da Dergano al Leoncavallo, la mappa dei murales- Corriere.it

hanno dato Marta Ghezzi

L’artista crea simboli simbolici con effetti “ottici” utilizzando solo i colori bianco, nero, rosso e oro: “Sono diventati un mantra personale”

Guai ad accostare i suoi mandala urbano uno zen quelli «È proprio dovesi paragonarli a qualcosa, gettare in ballo la geometria del girasole e la sequenza di Fibonacci più che la rappresentazione simbolica del cosmo», afferma Amina Ferracini. E per mettere ancora più in rilievo la distanza, diciamo, “avessi la precisione dei monaci!”. Non si direbbe: i suoi l’ottica è morta, con cerchi come perfetti erano eseguiti al compasso e non con un pennello piatto, apparentemente (anche da vicino) super accurati. Lei, per vezzo, per gioco (in realtà è timideza), se ti diverti ancora a sminuirli, «sfatiamone l’eczionalità», dice, «complessi e di difficile realizzazione? Non dedico più di mezz’ora a cerchio». Racconta di partere sempre dal centro, por alargarsi pianoforte pianoforte.

meticolosità

Quando il primo cerchio è completo, non attacca per un secondo e la catena sviluppa gli altri, fine a esaure lo spazio a disposizione. Nei cerchi tour infiniti di greche, particular minuscoli e sempre identici che si rincorrono. A rompere lo schema compaiono a volte (ma non sempre) delle spirali, che innestano l’effetto della tridimensionalita. Utilizzare in modalità quasi esclusiva quattro colori: bianco, nero, rosso e oro. Lei spiega, «il mio posto mangia se mi sdraio e completo, è un’armonia cromatica distensiva, fatua a distaccarmene».

Gli inizi: mandala ai giardinetti

Del disegno figurativo, come dalla musica — il bisnonno era un cantante d’opera, Il nome Amina è un omaggio a “La sonnambula” di Bellini, lei ha studiato per qualche anno contrabbasso —, ha preso da tempo le distance. «Il mio riconosco only nei mandala, diventato una sorta di mantra personale». Non stupisce che riveli di aver iniziato prestissimo a disegnarli. «Avrò avuto quindici anni, andavo ai giardinetti con gli amici e con la vernice creavo per terra schizzi simili a mandala», racconta. «Io tracciavo solo lo schema e lo lasciavo vuoto, la cosa incredibile è che immancabilmente li trovavo completati, qualcuno inseriva sempre il colore, a gessetto». amore per la precisione — che nega ma possiede —, e una certa maniacalità per i dettagli, sono un retaggio scolastico. «Io frequento l’Istituto d’Arte presso la Villa Reale di Monza, l’importanza della guarigione e della partecipazione, anche e contemporaneamente sono arrivata alle lezioni di Educazione Visiva, mentre Progettazione mi ha instillato l’amore per la figura geometrica e un propensione all’ottica verso».

I murales di Ferracini a Milano

Tra i milanesi murales di Ferracini ci sono un muro al Giambellino e gli interventi al Leoncavalloquesti ultimi eseguiti a sei mani con altri due artisti, Ivan e Piger. «Se ci conosciamo durante la marmellata, nasce il lettering pappagallo da abbinare ai miei cerchi, abbiamo lavorato insieme». L’ultimo mandala che è stato seguito è sul tavolo e sulla panchina del ristorante Rob de Matt, nel quartiere di Dergano. «Molti del passato sono andati persi, coperti o sbiaditi, perfino quello di via Caprilli non resisterà, l’Ippodromo ciclicamente fa ridisegnare le mura esterne. L’impermanenza va accettatadel resto anche i mandala dei monaci buddisti, creati con la sabbia, vengono distrutti una volta terminati».

L’artista Amina Ferracini (nata a Sesto San Giovanni nel 1993) vive e lavora in città. Ha frequentato l’Istituto d’Arte alla Villa Reale di Monza e ha iniziato un decennio dell’anno a scegliere di orientare i suoi lavori artistici, his pared, tessuto, tela, verso le figure optical, con sequenze paragonabili alle geometrie dei sunfloweri. All’epoca la Ferracini è specializzata nella realizzazione del mandala. I suoi murales sono visibili sulla parete esterna dell’Ippodromo in via Caprilli (zona San Siro), al Giambellino, nel cortile e all’interno del centro sociale Leoncavallo, nel quartiere Greco, e nel ristorante Rob de Matt a Dergano.

Sarai aggiornato sulle novità da Milano e dalla Lombardia iscrivendoti gratuitamente alla newsletter del Corriere Milano. Arriva ogni sabato nella tua casella di posta alle 7 del mattino. abbastanza
clicca qui

10 aprile 2022 (modificato il 10 aprile 2022 | 08:51)

Add Comment