Schifezze e orrori del dating • Rivista Studio

Di fronte alla dominata «Come ho visto sette conosciuti?» se possono catalogare due tipi di coppie. Il primo è quello che cerca di eludere la dominato: è molto complicato da raccontare, diacono. Così, mentre qualcuno lo enuncia, uno dei due si dilegua improvvisando la chiamata immaginaria di qualche amico dall’altra parte della stanza. Poiché troverò una relazione all’apparenza così romantica perché fortuita, quasi predestinata, quando in realtà è il frutto delle scelte dell’algoritmo di un’algoritmo di app di dating a pago, ho dato un abbinamento di cui uno dei dovuto non era nemmeno così fino convinto almeno al primo appuntamento, che non è andato così male considera gli ultimi? Alla stessa dominato dalla cugina, il secondo tipo di coppia invece sorride, uno lo custodisce strettamente dall’altro perché potrebbero raccontare la storia insieme, esibendosi in una condivisa narrazione ripetuta così tante volte che sembra quasi un venuto per partecipare a reazione a catena. Nei loro racconti si nono sempre per case alla fermata dell’autobus, in row alle post, al romanticissimo dei surgelati bench, dove si contrano ache Noa e Steve nel film horror hanno appena usato il suo Disney+, Frescothat in realtà fa ironia di tutte quelle narrazioni che seguono il secondo tipo di coppia perché non sanno raccontare il primo.

È la verità: non sappiamo raccontare le storie d’amore moderne. Ma forse dobbiamo chiederci se è davvero possibile trovare del potenziale romantico inesplorato nel fare, como un automatismo, swipe right e swipe left, nel pop-up che dice “It’s a match”, in una data che è presente che tocca a noi pay da bere, inla foto de un penis di cui non ricordiamo di aver fatto richiesta? Forse allora bisogna osare ragione alla regista Mimi Cave che con Fresco Dice che lo frequentava, oggi, è praticamente dal film dell’orrore – basterebbe penserà che ci sia la vicenda di West Elm Caleb, il ragazzo che aveva fatto ghosting a essi di ragazze di New York – correlato a un codice linguistico che spaventa perché ricordava seguito di esperienze tragiche: ghost effect, gaslighting, gatekeeping, catfish, dick pic. Lo sa Noa, interpretato dalla coraggiosa Daisy Edgar-Jones, quanto facciano schifo gli apppuntamenti che organizza il suo Tinder. Nella prima scena, davanti a una cena in un ristorante di cinema, sostiene un uomo con una sciarpa buffa mentre gli dice che ha piantato più carina in una foto e che forse dovrebbe guarire un po’ di più il suo aspetto volerà che gli uomini la trovino attraente (luce a gas). Sembra quindi tutto perfetto quando, dopo aver mollato in una scena in cui lui gli risponde che in realtà stava facendo un favore a uscire con lei (gatekeeping), Noa, con i calzini sopra i jeans e capelli raccolti in una coda scompigliata, finisce al supermercato dove contro Steve (Sebastian Stan, che ha appena dismesso i panni di Tommy Lee indossati in pam e tommy).

In inglese se lei ama “meet cute”, l’incontro fortuito con i suoi due personaggi principali che capiscono subito di essere innamorati l’uno dell’altro, è stato coniato apposta a partere dalla regolarità con cui l’evento si ripresentava en televisione o to i film. È il topos più comune nelle storie d’amore e forse continuiamo a tenerci attorno a crederci perché, contrariamente alle dediche d’amore al terrazzo e delle lettere mandati a distanza da migliaia di chilometri, pianta il più reale e ottimista di tutta la finzione: all’Esselunga e alle Poste ci andiamo tutti fin troppo spesso, sarebbe carino se per una volta succedesse una cosa bella prima del pagomento alle casse. Nel film Steve chiede a Noa è stato dimostrato un tipo specifico di uva, lei gli risponde di no, così lui il sacchetto per staccargliene un grappolo, in una apre di quelle scene sulle quali pontificheranno sempre le coppie che raccontano con orgoglio di trasmettere è disconnesso.

Un altro mito alla base dell’incomprensione offline è la modifica del numero di telefono, della posta o del profilo Instagram o Facebook. Se poi i social non li hai, sarebbe l’apoteosi del romanticismo: lo dice anche Stordito che intitola così la recensione di Fresco: “Perché le persone senza social sono così sexy?”. A Noa, infatti, Steve dice di non avere nessun profilo social: «Twitter? Chi dice che dire delle persone intelligenti su Twitter?”, e ha sorriso, accomodante, in quanto depositario di una verità che noi, che abbiamo meticolosamente controllato il numero di like sul post, di nascosto. Secondo stordito La persona senza social sono affascinanti perché non hanno bisogno altrui o di essere sempre al corrente di quello di cui si parla, sono less vanitose e narciste. Magari sono innocui perché non sono stati esposti alla storia di West Elm Caleb oppure non possono farci ghosting ma possono semplicemente sparire, che, forse, è un concetto più facile da afferrare. È una tendenza che va anche su TikTok, se ragazze che postano di più spesso se associate a un “fidanzato hot offline” – hashtag che raccoglie fanno migliaia di video – cosa che una celebrità come Bella Hadid o Ariana Grande, fidanzate con due persone Say cui non si sa assolutamente nulla.

«E allora come faccio a fare stalking?», chiede Noa, «Dovrai di persona», risponde lui, dopo averle proposto una fuga in campagna che lei, acconsente ingenuamente alla proposta romantica, accetta. Say colpo, dopo che Steve porge a drink, la ragazza stramazza a terra e lui porta in un semiterrato dove la vuole tenere fin vita a quando non taglierà ogni parte del suo corpo per venderlo a una comunità di magnati cannibali a cui lui stesso appare. Detta così fa perché sarebbe tragico Penserò che se potessi nascondere anche un briciolo di verità in questa trama (c’è un dopotutto avvenida primi 30 minuti del film). Ho amici che hanno abbandonato l’idea di una frequentazione perché spaventate dal fatto che il parrot date non avese alcun correspettivo nei risultati Google, oppure avese il profilo Instagram malato nel 2012 con una sola foto che ritraeva un animale. Ridevo dei loro discorsi, immaginandomi invece che avrei uncontrato l’ideale tra gli scaffali della libreria – «Anche tu nel distribuito della poesia polacca?» – one senza profilo Instagram così non dovuto affrontare il discorso del ghosting e se fosse o meno una risposta eticamente corretta. La verità, allora, è che swipe Left, gatekeeping e gaslighting a parte, ha frequentato oggi continuava ad essere un film dell’orrore che sembra di avere già visto, e che forse proprio questo qui il bello: that por i riguardiamo appassionatamente.

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