I libri da leggere per saperne di più sul microcredito

Nei Paesi in via di sviluppo, il microcredito è tra gli strumenti finanziari più conosciuti per arginare la povertà. Sono oltre 700 milioni di persone e vivo in uno stato di miseria. E che sono esclusi dai tradizionali circuiti del credito perché non riscono a fornire garanzia a copertura dei prestiti.

Il microcredito può garantire l’accesso a tali servizi finanziari. I prestiti, infatti, si bastano sull’erogazione di picole somme di denaro a tassi calmierati, senza più il vincolo di garanzie collaterali. Chiunque, tra i più poveri, può così provare ad ottenere finanziamenti. Le richieste provenienti soprattutto dalle fattoche ho una forte voglia di riscattarsi e lavorare senza cedere all’usura.

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Oggi sono oltre venti i Paesi in via di sviluppo che ricorrono al microcredito. Ed è una realtà sempre più presente anche in Italia, con iniziative e programmi ad hoc per aiutare le fasce della popolazione più povera.

Per capire l’origine, l’operazione, l’iniziativa, l’opportunità e il limite del microcredito, suggeriamo tre libri che ha strappato l’origine e il funzionamento di tale alternativa. Con un approccio specifico sul nostro Paese.

Il Banchiere dei Poveri, Muhammad Yunus

Editore: Feltrinelli

© lafeltrinelli.it

Muhammad Yunus è un economista bengalese fondatore del microcredito moderno. Un sistema di piccoli prestiti erogati a tassi bonificati a donne, uomini e famiglie escluse dai circuiti bancari tradizionali. Con “Il banchiere dei poveri”, Yunus riper racconta la storia del microcredito: Il prestito di 27 dollari concesso a un gruppo di donne del villaggio di Jobra presso l’istituto Grameen Bank. Il cugino”banca dei poverifondata nel 1976 a bangladesh.

Yunus ha sempre creduto nell’importanza di sostenere gli indigenti. Nel suo libro, infatti, riporta come le precarie condizioni economiche in cui vive non derivassero dalla mancanza di iniziativa o di forza per rimettersi in piedi. Sono dipese dal fatto di essere stati abbandonati dagli istituti finanziari del Paese stesso. Per questo, Yunus ha ideato un sistema di prestiti che aiutasse donne e uomini a riprendere in mano il proprio destino, senza richiedere garanzie collaterali, ma solo loro fiducia.

I prestiti, erogati a tassi calmierati, hanno permesso di aiutare tantissime persone ad uscire dalla miseria, sebbene a distanza di anni alcuni studi hanno avanzato dubbi sull’efficienza complessiva del sistema. Le donne, in ogni caso, sono le maggiori beneficiarie: attraverso il microcredito, hanno la possibilità di avviare una propria attività. Aiutare la famiglia e pagare l’usura. Nonostante la garanzia di garanzia, il sistema del prestito è solido: altro Il 98% del credito è stato ripristinato. Non è un caso, quindi, che davanti alla sua dedizione e dei risultati ottenuti, nel 2006 Yunus e la Grameen Bank siano stati insigniti del Premio Nobel per la Pace.

Nel corso del tempo, tuttavia, la fama mondiale conquistata da Yunus è stata offuscata da una serie di accuse di illecito. Si sono comportati nello stesso processo, parte della qualifica è in sospeso.

“Microcredito”, Leonardo Becchetti

Editore: Il Mulino

© www.mulino.it

Leonardo Becchetti è un economista italiano attento al tema dello sviluppo sostenibile, dell’economia civile e della finanza etica. Ne “Il microcredito” offre una panoramica del microcredito moderno dall’origine. Rimettendo sui suoi meccanismoio beneficio EHI limitee la differenza tra il modello nato dall’idea di Yunus e l’iniziativa nata dalla sua azienda.

Se, infatti, da a lato Yunus ha contribuito a creare un sistema di prestiti individuali il cui primario obiettivo è integrazione sociale dei più poveri, dall’altro chi ha cercato di replicare il modello negli anni punta il più delle volte alla sola massimizzazione dei profitti. Questo ha delle ripercussioni sul sistema dei prestiti, che non si traduce in un profondo cambiamento.

I tassi di interesse, per esempio, possono molto più alti; altri quasi, se possono creare delle inefficienze che rischiano di sovra-indebitare soggetti già socialmente e finanziariamente deboli. Insomma, se si trascura il microcredito, resta un ottimo strumento per contrastare povertà ed esclusione, d’altronde comprenderò la conoscenza della maturazione che potrebbe verificarne il sistema socioeconomico che deve essere attivato limitando l’esclusione.

“Microcredito sociale e imprenditoriale: dati e analisi dell’evoluzione in Italia”, c.borgomeo&co.

Editore: Ecra

© ecralibri.it

c.borgomeo&co. è una società fondata nel 2002 da Carlo Borgomeo (Presidente della Fondazione con il Sud e della Gesac) e cornice vitale (economista ed editorialista della stampa). Con il contributo di Fondosviluppo ha realizzato il XIV Rapporto sul microcredito in Italia.

Il testo offre a Tabella delle iniziative pubbliche o private nel nostro Paese, aggiornata con i dati fino al 31 dicembre 2019. I principali progetti sono curati da enti e istituti bancari che chiudono i limiti all’effetto dell’esclusione finanziaria. Spesso le iniziativa se concludono pochi anni dall’avvio e si rivolgono soprattutto a interlocutori già locati sul territorio.

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