Il trailer di Esterno Notte è la svolta pop di Marco Bellocchio. Forse.

La prima cosa che mi viene in mente è vendere il trailer di Esterno notte, la miniserie in due punti direttamente da Marco Bellocchio sul rapimento Moro (che sarà in una sezione di Cannes chiamata Cannes Premiere) è che non sembra Marco Bellocchio, cioè non sembra sembra il medesimo autore rigoroso di Buongiorno, NotteIl film che è stato dedicato alla medesima storia nel 2003 (nel qual caso ho presentato Venezia, come changeo i tempi) o L’ora di religione o per andare più indietro di Gli occhi, la bocca e tramite dire. Sembra una miniserie di Netflix Italia, produzioni che sanno dare una mano di bianco allo stile del cinema italiano e rimetterlo in circolazione con tutta un’altra estetica e altro appeal (nei casi migliori). O per dirla più volgarmente semina un film di Paolo Sorrentino.

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Come si vede subito il trailer parte classico, annuncia il Moro-Gifuni (curiosamente è stato interpretato in Romanzo di straniero) e dopo aver svelato anche il papa Paolo VI-Servillo fa partere fa spari, corpo messo in bagagliaio, urla di reazione dei movimenti studenteschi, sgomenti ed esultanze. Un dinamico tutto, tutto con musica vintage e grandi sentimenti, una tinta forte e duratura che preannuncia un gran numero di eventi, svolte e potenti personaggi. Insomma un film spettacolare. No che non sia il cinema di Bellocchio, sia chiaro, non è lo stile semmai di Bellocchio che ad alcuni di quegli obiettivi ci arriva di solito diversamente. Invece qui tutto ha un passo sorrentiniano.

per gentile concessione della RAI

Ovviamente, la presenza di Servillo contribuisce a questa stampa come parte di un personaggio davvero riuscito, e se Lui Stavolta non ha avuto il caratteristico trucco pesante di Sorrentino, non ha visto molto nel trailer accompagnato da altri personaggi reali, altri politici, che suonava spesso come un trucco espressionista.no different da quello di Il Divo. Ma non solo, in rapida successione abbiamo visto una serie di immagini che, nel contesto del trailer e con la musica scandita dal basso, avevano un tono grottesco: dalla catasta di soldi svelata como un piatto raffinato di fronte al Papa , ad Aldo Moro che porta una croce quasi cadendo davanti ad altre persone che non si muovono un dito fino ad armi pescate da un tavolo. Chiude tutto infine una frase più in linea con quel che ci si poteva aspettare: “Cosa c’è di folle nel non voler muertere”?

Dobbiamo crederci? Non è detto infatti che il trailer sia rappresentativo della miniserie, né del suo tono (non sarebbe il primo trailer ingannevole della storia e non sarebbe fuori dal mondo venderò nel mondo la serie as qualcosa di vicino al nostro autore più noto all’ estero). Bisogna precisare che è facile immaginare che tanto di quell’immagine che ha fatto un grottesco sapore nel trailer può, in un’altra risposta, con un altro montaggio e con un altro sottobosco, questa è una volta tanta serie. Quello che fa capolino nel trailer è infatti anche molto il Bellocchio classico. Se è come nel film del 2003 vedremo anche una fantastica liberazione moresca, in più è evidente che la storia è coinvolta in Vaticano e che chi la trasformerà in un tema che è stato spesso raccontato, in quanto è il più modo efficace in cui la potenza vaticana (potere effettivo ma anche di indirizzo) influenza sulle vite delle persone, come lavori e su quali binari inarrestabili procedere.

nota esterna

per gentile concessione della RAI

Sull’altro piatto della bilancia invece, il piatto che vuole credere alla svolta pop, va messo il fatto che effettivamente negli ultimi anni ci sono state delle spallate al cinema più commerciale da parte di Marco Bellocchio. Se inquadra così la decisione di cabalcare il genere criminale con la tradizione, un film con protagonista una star come Favino e che è stato anche un momento quasi d’azione o comunicato dai media autoriali italiani, come quello della minaccia in elicottero, e che gli ha assegnato la partecipazione in concorso a Cannes e ai Premi Maggiore della sua carriera (quasi 5 milioni di euro). Ma aveva fatto penserò a svolte un po’ più pop anche il fatto che fin a little più di ano fa Bellocchio stesse lavorando a un film trattato dalla stessa storia su cui stava lavorando su una mente commerciale come quella di Steven Spielberg, ovvero il rapimento di Edgardo Mortara (a dire il vero una storia piena bellocchiana).

Chi lo sa, magari vuole davvero svoltare.

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