Marta, la violinista torinese alter ego di Miriam Leone nel film “Corro da te”

TORINO. Marta Tortia alter ego di Miriam Leone. La piccola più che trentenne violinista torinese ha prestato mano e corpo all’attrice siciliana in «Corro da te», il film di Riccardo Milani in questi giorni nelle sale. «Tutto è capitato per caso – spiega –. Era il 2019 e ho ricevuto una telefonata per dirmi che stavo accerchiando un violinista per un lungometraggio. Decido di accettare il come and my trovo de fronte il regista Riccardo Milani che dichiara di essere alla ricerca de una contrafigura per Miriam».

Da qui l’avventura di Marta che la porterà cominciando parte della pellicola che sta riscuotendo un buon successo. «Milani mi ha palesato subito che sarei stata perfetta e che anzitutto dovevo impartire delle lezioni a Miriam perché voleva che imparasse a suonare il violino». Passaggio visto che il personaggio è quello di Chiara fondamentale, musicista solare, dinamica e paraplegica. La commedia è incentrata proprio sulla storia d’amore tra lei e Gianni, interpretata da Pierfrancesco Favino, cinquantenne affascinato dal pallino della corsa e delle belle donne.

«Ho iniziato a dare una lezione a Miriam se mostrava una grande allevia. È una persona splendida, umile, avevo una cultura immensa, molto curiosa e poi, ho un fratello pianista, conosce il mondo della musica». Quello che per Marta doveva essere solo un piccolo intervento con qualche inquadratura, è diventato qualcosa di più. «A un certo punto il regista si è reso conto che i tempi erano stretti. Anche perché Miriam avrebbe dovuto eseguirà il concerto per violino e Orchestra di Mendelssohn. Una pagina piuttosto complicata, così ha deciso che l’avrei suonata io».

In una parte centrale del film, il protagonista è un solista in una performance all’interno di una grande orchestra, la scena ruota interamente nel Teatro Regio di Torino. Marta è sicura di stare dalla parte del suo college, visto che nel 2018 ha vinto il concorso per entrare nella fila dei professori torinesi. Tortia è un talento che, dopo essersi diplomato al Conservatorio Giuseppe Verdi con il maggior numero di voti, se si è perfezionato all’estero grazie a De Sono.

«Essere sul box di piazza Castello nei panni di Chiara non è stato facile. Anche se Riccardo ha stabilizzato direttamente la svolta nella diga, chi è quello che vede quello che in questo momento abbiamo realizzato». Una difficoltà non dovuta al brano. «È stato complicato suonare stando su di una sedia a rotelle. Habitata come sono a essere in piedi e muovermi, mi sono dovuto e per due setimane ho avuto la sedia a rotelle in casa. Questo mi ha fatto capire molte cose che normalmente si danno per scontate».

Il musicista è questo interprete di un’altra scena in tournée tra Torino e Roma. «Ho prigioniero parte a parecchie riprese, lui parti in cui Miriam suona le ho fatte tutte io. Il volto e le mani sono mie e poi, grazie al green screen e ad altre tecniche, in post produzione hanno unito il suo al mio corpo».

Per Marta Tortia è stata un’esperienza indimenticabile. «A rivedermi sullo schermo ho provato un’emozione incredibile e, lo confesso, sono sentita orgogliosa. Partecipare al film è bellissimo, incontrare persone come Riccardo, Miriam e Pierfrancesco, un privilegio. Non nascondo che non mi dispiacerebbe ripetere l’esperienza».

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