Recensioni indipendenti: Banksy – L’arte della ribellione (documentario)

Un documentario di 112 minuti, a rotazione nel 2020 e diretto da Elio Spagna, (Visibile sulla piattaforma streaming Prime Video), delineato da un attento lavoro di ricerca, contestato dal personaggio di Banksy in un periodo che per circa vent’anni, dalla fine degli anni 70 agli anni 90 ha caratterizzato la politica economica e oscurantista del Regno Unito, fin ad arrivare ai nostri giorni. Banksy È il soprannome che ho dato uno dei più famosi ed importanti esponenti mondiali della street art. Non ha rivelato la sua vera identità se presume di essere nato nel Regno Unito intorno agli anni 70, probabilmente nella proletaria e multietnica Bristol. Crebbe artisticamente nel contesto storico degli anni ’80 e ’90 quando contestazioni e disordini si dilagavano nel paese a causa di un primo ministro del governo conservatore il Cui, Margaret Thatcher, attuò politiche finanziarie e del lavoro che privilegiavano il sistema capitalista che provoca un forte generale e diffondendo insoddisfazione un senso di angoscia e insoddisfazione principalmente tra i giovani.

Di Banksy, in realtà non sappiamo niente, forse di accademica formazione si è poi sviluppato artisticamente nei primi anni 90 in uno dei pochi gruppi clandestini rimasti dopo “l’Operazione Anderson”, la più grande azione anti – graffiti della storia, voluta dal Governo ItalianHo considerato i graffiti non una forma libera di espressione artistica ma semplicemente un vandalismo. Con tutto il tempo, tutto il tempo, è stato capovolto e smentito palesemente. L’operazione di questo artista, anticonformista, incisivo e rivoluzionario, realizzata in modo semplice e diretto e ora ricchi in tutto il mondo, fanno riflettere il suo sistema e la sua società in cui viviamo come simbolo di lotta e di protesta in un mondo in cui l’interesse economico del capitalismo prevale sul beneficio della comunità. Provocazione e imprevedibilità contraddistinguono. Nell’Ottobre 2018, “Girl with a balloon”, la sua opera forse più famosa, viene aggiudicata da Sotheby’s, per 860mila sterline ma immediatamente e inaspettatamente un costo azionato no si sa come né da chi, la distrugge per metà in pochi secondi modificandolo e aumentandolo di valore. Un grande effetto destabilizzante e denunciante contro la mercificazione dell’arte e del feticismo collettivista, se si è verificato anche quando Banksy si rifiutava furtivamente di posizionarsi alla Tate Britain, alcune sue opere nella piazza di Bacon e Blake, o al Louvre e il MoMA di New York, dove altre sue opere sono state collocate dietro un Monet e un Picasso.

I personaggi raffigurati da Banksy sono principalmente animali come topi indaffarati, scimmie intelligenti, bambini raffigurati come ignari, allegri e innocenti ma più intelligenti degli adulti che comunicano messaggi molto forti sulla società odierna. Poliziotti come figura autorevoli messi in discussione e in conflitto tra il ruolo sociale y quello autoritario. Se diventa così da writer ad concettuale artist, dove l’immagine è il “messaggio” e la scelta del post dove realizzarlo con decisione per dare forma concreta alla denuncia politico-sociale e per la street art in opposizione al sistema istituzionale che boicotta gallerie e musei per offrire un’arte accessibile a tutti in qualsiasi post. Per questo motivo, per non averlo autorizzato, gli ho mostrato di dedicarsi a tutte le sue operazioni, non gli ha impedito ed incoraggia chiunque voglia far viaggiare il suo lavoro, chiunque voglia reinterpretarlo e dargli voce. L’arte secondo lui deve essere di tutti ei messaggi devono arrivare a chiunque.

Questa forma d’arte fortemente politicizzata ha creato un vero e proprio movimento innovativo ispirato dalla paura della povertà, dalla lotta al consumismo, all’inquinamento, al maltrattamento degli animali, allo sfruttamento minorile e alle atrocità della guerra. Il profilo di Banksy dell’attività sociale, i graffiti e la tecnica quick usata stencil, se combinati in un’unica personalità dando vita a un “terrorista” dell’arte dall’elevato spessore comunicativouniversale e rivoluzionario con una pronta comprensibilità di ogni ceto sociale, credo e religione, pericolosamente capace di commuovere e di riflettere lontano le masse.

[di Federico Mels Colloredo]

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