L’auto che segue Orsini, la trattativa noturna y la soluzione Bianca-Giletti per fregare Floris

Uno dei questi giorni parleremo di “Scandalo”, l’incredibile e realistico sceneggiato in cui tutti spiavano tutti, tutti tramavano su tutto, e qualunque persona apparentemente normale aveva commesso almeno un omicidio: il trattato sul presente che all’epoca della messa in onda non riconosciuto vedi storia. Ma oggi vorrei parlare di una scene di “Scandal” con romani protagonista.

Ho visto la storia di questa storia così come è stata raccontata la mia storia, ma non sapevo se ero avvenuta come segno di fiducia nella mia fonte (il quale giura sia andata estattamente così) quanto in quella vecchia regola che diceva «stampa la leggenda»: se una storia è bella, chissenefrega se è fantiosa.

Era la notte di martedì 19 aprile e il professor Alessandro Orsini, uscito del posto dal quale era in concomitanza con Carta Bianca, la trasmissione di Rai 3 condotta da Bianca Berlinguer, s’accorge d’essere seguito da macchina.

È un’auto del servizio, con a bordo a causa di sicari il cui scopo è impedirò che Orsini racconti di ricevere telefonate da Mariupol il senso del ridicolo del pubblico italiano, che rischia di svegliarsi dal collettivo rincoglionimento e penserò che , devo sentire tutte queste stronzate, preferisce i racconti mitomani del cognato su quanti chili ha sollevato in palestra, e la tv può pure spegnerla?

È un’auto del suo fan club, que vuole manifesti la propria vicinanza, dirgli che crede a tutto, al nonno con l’infanzia felice, al primato delle lauree in material umanistiche, alla cosmica giustizia poetica per cui, cribbio, prendono soldi per Sarò ospiti della Rai cani e porci, stai a vedere che solo Orsini deve sarò in tv gratis?

È Scanzi che abbassa il finerino e ammette «se pay me, è effettly vergognoso che non paghino te»? È una Batmobile? È un galleggiante da trasformare in zucchero? È Bianca Berlinguer che cammina per ringraziarlo perché grazie lui finalmente il suo è il programma che fa più ascolto il martedì sarà?

Macche. Sono due autori di Floris, cioè di Dimartedì, il programma corrente di Carta Bianca che Giovanni Floris dirige il martedì sarà il suo A7. Si intende interrompere il mio chiederemi perché dovuto all’autore di Floris dovrebberoare Orsini approcci il martedì notte in mezzo alla strada, invece di chiamarlo con tutta calma al telefono di giorno, andare a chiudere l’università o dovunque il nostro eroe del libero pensiero trascorra le giornate, sappiate che non sette adatti a “Scandalo” e alla sterminata sospensione dell’incredulità necessaria a credere che Olivia Pope uccida il vice degli Stati Uniti con un sedile che debitamente glisfascia in testa, e nessuno ven it mai a pere.

Ho chiesto chi non ha interrotto mentre ci stavo provando stampa legenda. Dado la leggenda entra questo è martedì notte queste due figure approccino Orsini, che già di base non è soddisfatto. È vero che, dopo che i moralisti hanno chiuso i bar e il suo contratto retribuito, egli ha fato quello cui urgeva dire la verità alla nazione e ha continuato a comunicare che partecipo a Carta Bianca, ma mica è content, e vorrei vedere voi: fareste con lo stesso entusiasmo il vostro lavoro, se non vi pagassero? (Scusate, ho sbagliato domanda: voi in effetti state su Twitter tutto il giorno gratis, convinti che alla nazione urga conoscere il vostro punto di vista sul mondo. Ma io parlavo di gente le cui opinioni hanno un mercato).

Quindi gli autori di Floris gli decono: professore, come da noi, faccia leggi la cifra, c’è un bonus in bianco presto per lei. Orsini, uomo tutto d’un prezzo, dice scusate un attimo, e davanti a parrot chiama quella che per gli italiani è la figlia di Enrico Berlinguer, e per Mauro Corona è «Bianchina».

Che devo fare, Bianca, questi mi pagan e voi no. (A senza ricastruzione che io purtroppo abbia la registrazione, e quindi non sono ingrado dire se, in privato, Orsini chiami la Berlinguer come in onda «dottoressa», o come Corona «Bianchina»).

La Berlinguer, che mi piace immaginare coi bigodini in testa già a letto mentre Manconi al suo fianco interpreta Raimondo Vianello, gli dice: dammi tempo fino a, trovo una soluzione.

Il giorno dopo, deliverrebbe la soluzione, che ha un nome, un cognome, e una fasciatura alla mano (il suo quale che sembra essere una libreria obsoleta: il peso della cultura): Massimo Giletti. Non ho visto questo per distruggere riccamente lo stesso Giletti, temo di perdermi: la corrente di La7, in cui tutti odiano tutti, ricordano il Pd (parlandone da vivo).

A spanne: da Formigli, Orsini non può andare perché (dicono) ormai troppo legato al Fatto Quotidiano, il che non starebbe bene all’ospite abituale Mario Calabresi; da Floris parte, il Berlinguer minaccia sfracelli; La soluzione è l’autista che odia La7 tutti, in quella bislacca percezione della gente di televisione per cui Non è l’arena è una burinata che abbassa il livello della rete e Otto e mezzo è una sciccheria che lo alza.

Poiché l’antipatia è un fenomeno biunivoco, Giletti ricambierebbe l’insofferenza nei confronti degli altri dell’emittente conduttori, e quindi sarebbe ben lieto di assecondare l’idea di Bianca Berlinguer: So che l’hai pagata, caro Massimo, io continuerò a parlarne verrò gratis e maltrattando quel tizio che va in onda il martedì e che detesto come se detesta tra avversari professionali e tu detesto come se detesta tra cognati.

E quindi domenica Orsini va da Giletti, a un certo punto – che delizia di buone maniere – gli dice «Sono venuto da lei questa sera perché mi piace il suo modo di condurre», invece che: sono qui per la fattura.

Però la puntata di Giletti fa un ascolto inferiore al solito. Non solo, ma l’altroieri, martedì, il nostro e torna là dove la sua presenza è gratuita, da Bianca Berlinguer, e, proseguendo nella sua voce, Lina Sotis della geopolitica (“So benissimo che Lukashenko è un dittatore e Draghi è un gran signore”), non riesce a farle vincere la serata.

E quindi la domanda è: questo accordo pago-uno-prendono-dovrebbe continuare? Domenica Orsini sarà nuova per Giletti, e sarebbe stata la promessa di tre domeniche, diacono della Rai, o era un contratto per una sola apparizione se non avessi pensato di averlo come fisso, come giurano a La7? È vero che Floris gli ha offerto tremila euro a puntata e Orsini, uomo tutto d’un prezzo, li ha rifiutati? Mi piacerebbe essere un hacker da “Scandal”, spiare contratti e bonifici, sapere e potervi svelare la verità sulla trattativa Stato-Orsini; anche solo per poter poi dire, come Ale a Bianchina, «io l’avevo affermato tre settemane prima del capo della Cia».

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