homo faber

Un evento che invita i visitatori non solo ad ammirare gli oggetti in mostra, ma ad avvicinarsi all’artigianato e osservarne le diversità pratiche in azione. Una monumentale mostra sviluppata in quindici spazi espositivi dedicata ai metieri d’arte, caratterizzata dal lavoro svolto dagli oltre 400 artigiani internazionali, con un focus particolare sul Giappone e sull’influenza che ha avuto sugli europei artigiani. È la seconda edizione di ‘Homo Faber’, che vedrà il suo fulcro nell’isola di San Giorgio Maggiore, e quest’anno riaprirà alla città storica.

A tagliare il nastro, questa mattina, sono stati il ​​​​​​insegnante Giovanni Bazoli, presidente della Fondazione Giorgio Cini, e Franco Coogni, co-fondatore della Fondazione Michelangelo, insieme ad alcuni “young Ambassadors”, studenti che rappresentano il futuro dell’artigianato e che guideranno il pubblico nella visita delle mostre.

Varietà di mestieri, culture e storie di vita sono rappresentati dagli artigiani que sono stati selezionati per questa edizione di Homo Faber. Se do a Giovani il talento che tengo in mano, lo riscatterò da azienda di famiglia a maestro di lunga esperienza, capace di allenarsi con la propria competenza e il proprio saper fare. Tra le storie più interessanti ci sono quella de un franco-beninese ceramista que si sforza di mettere in connessione diversity culture, quella de una giovane lavoratrice del cuoio britannica che da nuova vita alle tecniche tradizionali della selleria, e anchor quella de una coppia di falegnami dell’Afghanistan i cui giochi da tavolo intagliati a mano raccontano storie della loro terra.

Il “fil rouge” che attraversa tutto l’evento e l’influenza di Giappone sull’artigianato, dal design della porcellana ai beni di lusso; i visit potrò anche accostarsi ancora di più alla giapponese culture, partecipando a laboratori che presentano l’arte dell’ikebana e la cerimonia del tè.

«La concomitanza con la Biennale – ha spiegato Bazoli – offre l’occasione inedita per creare confronto e scambio d’arte, per saper affrontare l’arte e nuovi approcci ai vari set. Nell’isola di San Giorgio ci sono dici spettacolo, che si prepara alla pluralità dei saperi e dell’artigianato che diventa arte». L’assessore al Turismo, Simone Venturini, parlando al Comune, ha affermato che «Homo Faber non è solo una delle date del suo calendario, ma è l’occasione migliore per entrare in contatto con questa Venezia. Quel viaggio avrà mille sfaccettature, ed è stato bellor uscire dalle mura dell’isola, coinvolgendo anche la città, che durerà un mese capitale dell’artigianato».

Add Comment