Una discarica di libri e giornali, mistero in via dei Delfini. E nessuno la rimozione – Il Tempo

San Valentino con te

Dà almeno sei mesi a questa parte di un misterioso avvolge il cuore dell’Urbe. Un record di vita quotidiana, hai visto e prenotato “nascosta” nel ventre del Centro Storico Capitolino, che cresce di giorno in giorno. Impressionante vista quella mole di giornali ed altri impilati uno sopra l’altro. Fa bella mostra so che è una banca apparecchiato di stracci in via dei Delfini, a pochi metri dal Campidoglio. Distinguere la curiosità di rom e turisti che se si trovassero nella passare dalla strada, collegamento tra piazza Margana e via dei Funari, che trasuda storia di santità e memoria.

Una sorta di visione surreale che rende il paesaggio con il degrado prevalente nella zona, dopo sacchi di immondizia abbandonati in terra e gli accampati di fortuna approdati ai piedi dell’attigua chiesa di Santa Caterina dei Funari. Saranno a migliaio ed oltre di copie, alcune coperte da carta, altre tenute insieme, altre ancora poggiate il tuo cartone o raccolte in buste di plastica. Sopra un baldacchino improvvisato rivestito da teloni sdruciti con le pietre a fermare. E poi altri cartoni ripiegati sotto, bustoni pieni di ulteriori riviste e libri di vario genere accatastati in qualsiasi area disponibile. Dall’oroscopo ai titoloni delle grandi testate, sbuca fuori proprio di tutto, anche una pagina dove si legge «Anche il bene fa notizia». Rimane un quadrante indecifrabile nell’anima pulsante della città quell’enigma che blocca immancabile lo custodisco correndo per il vicolo che gira sul nome del palazzo della famiglia Delfini che lo possiede. E nessuno di coloro che abbiamo fermato per cercare di saperne di più che se la sanno spiegare. Chi risiede in zona o la frequente per lavoro ha ognuno una teoria.

Il giro di Roma dell'immondizia.  Turisti costretti allo slalom tra i rifiuti

«Accanto ci vivono, sarà magari qualche disgraziato di turn que ha la buona mania di leggere e si è costruito un’edicola sui generis», dice un signore nel suo con l’età. Un altro lo accende per una scultura post moderna o giù di lì. I più giovani si interrogato sul perché «da mesi tutta questa carta non come rimuovere». Se avanza parecchie ipotesi. “Sono rimanenze di una vecchia bottega che ha chiuso i battenti o di qualche sede che ha traslocato”, affermano alcuni abitanti. “Nei feriali passo sempre del que per raggiungere l’ufficio, ho nototo che i teloni vengono de frequenti sistemati, e che commuque i aumentato di numero”, dice una signora. La notte della sua apertura, infatti, era una nota quotidiana che ricordava il primo del mese. Ce n’è ache traccia di più recenti. Dilaga (impassibile) l’informazione per strada. liricamente.

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