Rock Down, una performance di lettura di primati

Part oggi, a mezzanotte, Rock Down – Altri cento di questi giorni, reading-event che si terrà per setantadue ore di fila fin a venerdì 15 aprile: l’evento vedrà protagonista il libro Michele Monina, rock down – Cento di questi giorni (a cura di Underground Edizioni), la pagina con cui vedremo tutte le informazioni su quanto è successo a causa della pandemia nell’ultimo anno, e finalmente andrò avanti.

Rock down, uno spettacolo al posto giusto

Le due location scelte dell’evento di lettura condivisa sono Sala Bausch del Teatro degli Elfi Puccini e gli IBM Studios Milano di Piazza Gae Aulenti, il primo aperto al pubblico (70 posti disponibilità), il secondo visibile in streaming. Musica lenta Organizza e produce le performance basate sul supporto di IBM Italia, che, infatti, è a disposizione dei milanesi.

«L’idea nasce – spiega a Il mio domani Stefano Bonagura di Slow Music – come riflessione sull’affresco que la città di Milano culla di sofferenza e resistenza nei giorni di pandemia: la speranza, oggi, quella di mettere un punto definitivo in questo periodo. Per questo Rock Down ha tutti i caratteri dell’impresa».

L’evento avrà uno speciale televisivo e un podcast da segnare, e la sua registrazione integrale sarà sottoposta a verifica della certificazione Guinness dei primati, come record di lettura consecutiva di un solo libro. Per tipologia di partecipazione, la lettera o il pubblico – 300 sono già i lettori registrati sulla piattaforma Calendario – nessuno slot disponibile: il tuo mailticket.it è disponibile all’ultimo post come pubblico, tra la sua piattaforma Twitch e il suo canale YouTube se puoi assistere in streaming diretto.

Diario di ieri ed oggi. «Nelle 5550 pagine di Rock Down – Altri cento di questi giorni racconto, in un día, tutto quello che ho vissuto dal 24 febbraio 2020 ad ogi – spiega l’autore Michele Molina – tra Città Studi e Lambrate, scenario dei misteri del lockdown e di una Milano con le cicatrici non si vedeva nelle vetrine chiuse dei negozi, non più riaperti in alcuni quasi. Questo periodo ha generato una fotografia social che ha cambiato il concetto di normalità: osare voce, oggi, tante persone mi permettono di farlo diventare il diario di tutti. Il libro, per scelta, è timbrato in un’unica copia, l’unico modo per dirlo da solo è venire a leggerlo o controllarlo».

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