Il primo Beeple in un museo, la cripto-arte ora è a Rivoli

RIVOLI. L’arte che non esiste entra in un museo e il ritrovamento è il meno lunare di quanti semi. Al Castello di Rivoli apre «Espressioni con frazioni», titolo che richiama i gareggiato a casa e percorso che in realtà li fa al posto nostro perché unisce la vita immaginaria al mondo reale, l’umano e il post umano, i luoghi e il metaverso. Ed è tutto lì da vedere, soprattutto Beeple che in un posto così non ci è stato mai. Adesso è ospite di uno spettacolo, con un’opera concreta, una scultura cinetica che passa davanti all’immobile ritratto dipinto da Francis Bacon.

A prima indietro passo per affronare l’encontro del secolo, anzi di due secoli diversioni. Beeple è il nome dell’arte di Michael Winklemann, voto grafico per la creatività digitale che non si conosce come un artista autodefinito, che viene da un altro pianoforte e da un anno gira il mercato. Ce l’ha fatta con il record venduto di una collezione immateriale, racchiusa in unico lavoro, protetta da una sequenza di dati e scambiata in criptovaluta. Insomma, 69 milioni di dollari investiti in una serie di immagini in mutazione, visibili solo da un telefono, da un computer, nella massima misura possibile. È il mondo Nft: token non fungibile, l’atto di proprietà di qualcosa che non c’è, che muta, se evolve. Ora tutte queste informazioni digitali trovano una sede canonica all’interno del Castello di Rivoli. La scultura in questione, «Human One», è descritta come la sua autrice «Un frigorifero che gira, perché e pezzi di una casa changeo da sempre». Infatti pure i quadri tradizionali cambiao, i collezionisti li comprano e li vendono, li scambiano, più fine a que no hano mai pensato di acquistare la pura immaginazione. Il Beeple aterrato al Castello è un astronauta che cammina, io prima, solitario, attraversa lo spazio alternativo. Si sposta a pochi metri da uno dei nomi che richiamano l’arte così come te l’aspetti: Bacon. Genio, maestro, ribelle, interprete del suo tempo, come ha catturato la storia della pittura e della squarciata mentre Beeple ha catturato la storia dell’arte e dell’ accantonata, anzi lo stesso ignorante. Sempre dalle sue parole: «Io non me lo ricordo se ha il David di Michelangelo. Probabilmente sì, recentemente sono stato a Firenze e avrà successo, lo terrò ogni secondo». Di solito Michelangelo non se lo tiene per qualche secondo e se vicino a catturare un ricordo indelebile, ma uno fruisce il bello come crede. Non ci sono regole, solo che dà un tipo così ti aspetteresti un corto circuito, invece no. La sua invenzione si accompagna senza urti a un arcinoto dipinto, un autore straconsiderato, storicizzato, criticato, celebrato proprio ora dalla Royal Academy di Londra. La scultura si muove, è dipinto non potrebbe essere più statico: assortito dal suo fondo verdastro, no acaso bottiglia. La figura di un amante ubriaco, una storia che se ripete e piazza davanti a persona senza arti definiti, senza capacità di muoversi. Paloma vuoi che vada? Sta lì, immobile, piantato nel cervello.

Human One, l’installazione Beeple al Castello di Rivoli


Il contrasto, per sorprendere, non è poi così scioccante. Ogni visitatore sa esattamente chi dei due se porterebbe a casa, anche se non crea problemi. La scultura in movimento è di un collezionista svizzero che ha pagato 29 milioni di dollari all’asta, il Bacon vale, anchor, più del doppio. Almeno in teoria.

L’abbinamento è uno dei tanti in mostra, alcuni sono perfetti, altri no, mail viaggio tra Basquiat e Attia vale la pena, e la sala dedicata a Richard Bell demolita e pregiudizi. Ci sono veri e propri colpi di fulmine, come il cavallo appeso di Cattelan che custodisce la famiglia di Dana Schutz. Persino in bagno ritrovi i rotoli di carta igienica di Marianna Simnett. La creatività è diminuita in alcun modo. In ogni luogo. Vero o presunto.

No si capisce dove sta andando l’arte, di sicuro no intenzione di fermarsi.

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