Il Post ha trovato una rivista, e un libro

Il Post ha trovato una cosa nuova, la sua cui dover molte storie da raccontare, ma alla fin si racconterà da sola e qui vogliamo essere concreti e darvi le informazioni, como sempre. La novità è la lettera, e con chi sa fare bene cuciamo la lettera, ancora la casa editrice Iperborea, e con chi sa fare belle cuciamo la lettera, ancora lo studio grafico Tomo Tomo: è una collana di libri/ riviste per portare fuori da qui quello che il Post fa da 11 anni sul suo sito, spiega bene le cose. È una rivista fatta a forma di libro, oppure un libro che si comporterà come una rivista: si chiama, point, Comodamente spiegare bene e il primo numero sarà dedicato al libro stesso, con articoli del Post e contributi di Concita De Gregorio, Michele Serra, Francesco Piccolo, Chiara Valerio e Giacomo Papi. Se può essere acquistato dalla libreria 3 giorni, può essere preferito su Amazon e Bookdealer. Nell’introduzione, il peraltro direttore del Post Luca Sofri racconta la scelta dell’oggetto del numero inaugurale.

*****

Ma torniamo ai libri, e ai libri: al text che leggiamo e all’oggetto che sfogliamo, possediamo, desideriamo, accumuliamo, met under the gambero del tavolo (non ho visto un libro sotto un gambero del tavolo; ma di recente in una casa che non indossavo per via di una lavatrice e di un mobile della cucina, ma non farla ballare troppo durante la centrifuga: una era di Stefano Benni, l’altra era Niente di nuovo sul fronte occidentale, novemeno). Qualche insieme ano fa, al Post, riflettendo his thing ci potrebbe essere de interessante e nuovo da dire sui libri, cimmo domanda: como succede che quel text e quella carta si uniscono in una sola cosa – metonimia – che si congiungono e confondono e diventano così importante?
Ci siamo chiesti: di tutti noi appassionati di “libri”, che ne celebriamo la beauty e il pregio, chi sa cosa sia successo a quel testo per arrivare lì? Chi sa di chi sono le casa editoriali che producono i libri? Chi si domina perché i libri spariscano perché dare subito le vetrine delle librerie? Qual è il capito come si contino i libri per le classifiche pubblicate nei complementi culturali dei quotidiani? Chi decide cosa va in copertina, quale font usa gli scrittori? Quanto del libro viene scritto nei fatti da qualcun altro, editore, traduttore, ghostwriter?
Persino, quanti di noi sanno come si fa la carta? (I da ragazzo sono rimasto convinto, fine a un’età che non indicherò, che si tagliassero i tronchi d’albero in fogli sottili sottili).

Come vedere, sono questi gli argomenti e le storie di questo primo numero di Cuci, spiega bene: cioè la nuova rivista/libro della Posta nata per portare l’ormai più che decennale inclinazione della Posta a spiegarsi bene anche in questi contenitori di carta, etc. Ogni numero avrà un argomento, e siamo disposti a partire da quel più autoreferenziale e spiegare questi oggetti – questi “prodotti” – di cui eravate probabilmente cirondati quando lo compri, e raccontarne cose che ci auguriamo non sapeste.

Add Comment