Da School of Rock a Metal Lords, crescerò al ritmo della musica

Uso il tuo Netflix fino all’8 aprile, Metal Lords ha fatto molto parlare di sé, anche forse per i motivi sbagliati. Critica e appassionati hanno tenuto d’occhio il film perché nella sua figuravano i nomi dei Creatori de Il Trono di Spade David Benioff e DB Weiss. L’attrattiva della pellicola, però, va ben oltre il Curriculum dei loro produttori: Metal Lords è un divertente raggiungimento della maggiore età basato sul metal, che conquisterà il pubblico con continue citazioni di tutta la grande musica rock dell’ultimo decennio e con una storia che diverte, appassiona e arriva persino a commuovere. salverò signori del metalloperò, significa anche io opererò a lunga serie di paragoni con School of Rockil lungometraggio musicale di formazione per eccellenza, diretto da Richard Linklater e ormai divenuto un cult generazionale.

Il metallo è potenza, il metallo è velocità

Voi le somiglianze tra Metal Lords e School of Rock sono tantissimetanto che in un momento divertente semina che l’opera di Peter Sollett (Freeheld – Amore, Giustizia, Uguaglianza) peschi a piene mani dai cliché narrativi e stilistici introdotti proprio vent’anni fa da Linklater.

Ad esempio, come da tradizione per i film musicali, entermbe le sono build attorno ad uno scontro tra band, che salva l’occasione per una rapida maturazione del gruppo formato dal protagonista. La storia musicale è sicuramente la forza trainante della produzione, che utilizza l’evento come propellente per la propria narrazione. Cambierò, ma io sono la persona principale del film. Nel caso ho detto Scuola di rockneonato, al centro della storia ho visto un adulto, interpretato da un Jack Black in stato di grazia, che non a caso ha definito School of Rock all’apice della propria carriera. Nel caso ho detto signori del metalloInvece, i protagonisti assoluti sono stati tre sedicenni, ovvero Kevin (Jaeden Martell), Hunter (Adrien Greensmith) ed Emily (Isis Hainsworth).

La grande differenza tra il dolore e infatti che uno ha come protagonista è una che se deve affrontare una transizione tardiva in una matura imposta dalla società, mentre l’altro ti vedrà in giro per processo di formazione dell’identità adolescenzialecon tutti gli annessi e connessi della causa, tra primi amori, rivalità scolastiche e amicizie che si formano e si distruggono.

Ad occhio adulto, la trama di signori del metallo basta frivole e stereotipate, con situazioni prevedibili e per certi versi quasi ovvie. A differenza di, Scuola di rock c’è una storia matura e compiuta più, nonstante i co-protagonista di Jack Black siano dei bambini di ceci anni, le cui vicissitudini all’apparenza sembrino lontane dal mondo degli adulti. D’altronde, l’incredibile capacità di elevarsi a un pubblico transgenerazionale è uno dei punti di forza del film di Richard Linklater: una volta che abbiamo conosciuto i nostri cuori, vi abbiamo invitato a leggere la nostra recensione di School of Rock. Al contrario, la produzione firmata da Benioff e Weiss non rischia uno schiodarsi dall’etichetta del film realizzato da un pubblico giovanissimoil cui scopo è più che altro quello di proporre un dramma adolescenziale Alternativa ai titoli dall’alto tasso sentimentale già presenti in abbondanza su Netflix: anche in questo caso comunicate, potete leggere la nostra recensione de Metal Lords. Quello che i due titoli hanno in comune, al netto delle enormi differenze stilistiche, narrative e qualitative, è a fortissimo amore per la musica rockche nel caso ho dato signori del metallo Se ti interessa, ovviamente ho dato una precisa connotazione “estremo”.

La passione musicale degli autori due verità è molto evidente in due scene molto tra loro: si tratta di due momenti per la piuttosto brevi, ma che incisività perché Spezzano la narrazione con didascalici cast di canzoni e album dare ascoltare Così, mentore alla School of Rock l'”insegnante” Dewey Finn consiglia ai suoi studenti band come i LED Zeppelinio Viola scuro EHI Reginala (lunghessima) lista data da Hunter a Kevin comprende gruppi del callibro dei Testata motoredei sabato nerodegli Fanciulla di ferro e dei giuda sacerdote.

Ci vuole poco per capire che quelli assegnati da Dewey e Hunter Sono in realtà dei “competiti” per gli spettatoriuna serie di brani che, oltre a comporre la colonna sonido delle rispettive produzioni, andrebbero ascoltati dopo la visione per capire le ragioni alla base dell’stessa stessa due delle due base, che innegabilmente originato da un ardente amore per il rock.

Crescerò con la musica

D’altro canto, analizzando il vasto panorama della maggioranza più e meno recenti, non possiamo fare a meno de nore que la musica riveste un ruolo centrale nella formazione e nel bagaglio culturale individuale di ogni adolescentealmeno secondo i registi americani.

Abbiamo pensato alla produzione di Richard Linklater, ricco di formazione cinematografica, da InfanziaCandidato all’Oscar nel 2014, passando per il bello Tutti vogliono qualcosadel 2016, per arrivare al prequel spirituale di quest’ultimo, la vita è un sogno (1993) e altri Recentissimo Apollo 10 e mezzo, lo uso anche per iniziare aprile sempre su Netflix (l’ho visto, ho potuto leggere anche la nostra recensione di Apollo 10 e mezzo). In tutte queste produzioni ho visto una forte connotazione musicale, con il colonnato sonoro che serve non solo per fondersi in seguito, come si scrive nel periodo storico in cui è ambientata la trama, ma anche per spiegar i gusti personali dei protagonisti, che spesso si riconoscono in quelli del regista stesso. Altrimenti basta indicare quale sia la canzone o l’album preferito di un personaggio per dare al pubblico un’idea chiara del suo carattere, delle sue idee e delle sue convinzioni.

L’emblematica più pellicola della passione di Richard Linklater por la musica è Tutti vogliono qualcosache fin dal titolo ricorda l’omonima canzone dei Van Halenpubblicato nel 1980, simbolo del decennio in cui il muschi il maggioranza università del cineasta americano, ideale continuazione di Infanzia, che si ferma proprio quando il protagonista raggiunge l’età dell’ammissione al college. Chiunque abbia visto il film lo ricorà per la Martellante presentazione di “My Sharona” dei Mannaautoinvocata nel 1979, all’alba degli anni ottanta. Se non avete già visitare il titolo del 2016 de Linklater, comunque, vi recensione di osare un’occhiata alla nostra di Tutti vogliono qualcosa.

A sua volta, anche Apollo 10 e mezzo Ha una fortissima connotazione musicale, che è di nuovo matura ma regala anni Sessanta, le cui canzoni più emblematiche (almeno per quanto riguarda gli Stati Uniti) fanno spesso capolino nel colonnato sonoro del film. Insomma, c’è un regista che esprime appieno l’idea secondo cui la la musica è parte integrante della formazione dell’apprendimento degli adulti fin da tenera età, quello è Richard Linklater.

Sia ben chiaro, però, che quello dei film girato da Richard Linklater o di signori del metallo Non è un caso isolato. Un altro interessante esempio di integrazione della musica come parte integrante di un film maggioranza ed elemento descrittivo “forte” dei suoi protagonisti è Pizza alla liquirizia, capolavoro di Paul Thomas Anderson L’ho usato per un mese per andare al cinema prima in Italia (e ho dato cui abbiamo già tessuto le lodi nella nostra recensione di Pizza alla liquirizia). Il film, ambientato nel 1973 (anno della grande crisi energetica che ha influenzato la trama della pellicola) è uno a sé stante capsula del tempo musicale degli anni Settantache comprende, del resto, brani come “July Tree” di Nina Simone, uno dei capolavori jazz della seconda metà del Novecento, “Stumblin’ in” di Chris Norman e Suzi Quatro e “But You’re Mine” di Sonny e Cher , che, anche per affinità tematica, è una delle più iconiche e adatte al amore completo tra Gary Valentine e Alana Kane.

Add Comment