Fa della su casa a ‘museo del rock’

Mariano Freschi vive in un piccolo paesino alle porte di Piacenza, a San Giorgio Piacentino, dove ha coltivato un sogno fin da quando era Ragazzino. Un sogno che grazie a tutte le passioni confinate al rock ha preso forma e che oggi ha deciso di condividere con il mondo intero.

Ora, si parte con l’apertura delle porte di casa sua – ribattezzata “La casa del Rock” –
ad altrettanti appassionati, offrendo loro la possibilità di far rivivere la storia del rock attraverso un vasto patrimonio di cimeli appartenute a tutte le grandi star della musica rock.

Mariano Freschi, ma – fondatore di “Made in Rock”, associazione senza fini di lucro che ha come obiettivo la promozione e la valorizzazione della musica e della cultura rock e di questa eredità, anche quella non sarà mai per sempre.
Sappi che il concetto di “la mia casa è la tua casa” se uno spigolo vivo – nell’ottica di voler continuerò ad ampliare la collezione stessa – lancia quindi un appello per trovare a “La casa del Rock” uno spazio più adeguato, anche se il suo , si unico luogo in cui si respira nello stesso momento della giornata lo spirito della musica che ha cambiato il mondo.
Dall’amplificatore di Keith Richards, tutta la batteria dei King Crimson, dall’armonica usata da Roger Daltrey in ‘Quadrophenia’ di Paul Rodgers all’impianto utilizzato dai Free al Festival dell’Isola di Wight del 1970; Anche il cinema delle migliaia di fotografie, poster, libri e riviste, che il piacentino collezionista ha raccolto nell’arco di oltre 40 anni di passione sconfinata.

Com’è la selezione ei pezzi più prestigiosi? Sono so piccoli ritratti della tua vita, ma è un puzzle fatto di momento di schange e d’incontro con le stelle del rock, o di acquisizioni atraverso aste, amicizie, ricerche mirate?
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Quando non c’era internet, in Italia queste c’era Secondamano e l’equivalente in Inghilterra: c’era gente che rastrellava cose; Sono in contatto con questa persona e suono il piano, il mio suono è nel “giro”>>.

Sarà banale, ma c’è qualcosa cui sei particolarmente attaccato? L’oggetto, il momento in cui ho sei anni in possesso, chi fanno di quel pezzo il motivo per cui non rinuncio alla mia vita? Quello che, dovessi scappare inaspettatamente da qui, salveresti, portando il tè?
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Poi, ho amplificato la diversità che sono arrivati ​​​​​​qui grazie agli artisti stessi che li hanno venduti: ad esempio, sempre un VOX AC30 ma del 1963, con cui gli Oasis e The Verve hanno inciso il loro primo disco. Potrei camminerò avanti un lungo>>.

Canali molteplici, quindi, ma immagino si deve esser del mestiere per non incappare in fregature: come la mettiamo rispetto agli scettici? Esiste la “prova provata” che gli oggetti siano davvero quel pezzo unico che dici di essere?
<< Sono un esperto di memorabilia, questo sì. All'inizio, me li hanno venduti loro, ho le loro lettere di accompagnamento e questo è già una “prova”. Molti, poi, li ho comprati all'asta: in Inghilterra ci sono case d'asta minori specializzate in questi prodotti – a cui possono partecipare compratori da tutto il mondo – che naturalmente certificano la provenienza. Altri articoli, invece, arrivano da persone sopra ogni sospeto; magari te lo vende il direttore di una casa discografica molto importante e vai sulla fiducia. Sulla stragrande maggioranza di questi oggetti, non c'è garanzia, ma chi si metterebbe a falsificare un flightcase? Non ne varrebbe la pena>>.

Curiosi o fan possono contattarti, vieni a trovare, sentiti raccontare aneddoti unici nel loro genere; indossare il cappello de Tom Petty o l’anello de Jimi Hendrix, proverò a suonare il basso de Sting o la chitarra de Steve Vai; Gonfiarò il jack nell’amplificatore di Jimmy Page, piuttosto che giocare con il flipper appartenuto a Elton John.

Una collezione, la tua – già vastissima – che conta 45mila oggetti, non è sbaglio. Ma li ha contati? Ci vorranno giorni per vedersela in toto e godersela appieno. Perché non apri un bed and breakfast?
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My sono buttato sugli amplificatori, perché costo meno di altre cose, vuoi per il peso ma anche per il volume. Ci sono molti altri oggetti che per me sono inavvicinabili. Non una raccolta come quella di Paul Allen (che era il partner di Bill Gates), che riuscì ad avere da Red Ronnie la chitarra che Jimi Hendrix usava a Woodstock. Il mio tentativo è quello di diventare quindi quello di lontano sì che qualunque fosse l’oggetto che andassi a collezionare, diventasse un pretesto per parlare di quella band, di quella musica. Da qui, il sogno di creare un post fisico spazioso dove disponibile, curioso e appassionato, una serie infinita di riviste, poster, foto, diapositive; dove potersi informare e dove potersi studiare la storia del rock>>.

Quindi, la “House of Rock” è vicino a una casa, dico va bene?
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Non me? Perché, ricordiamolo, sei il fondatore di “Made in Rock”, ci apriamo su questa un’associazione senza scopo di lucro che ha come obiettivo la promozione e la valorizzazione della musica e della cultura rock in questa eredità.
Per traslare il concetto, citandoti, l’intento vuol essere quello di>.

Chi ti affianca?
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Dunque, e se io fossi perse le nuove generazioni? Come è cambiata la musica, ho soprattutto la formazione musicale nell’ultimo decennio?
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Un testo dei Pink Floyd è stato letto, a distanza di cinquant’anni, così è stato scritto.
Quando eravamo Giovanni Noi, la band venne in tour per promuovere il nuovo album. Oggi è il contrario, e visto che l’album non vende niente, e se per avere la scusa di andare in giro ad esibirsi, perché almeno se cerca di buttare i suoi due soldi. Poi, perdonami, ma hanno già scritto tutto quello che si poteva scrivere. Io sono uno di quelli che circonda tutta la musica possibile, basta che abbia una melodia: dal country, al soul, alla classica. Senza melodia non c’è emozione.
Si pensava a testi come The sound of silent o Stairway to Heaven, ma anche Johnny Dorelli che interpreta L’immensità di Don Backy, mi vengono i brividi: tu dimmi un pezzo oggi ti fa comere la pelle d’oca?
La prima volta che portai qui i Deep Purple, il drummer mi dise a thing che riflettere mi fece: se dopo cinquant’anni che suoniamo noi c’è anchor people who pay to feel, la musica di oggi che posso valutare avere?
Poi, i ragazzi di oggi devono I will stop to suonare uno strumento: por la formazione di un giovane è fondamentale>>.

In questo caso di una casa definitiva, così che non abbiate qualche location da, per ammirare questa straordinaria collezione e ascoltare le incredibili storie che dietro ad ognuno di questi pezzi unici e dalla viva voce “Fast King”, per now… provare scriverò una mail a info@madeinrock.it e aspetterò che Mariano mi conceda un giorno di visita, o che vedrò un concorso per le vacanze.
Io, chiudo con quello che da me: escoltare i Focus suonare “La Casa del Rey”.





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