Bambola russa 2: la RECENSIONE del secondo capitolo della serie :: Blog su Hoy








Non possiamo passare la nostra vita così spaventati di fare la mossa sbagliata da non vivere mai


Ottimo, per dire poco fantastico! Trovare le parole giuste per descrivere un prodotto eccellente come bambola russa 2 È difficile. La seconda tappa della serie ideata ed eseguita dalla straordinaria Natasha Lyonne va alla di là di ogni aspettativa e migliora anche la fase precedente regalando al pubblico un lavoro così ben studiato e ben realizzato è l’esempio di una grande idea che si traduce in pratica lì la perfezione. C’è filosofia, psicologia, ironia, intelligenza, leggerezza e profondità in ognuno dei sette episodi che trascinano lo spettatore in diversity epoche dalla Berlino vent’anni prima del crollo del pared alla Budapest della Seconda Guerra Mondiale, dalla New York contemporanea alla New York degli anni ’80 affrontando vivere, atraverso lo schermo, un viaggio spazio-temporale ed esistenziale emozionante, nostalgico ed estremamente istruttivo.


Natasha Lyonne si diverte molto bambola russa 2 studiando una trama intrigante e intrigante che se rivelata mano nella mano, un episodio come un episodio come un cespuglio che ha iniziato a sciogliersi un po’ alla volta ma, alla fine di tutto, l’aspetto più bello di questa serie sempre sempre uno e cioè il racconto dei rapporti umani, dei traumi psicologici e la capacità di far rendere conto che non si può passare il tempo a rimuginare sul non fatto, sul non detto e sul “e se…”.


“Non aver paura di vivere” dice la nonna di Alan al ragazzo, da sempre paura di sbagliare, in uno dei momenti e delle emozioni più belli della serie. Si trovano all’interno di un vuoto, lo spazio immaginario che se si crea da lavoro mai portato finisce per alludere a un concetto filosofico di luogo dove tutto il potenziale mai espresso dalle persone. “Avresti voluto una madre diversa?” Chiede, invece, la madre di Nadia a sua figlia che contra idealmene in un altro non luogo della serie. E per quanto ho letto abbia ho sempre pensato che la sua vita fosse al sicuro dal mio cuore, lei era il cattivo esempio di sua madre, non perché non mi dicesse che era sua per questo e proprio grazie a lo squilibrio mentale di quella signora un po’ di pace’ ha messa al mondo e, nel bene e nel male, è proprio questo che la rende speciale.


L’ultimo episodio della seconda fase di bambola russa è proprio “fuori di testa” da essere perfetto, un vero e proprio capolavoro cinematografico. Questa serie fa vedere una svolta intelligente e un prodotto in cui tutto ha un senso e un significato profondo della scena che è semplice tutta la battuta più “stupida”. Piena di riferimenti al mondo del cinema, bambola russa 2 Ci riporta, per un attimo, nel mondo diThe Truman Show In quella scena iconica di Jim Carrey che, consapevole di una parte lontana di un mondo fittizio, esce sulla scaletta, apre le porte in una scena feroce per iniziare davvero a vivere. Allo stesso modo, Nadia e Alan salgono quelle stesse scale immaginarie y hanno preparato quella stessa porta per arrivare al cuore del loro viaggio introspettivo e iniziare, ache loro, a vivere.


Dopo l’ostinazione nel voler cambiare il passato e di conseguenza il proprio futuro e la serena accettazione finale che la vita è unica e va valorizzata così com’è, senza perderò tempo a chiedersi “e se…”, bambola russa 2 Nel suo caso scopa totalmente e strampalata è una serie quasi terapeutica che dà una grande lezione di vita, di moralità e di vita a te, non solo al suo carattere. E lo fa in grande stile così come in grande stile è l’uscita di scena della protagonista, Nadia, che, in silenzio e sotto le note del capolavoro dei Pink Floyd Brilla sul tuo diamante pazzo Tutti invita e “pazzi” vengono lei a splendere e godersi a pieno questo folle viaggio che è la vita.




voto: 10








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