La musica di Dorian Electra è un frullatore pop (che ci libererà tutti)

Un live di Dorian Electra è un’esperienza trascendentale e confusa a sé stante, come la sua musica, un mix in una sala da ballo, un giro tutto il giostre nell’eurotrance anni ’90 e un concerto thrash metal in cui mi sentivo di venire ribaltati e il icona risignifica in strano erba cipollina. Questa è la musica di Dorian Electra, un’overdose multilivello di significato dove la norma è continuamente scritta. Accenderò o brucerò, mangerò la pillola rossa di Matrice che – ironia – non rappresenta la verità assunta che bramano i suprematismi bianchi, ma piuttosto una metafora transgender, come svelato dalle stesse registe, le sorelle Wachowski.

Prega che finalmente i concerti di artisti e artisti internazionali stiano tornando in Italia, abbiamo raggiunto Dorian Electra per la sua data a Milano in supporto a La mia agendail suo ultimo disco, un manifesto della politica queer dai territori musicali sconfinati.

Ciao Dorian, lo vedi mentre cammina in tour? Come è diviso?
Grande! Com’è bello con così tante persone, persone, fan – soprattutto dopo tutto questo tempo – e sentirò tutta questa energia. È semplicemente pazzesco.

È stato il tuo ultimo spettacolo in Italia, nel 2019, ad aprire per Charli XCX. In questi anni, tutto nonostante quello che è successo, ha fatto moltissimo, dall’album del 2020 La mia agenda (Usato anche in versione deluxe) su un remix ufficiale di Lady Gaga, anch’esso con tante diverse collaborazioni. Cosa non ha significato questi anni per te?
Non tutta la negatività del periodo, non ho ancora dato il tempo necessario per crescere come artista e come persona. C’è stato un periodo di iperconnessione online con il mio fan e questo ha influenzato il mio modo di pensare alla mia musica. Penso ad esempio alla cultura di internet, alla memetica ea tutta una serie di cose che mi hanno stimolato e inspirato.

Stravaganteil precedente album che ho presentato a quel live del 2019, a La mia agenda, il tuo suono è mutato parecchio. lo so Stravagante aveva un immaginario più affabile, pop, glamour, La mia agenda è uno scontro di generi dal gusto camp e idee estremizzate. Che idea avevi da La mia agenda e qual è il tuo sogno?
Volevo fare un disco che andasse verso gli estremi, senza filtri. Sai, un disco che adorerò ascoltare. Per avere assieme il tutto però c’è il pop; cos’è la lega La mia agenda un Stravagante. Creerò qualcosa che fosse estremo, ma al contempo accessibile grazie a questa mia sensibilità pop. Volevo fosse ballabile no nostante l’utilizzo di suoni molto duri, presiding ad esempio dal rock o dal metal, per crease qualcosa de stimolante per il pubblico.

la title track La mia agenda Pertanto, presento più cose a cui pensare: Pussy Riot e Village People. Come è la crema che collabora?
Collaborerò con le Pussy Riot e quando inizierà il 2020 scriverò questo capitolo che è stata l’occasione giusta. Abbiamo così contattato i Village People scoprendo que loro a fan delle Pussy Riot, quindi è tutto nato con molta semplicità. È stato figo poter mettere assieme artisti e artisti di diversi periodi storici; è questo che rende speciale il brano.

La mia agenda È un ramo sarcastico e satirico della sua teoria del complotto dell’agenda gay, ma anche l’idea di alcuni membri dell’alt-right americana secondo che la comunità LGBTQIA+ stia portando avanti un complotto per convertirlo in una persona tutta omosessualità . Nel brano se si riferiva anche al complotto delle rane omosessuali e, nel video, a Pepe The Frog. Fai un po’ di chiarezza?
Pepe The Frog è un meme di cui si è appropriato l’alt-right americana. Il tutto era partito da siti di destra come 4chan, in cui alt-right e suprematisti bianchi avevano trasformato questo meme in un simbolo offensivo di odio razziale e omofobo. Attualmente esiste un contromovimento con l’intento di risignificare questo simbolo in un’ottica queer e inclusivista, trasformando ciò che è violento in ciò che è positivo. Quando canto nel brano “siamo qui a fare le rane omosessuali” (siamo là fuori a rendere omosessuali le rane) mi riferisco a un video virale in cui Alex Jones di guerre dell’informazione Dice che qualsiasi “mette sostanze chimiche nell’acqua per rendere le rane gay”, un’altra idea complottista dà parte della destra conservatrice. La cosa ironica è che di fronte alle ricerche non è stata raggiunta la sua contaminazione chimica dell’acqua che con certezza quasi può capitare che animali como le rane possono caricare mutazioni di genere a causa dell’inquinamento. Questa è una questione importante da portare alla luce, ma per la giusta conservatrice la preoccupazione non è la malattia, ma questa folle idea che ci sia una cospirazione gay per l’omosessualizzare l’America. Quello che mi affascinava di tutto questo è il multi-livello di significato. Quando ci sono simboli così radicati nell’inconscio collettivo pensato sia divertente – come artista – giocarci e sovvierteli, risignificarli; scioccare il pubblico con qualcosa che possa inaspettatamente assume un diverso significato progressivo.

Come sayvi, nella tua musica sono enterti mondi diversi como la gamification e la memetica. Cosa ti affascina di questa dimensione iper-contemporanea?
I meme è il nuovo modo di raccontare storie collettive. È una nuova forma di storia orale trasmessa; si mangia la mitologia greca. È l’arte adatta alla tecnologia. La replica veloce e ossessiva di questa immagine davanti ai nostri occhi ha il potere e la capacità di cambiare prima cultura, politica, opinione e com’è. Per questo motivo, l’artista, non posso che comprovato interesse.

La tua musica è sempre politica e politicizzata, senza dagli esordi. Quanto è importante inserire il messaggio all’interno del tuo lavoro?
È fondamentale perché è ciò che conferisce un valore in più. Lui è il motivo per cui ce l’ha fatta. Certo, il pop è solitamente un modo per non pensare, un modo per scappare, nel mio anno in cui lo faccio. Preferisco la musica a più livelli.

Siamo in un momento storico in cui la musica non aveva una cronologia ovvia. Tutta la musica dell’artista è sempre presente, contemporanea, raggruppata senza tempo nei distributori digitali e nei loro algoritmi. La mia posizione politica, le idee ei messaggi che sono venuto a inserire nella musica si sono evoluti, cambiati e mutati nel tempo. Da artista, c’è qualcosa che hai detto o che hai espresso di cui ora ti penti?
Da artista se cresci, cambi, muti continuamente e in sicurezza per occuparti di tutto ciò che accade in un non-credo più, è normale che sia così. Ogni essere umano – se lo vuole – impara, cresce, cambia. Preferisco dire sempre quello che penso, nella forma in cui credo, piuttosto che rimanere in silenzio per paura di pentirmene dopo. È fondamentale essere sinceri; Cambierò parte del percorso.

E hai mai avuto paura di tutto questo?
Sì, sicuramente. È normale provare insicurezza e aver paura delle incomprensioni.

Lavori molto con il corpo, con l’estetica, con storie e personaggi creati ad hoc. Quanto della terra della musica hai avuto modo di conoscere?
Fare musica mi ha dato la possibilità di esplorare diversi personaggi, di provare differenti storytelling. Quando facevo musica pensavo sempre al linguaggio del corpo che seguiva il brano. E per me il linguaggio del corpo è connesso all’identità. Fare musica mi ha permesso di ingare sulla mia identità, capire chi sono.

Seicuramente un modello per tanti giovani che hanno finalmente la possibilità di scoprire uno spettro più ampio di identità che potrebbe ispirarsi alla comprensione. Quando eri più giovane, erano quali le tue figure di riferimento?
Mio padre ha fatto innamorare dei suoi miti, quelle rockstar maschili appariscenti come Alice Cooper e David Bowie. Sai, gli artisti più grandi della vita.

Fissare il pubblico di un concerto è magnifico, sono una persona con una grande identità e sessualità completamente libera dall’esprimersi in uno spazio sicuro. Che rapporto hai con il tuo pubblico?
C’è uno scambio reciproco tra me e questa splendida comunità di persone premurose, negli ultimi anni, ho avuto il piacere di connettermi. Penso di ispirare una Vicenda, tengo solo il mio vestito che vedo se non faccio un concerto, e sono sempre più bella per amore mio.

Immagino che per questo mole d’amore ci si a contraltare feroce de hating.
Adoro il fatto che ci sia una parte di me che è felice delle reazioni estreme che provo perché penso di nascere quando una persona affronta qualcosa che non capisce. Vuol dire che ciò che è grasso è sotto, ha creato uno shock, delle domande, un confronto. Questo è ciò che puoi fare per uscire dalla tua zona di comfort. Se non ricevessi queste risposte penserei di non far abbastanza nello spingere i limiti.

Trasmetti un amore profondo per quello che fai. Cosa ami di più di questo lavoro?
La cosa che preferisco è che la musica ti dia l’opportunità di costruire un mondo tutto tuo, un mondo che può superare e limitare la realtà e che può estendersi e diffondersi attraverso un’unica collaborazione.

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