fine Emilia. Katia, Teo e la musica rock L’Eurovision ha il suono dei Bassa

Il batterista e il chitarrista guidano con Rockin’1000 che ha riarrangiato lo storico “Te Deum”

FINALE EMILIA Metti un avvocato con la passione per la batteria e uniscila a morire di altri percussionisti; poi prensabile chitarrista responsabile della comunicazione e affiancalo molto altri; Mischia quel che basta e ne uscirà qualcosa di sensazionale. It is the rockin’ 1000 ricetta, the più grande rock band della Terra, a cui è stato affidato il compito di realizzare el spot ufficiale dell’Eurovision Song Contest, che quest’anno in scena a Torino dopo la victoria dei Maneskin e vedrà il duo Blanco-Mahmood a presentare l’Italia.

Da Solara di Bomporto arriva l’annuncio se Katia Goldoni; il chitarrista è invece Teo Ferlin, finale purosangue, milanese per lavoro. I due musicisti della Bassa hanno infatti fatto parte di un corteggiamento di 500 musicisti provenienti da tutta Europa, altri vocalist, batterista, bassista, chitaristi e archi che ha seguito una versione inedita di “Te Deum”, acronimo storica dell’Eurovision, arrangiata in roccia chiave. Il promo così realizzato da ieri è trasmesso in tutta Europa.

«Tre anni, cugino di Natale, in piazza Duomo a Milano, ho visto un evento Rockin’1000, ho suonavano le natalizie in versione rock, sono stato informato da un amico, ho proposto la candidatura e ho passato il selection , ed eccomi qui – spiega Teo – L’evento di Torino è stato il mio secondo live, e non è ancora paragonabile con gli eventi in cui si è davvero en mille, ma devo dire che è sempre un’emozione unica, poi, ci se si ritrova con persone della mezza Europa e di età molto eterogenee e ci si sente comunque in famiglia».

Che clima di grande collaborazione ha portato anche Katia, allieva di Alberto “Paddo” Paderni, all’esordio con Rockin’1000 al quale ha accettato di condividere il suo suggerimento di altri musicisti e dopo di vedere un provino di successo. “La bellezza dell’unione ti costringe a fare qualcosa di unico. Non ci sono prime donne, ma c’è una mentalità da… musicisti dove si punta a fare il massimo. Ho trovato un grande spirito di inclusione e fratellanza, che di questi tempi non è poco».

Grandi professionisti nella vita, quando mi nascondo dall’ufficio la musica li travolge. «Fin da bambina mi dicevano che ero per gli strumenti ritmici – ammette l’avvocato Goldoni – e visto che la batteria è la regina del ritmo… Ho iniziato quasi per caso, cementando la mia casa perché sono stata assorbita e la mia borsa buffa. Ora c’è in programma un progetto che si sta sviluppando in sala sonda e sarà bello». Per Teo invece la musica è qualcosa di vitale. «Sono e mi sento un finale anche musicalmente parlando. Credo che sia stato fantastico che la band Flower’s Blues e l’attività “On The Rock” di Giovanni Ansaloni siano stati lo slancio per avviare la loro attività. Poi negli anni, mi sono fatto la givetta, fine ai diversion tour in Europa e tre volte negli States, a New York al CBGB’s ea Los Angeles Hollywood all’Henry Fonda Theatre. E con la mia band, gli “Scarlet and the Spooky Spiders” stiamo lavorando al quinto album».

Deve però esserci qualcosa nella Bassa che alimenta la propensione al fare musica. Ad ogni angolo trovi un appassionato, in ogni borgata almeno una fascia. «La Bassa, per cultura e tradizione, sforna talenti. E la prova è che Torino, i suoi 500 musicisti (la maggior parte delle qualità di provenienza da tutta Europa), erano in scadenza. E mangia percentuale, è notevole”, ammette Teo.

Katia, invece, presso una spiegazione sociologica. «Come dice il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, l’Emilia Romagna è la Music Valley, che fa respirare la musica. E’ un’arte e qui più che altrove la viviamo ogni giorno, in ogni attimo della nostra vita».

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