5 libri di Germano Celant

Ad un anno dal confronto Silvana Editoriale e Studio Celant pubblicano uno degli ultimi lavori del celebre critico d’arte: il volume è il punto di partenza per una breve escursione nelle sue celebri pubblicazioni

Il tradizionale appuntamento con lo spazio seventimanale dedicato alla segnalazione di nuovissime uscite delle case editrici lascia momentanemente il posto a omaggio ai libri storici di Celant tedescoNell’anniversario della morte, questo è esattamente un anno fa, il 29 aprile 2020. Celant è un autore prolifico, con più di cinquanta pubblicazioni, un catalogo, approfondimenti sul lavoro di singoli artisti o scritti teorici e qui vogliamo tracciarne un breve viaggio , A partire da uno degli ultimi lavori del celebre critico d’arte, curatore e teorico del termine “Arte povera”, edito da Silvana Editoriale in collaborazione con lo Studio Celant: un volume imponente, allora funzionante, dedicato a 34 mostre da lui ha progettato e curato tra il 1967 e il 2018.

Claudia Giraud

1. LA STORIA DEL MOSTRE DI GERMANO CELANT

Germano Celant, La storia delle (mie) mostre

Per cinquant’anni ho praticato vari scritti: la teoria per la stesura saggi, la redazione per la costruzione del libro e del catalogo, e infine l’espositivo […]. La storia delle (mie) mostre cerca di portare l’attenzione sul suo ultimo tipo di scrittura”. perché scrivere Celant tedesco (Genova 1940-Milano 2020) Presenterò questo libro nuovo o postumo. Disponibile in libreria e online dal 30 aprile 2021, il volume racconta la logica dell’esposizione che ne ha caratterizzato il lavoro, la metodologia di ricerca e la diversità delle tipologie di allestimento utilizzate di volta in volta, presentando una selezione di Mostra in ordine cronologico che rigata la complessità del tuo contributo al racconto delle esposizioni.

La storia delle (mie) mostre
Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo (Milano), 2021
Pagina 557, 325 illustrazioni, prezzo: € 70
EAN9788836647668
https://www.silvanaeditoriale.it/

2. POVERTÀ ART. OBIETTIVO UNA GUERRIGLIA

Germano Celant, ARTE POVERA. Apunti per una guerriglia. Flash Art, per gentile concessione dell’editor di Flash Art

In questo fondamentale manifesto teorico, utilizzato per la prima volta sulla sua pagina di Flash Art nel 1967, Germano Celant diede vita al movimento dell’Arte Povera, confidando nella definizione e raccoglendo di essere un gruppo di artisti italiani del calibro di Alighiero Boetti, Luciano Fabro, Jannis Kunellis, Giulio Paolini, Pino pasquale educare Emilia Prini, esposto nella prima mostra alla Galleria La Bertesca di Genova. “Là un’arte complessa, qui un’arte povera, impegnata contingenza, con l’evento, con l’astorico, con presente, concezione anthropologica, con l’uomo ‘reale’ (Marx), la speranza, diventata sicurezza, di gettare alle ortiche ogni discorso visivamente unico e coerente (la coerenza è un dogma che è infrangere!), l’univocità appartiene all’individuo e non alla ‘sua’ immagine e ai suoi prodottiCelant scrive. “Un nuovo atteggiamento per ripossedere un dominio ‘reale’ del nostro lavoro, che porta l’artista a continuare postamenti dal suo luogo deputato, dal cliché che la società ha timbrato il suo polso. L’artista che gode della guerriglia, verrà alla luce nella lotta, possedendo i vantaggi della mobilità, sorprenderà e colpirà, non l’opposto”.

POVERTÀ ART. Apunti per una guerriglia
Flash Art No.5, Milano, 1967
https://flash—art.it/

3. ARTE CONCETTUALE ARTE POVERA LAND ART

Germano Celant, Arte concettuale Arte povera Land art

Il catalogo/libro dell’omonimo artista è stato esposto tenutasi nel giugno/luglio 1970 alla Galleria Civica d’Arte Moderna di Torino, in cui la grande sezione è progettata dall’artista: una delle prime mostre in Italia ad esporre questi movimento. Foto in bianco e nero di Claudio Abate, Ugo Mulas, Paolo Mussat, Walther Russel, Jay Cantor. All’interno è conservato il foglietto grigio con il cast di 12 presentazioni di film; Tutte e 4 le pagine in acetato trasparente stampate da Lawrnece Weiner, Hamish Fulton, Stephen Kaltenbach e Robert Barry. Opere di Nauman, Heizer, Merz, Weiner, Christo, Gilbert & George, Zorio, Kaltenbach, Pascali, Boetti, Beuys, Manzoni, Ryman, Anselmo, Baldessari, Huebler, Calzolari, Kawara, Klein, Smithson, Paolini, Serra, Dibbets, Morris, Pistoletto, Oppenheim, Barry, De Maria, Prini, Flavin, Kosuth, Fabro, Andre, Haacke, Penone, Sandback, Venet, Kounellis, Lewitt.

Arte concettuale Arte povera Land art
Editore: Galleria Civica d’Arte Moderna, Torino, 1970
Pagina 228, prezzo 700€
http://www.arengario.it/

4. ARTE POVERA STORIA E STORIE

Arte povera Storia e storie, curata da Germano Celant, Electa Milano 2011

A partire dal libro cult del 1985, un clamoroso aggiornamento e punteggiatura del movimento della teoria. Il volume è un insieme di testi teorici, incentrato sulla sua poetica dell’Arte Povera che sul linguaggio dei singoli protagonisti, e punta l’attenzione sull’aspetto contingente quanto sul lato frammentario, contraddittorio y pluralistico del loro fare arte. Ma soprattutto è un aggiornamento esaustivo di una riflessione ferma al 1985, anno in cui il volume dal titolo Arte povera, storie e proudi, ad opera dello stesso Celant, non venne mai distribuito e, circulando solo tra gli addetti, divenne un cult introvabile .

Arte povera Storia e storie
Eletto, Firenze, 2011
Pagina 640, prezzo: 70€
ISBN 9788837075415
https://www.eletta.it

5. IL CATALOGO PRESENTA LA FONDAZIONE PRADA DI VENEZIA

Quando gli atteggiamenti diventano forma. Berna 1969 Venezia 2013

La Fondazione Prada presenta dal 1 giugno al 24 novembre 2013 a Ca’ Corner della Regina a Venezia la mostra Quando gli atteggiamenti prendono forma: Berna 1969/Venezia 2013cura dell’allora direttore artistico Celant tedesco (Lo è stato dal 1995 al 2014) in dialogo con querela Tommaso me Rem Koolhaas. Il progetto ricotruisce, in un inedito e sorprendente rifacimento, Vivi nella tua testa: quando gli atteggiamenti diventano formaun campione di idea e realizzato Harald Szemann alla Kunsthalle di Berna nel 1969 e Passata alla storia per il radicale approccio del curatore alla pratica espositiva, concepita come medium linguistico.

Quando gli atteggiamenti diventano forma. Berna 1969/Venezia 2013
Fondazione Prada, Milano, 2013
ISBN: 9788887029550
https://www.fondazioneprada.org/

claudia giraud

Nata a Torino, laureata in storia dell’arte contemporanea, incalzata dal Dams di Torino, con una tesi sulle contaminazioni culturali nella produzione pittorica degli anni ’50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritto all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Nel 2011, in parte dello Staff della Direzione di Artribune (www.artribune.com), è Caporedattore Musica e cura, per il cartaceo magazine, la rubrica “Musica d’arte” dedicata a tutti quei progetti dove il linguaggio musicale se si interseca con that delle arti vision E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nel campo della comunicazione (Timbro ufficiale “Castello di Rivoli”, “Palazzo Bricherasio”, “Emanuela Bernascone”) ed in particolare ha operato come addetto timbro pressato dalla società di consulenza per l’arte contemporanea “Cantiere48” di Torino. Svolge un’attività di scrittura di grande qualità di coordinamento editoriale, realizzazione e relativa stampa di articoli per l’agenzia di francobolli specializzata in italiano lungo il canale “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).

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