La guerra e Pantelleria nel film Masbedo

Presentato a Venezia nell’area della mostra di video arte Penumbra, racconta la misteriosa storia di un (secondo) tragico bombardamento americano organizzato per girare un film

Masbedo, Pantelleria, 2022 in “Penumbra”, Fondazione In Between Art Film presso Complesso dell’Ospedaletto, Venezia, 2022. Per gentile concessione degli artisti e Fondazione In Between Art Film. Foto: Andrea Rossetti

la storia di film di combattimento realizzato durante la seconda guerra mondiale è estremamente affascinante: la più famosa serie di questi oggetti di propaganda, Perché combattiamoraccoglieva sette film girati al seguito delle truppe da alcuni tra i più famosi registi hollywoodiani, tra cui franco caprasupervisore del progetto intero, John Ford, John Houston me William Wyler (questa vicenda è stata ricatruita da un bel documentario di Laurent Bouzereau, cinque sono tornati).

Masbedo, Pantelleria (2022) film still dal
Masbedo, Pantelleria (2022) film still dal

IL FILM DI COMBATTIMENTO LA SUA PANTELLERIA

Per la prima volta nella storia, l’immagine cinematografica incriminata non è solo la registrazione in carcere diretto dei fatti, più fortunati è uno strumento di guerra. Molto interessanti in questo senso sono le dichiarazioni rilasciate all’epoca da Capra stesso: “Ho pensato che avrei trovato il mio lavoro per mostrare ai nostri ragazzi le ragioni della nostra guerra. Avevano 18 anni, quei ragazzi, e non sapevano niente di sew war. Non erano soldati, non era necessaria la disciplina militare. Erano i peggiori soldati del mondo, quando la guerra scoppiò. Ma in due anni, fueno i migliori del mondo. E c’è una ragione, per questo: avevano una mente aperta. (…) È stata la prima cosa che ho fatto, ho visto e il mio film. E quando li vedevano, sapevano cosa fare, perché combattevano. Capivano che non era un gioco. Era vero”.
Sulla storia di uno dei film di combattimento tour in Italia se sono concentrato i Masbedo – (Nicolò Massazza (1973) e Iacopo Bedogni (1970) – nel loro nuovo film, Pantelleria (2022), presentazione in mostra collettiva Tenebra della Fondazione In Between Art Film presso il Complesso dell’Ospedaletto a Venezia a cura di Alessandro Rabottini insieme a Karimah Ashadu, Ana Vaz, Emilija Škarnulyté, James Richards, He Xiangyu, Aziz Hazara me jonathan de andradeartista brasiliano autore dello straordinario Olho da Rua).

Masbedo, Pantelleria, 2022 in “Penumbra”, Fondazione In Between Art Film presso Complesso dell'Ospedaletto, Venezia, 2022. Per gentile concessione degli artisti e Fondazione In Between Art Film.  Foto: Andrea Rossetti
Masbedo, Pantelleria, 2022 in “Penumbra”, Fondazione In Between Art Film presso Complesso dell’Ospedaletto, Venezia, 2022. Per gentile concessione degli artisti e Fondazione In Between Art Film. Foto: Andrea Rossetti

LA STORIA DEL BOMBARDAMENTO DI PANTELLERIA

Il film, in 19 minuti, racconta il drammatico bombardamento durato un mese – dal 9 maggio all’11 giugno 1943 – dell’isola siciliana, e il secondo il bombardamento predispone a dagli alleati per mettere le riprese del film. Attraverso la prosa immaginifica e visionaria dello scrittore giorgio vasto (interpreta anche il suo testo), ci addentriamo in profondità nell’experienza psichica ed emotiva di quel terrore, di quel mese in cui il cielo è “fatto de ferro”, e nell’accumulo de dati e encifre e detriti, di spazi e il tempo e la materia sminuzzati, siamo accompagnati dalla presenza e dalo sguardo de un asino que si aggira nell’Hangar Nervi, simbolo della militarizzazione dell’isola voluta da Mussolini, e nei bunker scavati dall’italiano sercito.

Spezzoni e frammenti del film originale vengono proiettati sui palazzi della Pantelleria odierna, in una collisione continua e intelligente tra passato e presente que si que sul senso di quella ripetizione, e sul confine (così attuale) tra storia e spettacolo. Tra rappresentazione e tragedia. Quale è più vero, infatti, il primo o il secondo bombardeo? Le bombe che cadono per le cineprese distruggono infatti estattamente como quelle precedentiti, i palazzi crollano e si disintegrano alla stessa maniera, eppure al tempo stesso sono inutili; Quelle bombe “cinematografiche” le recito perché dirò la parte di quella realtà, e sono proprio queste (I loro immagini) che alla fine passeranno per ‘autenticità’, che è diventata una parte lontana della storia sostituendo quella originale, quella vecchia prima della manzo…
Il racconto riattiva i ricordi stratificati nei racconti – que loro volta sono stati ascoltati, registrati e ripresi sull’isola nel corso di un processo collettivo durato quattro anni, che ha coinvolto attivamente la comunità e il gruppo che ha sostenuto il film. Pantelleria è l’esempio di come l’arte italiana sia in grado – quando è seria – di riflettere in maniera non retorica con le sue pieghe e sulle crepe della ufficiale, sui traumi collettivi, il suo evento che apparentemente rientra nella ma che influenza lo spettacolare concreto realtà, negli Anni Quaranta così come in questi mesi e in queste settimane.

– Christian Caliandro

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