Red Hot Chili Peppers, Frusciante si unisce al gruppo e diventa la grinta della band – Corriere.it

hanno dato Barbara Vistin

“Unlimited Love” è il nuovo album della rock band californiana. Il 18 giugno saranno in concerto in Italia al Firenze Rocks

Dopo aver sentito “innovati, come a new band” e i Red Hot Chili Peppers, presto dispensarò al pubblico la loro dose di amore infinito con “Unlimited love”, il dodicesimo album della loro carriera, in uscita oggi. Il motivo principale che è stato sentito da tutta la rock band californiana — fresco di Stella sulla Hollywood Walk of Fame — è il (secondo) ritorno alla chitarra di John Frusciante: proprio quel Frusciante che, utilizzato dal gruppo una prima volta torna nel 1992, ha Ispirato all’esordio letterario di Enrico Brizzi, libro-feticcio della (tarda) adolescenza di quel decennio.

Il chitarrista non era a metà del tour di «Blood Sugar Sex Magik», un album che aveva appena consacrato i Red Hot come fenomeno mondiale, 13 milioni di copie vendute, un Grammy award e tra capolavori irripetibili come «Under the bridge», «Breaking the Girl» o «Give it via». Frusciante, come il condottiero Antonio Kiedis, contemporaneamente a lottava con l’eroina, aveva contrastato con il resto della banda e reggeva malamente l’enorme popolarità piovutagli addosso. Ne diventa il successore nel 1998 (e l’anno in cui arriva “Californication”, un altro grande successo) e nel 2009 si dedica alle sperimentazioni da solo. intervista: «Flea (il bassista, ndr) il mio aveva messo in testa l’idea di rientrare e io ne stavo lì con una chitarra per pensare che non scrivo musica rock da così tanto tempo. Ne ero ancora capace?».

La risposta se ti senti bene sul disco, permeato dalla presenza dei suoi sei accordi e caratteristiche di un amalgama artistico che si registra, attraverso i 17 brani, dilata il suono della band: «Abbiamo cercato ad attingere a qualcosa che fosse onesto ed emozionante. Speriamo di aver detto qualcosa che non fosse ancora stato detto o perlomeno di aver detto in un modo nuovo”, ha spiegato Kiedis. Così ci sono i brani funk in puro stile Red Hot come «Here ever after», accelera più rock come «These are theways», ballad to the piano come «Not the one», ma anche strizzate d’occhio al jazz nei fiati disordinati di «Aquatic mouth dance», il synth che ho imparato «Bastardi di luce» o il cambio di ritmo di «Veronica».

Dietro tutto questo lavoro c’è il tocco del superproduttore Rick Rubin, storico collaboratore della band che ha ammesso di aver commosso nel rivedere John Frusciante in sala. Di canzoni, ha rivelato il gruppo, non escludono other uscite a stretto giro, in questi ultimi tre anni ne sono born a svolgere. E così guai a ricordare a Kiedis ea Flea che nel 2022 festeggiano 60 anni (mere prossimo la band, l’anno, ne farà 40): «Non do molto valore o peso ai compleanni, alle cifre tonde, ai traguardi, alle cifre in generale”, firmato Kiedis.

I Red Hot, ancora una volta, penso che tornerò nel percorso
, con un tour mondiale fino al 18 giugno, porta anche in Italia, a Firenze Rocks. “Fortunatamente, i Rolling Stones sono ancorati”, ha commentato Flea. Finché ci sono in giro loro, non sembriamo così vecchi».

1 aprile 2022 (modificato il 1 aprile 2022 | 07:20)

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