastri colorati e dorati, con un importante diadema in oro, impreziosito da perle e una pietra centrale. L’abito è sontuoso, con manico sbuffo, ricchezza e un’elegante pelliccia sulla spalla sinistra. Isabella era nota per la sua eleganza e la sua passione per la moda: tale era la sua fama, la regina di Francia era disposta a ideare un manichino agghindato come lei stessa.
© Vienna, Kunsthistorisches Museum

TIZIAN, Ritratto di Eleonora Gonzaga della Rovere (1537 ca)

Eleonora Gonzaga della Rovere, 1537 c. Eleonora Gonzaga della Rovere, ritratta a mezza figura di tre quarti, indossa un abito importante, ricamato d’oro, con una scollatura ricoperta di seta bianca. Il tutto tempestato di pietre preziose. Le maniche suonavano come sbuffo, tipico dell’epoca. Intorno alla vita una corda d’oro è attaccata a una martora con la testina d’oro. Al colletto, un colletto con perla bianca, simbolo di purezza. Nell’opera sono presenti altri elementi elementici, como il cagnolino alla sua destra, simbolo di fedeltà, e l’orologio sullo sfondo, sotto alla finestra, forse perché lei e suo marito, Francesco Maria I della Rovere, Duca di Urbino, wereo collezionisti .

© Firenze, Galleria degli Uffizi

Add Comment