Due libri il suo Galileo | Scienza in rete

Galileo è una pietra angolana della nostra cultura. A lui si deve lo sviluppo del metodo scientifico che sta alla base della scienza moderna. Ma Galileo non era uno scienziato arroccato nella sua torre d’avorio: oltre ad avere passioni molto terrene, voleva scrivere per un pubblico più vasto di quello dei suoi colleghi. Dà la decisione di usare l’italiano, piuttosto che il più togato latino, per i suoi libri della maturità.

Tuttavia, questo non basta a rendere e la sua logica è immediatamente comprensibile al lettore moderno, ma il modo di argomentare e il linguaggio (letterario e matematico) di Galileo sono quelli di quattrocento anni fa. Avanti, quindi, l’impegno di Alessandro De Angelis, docente di Fisica Sperimentale all’Università di Padova, che ha reso accessibile l’ultimo libro di Galileo. Discorsi e dimostrazioni matematiche intorno alla nuova scienza prevista, scritto ad Arcetri negli anni degli domiciliari arresti dopo la condanna del Sant’Uffizio. Così dice De Angelis a proposito del motivo del suo tentativo di leggere il testo per renderlo più comprensibile.

Galileo non usa una formula, non scrive F=ma. Lui interseca coni con piani… In questo senso è difficilissimo da leggere, io ho impiegato tre anni

Tuttavia, vale la pena fare uno sforzo per avvicinarsi a Galileo perché, continua De Angelis,

La cosa sorprendente è che se studiassi ancora oggi nello stesso modo in cui Galileo ti presenta. Dunque è interessante vedere come è arrivato esporle in che modo

Il testamento fisico di Galileo e contiene le dimostrazioni che ancora oggi se studiò nel corso di Fisica I.

Alessandro de Angelis, Discorsi e dimostrazioni matematiche intorno alla nuova scienza di Galileo Galilei per lo scrittore modernoCodice edizioni 2021 (320 pagine, 25 euro)

Venire Il Saggiatore e il Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondoe io Discorsi e dimostrazioni sono structurati in forma di dialogo tra Simplicio, Salviati e Sagredo che se trovo a discutere il testo, scritto in latino, di un professore padovano di meccanica e scienze delle costruzioni. Entrambi i soggetti erano vecchi amori di Galileo che li aveva studiati fin dagli anni di Padova.

Racconta questo autore in un secondo libro che ha dedicato al periodo padovano di Galileo. Nello Scrivere Ho detto anni migliori della mia vita, Alessandro De Angelis se sta basando la sua lettera che Galileo ha scritto e ha ricevuto dai suoi congiunti (madre, sorelle e fratello) dagli amici e da colleghi, primi fra tutti Keplero e Paolo Sarpi, e sugli appunti di lezione. Una voce narrante fornisce un incrocio realistico, ma, in realtà, immaginario, che permette al lettore di seguire gli eventi della vita dello scienziato. Scopriamo un assillato dalle richieste di danaro danaro da parte della madre e delle sorelle che promettevano cospicue doti ai loro mariti per loro nella confessione che i debiti delle donne stati saldati dai due maschi della famiglia, il fratello maggiore e più giovane musicista in tour per le corti europee. La mia sono davvero stupita dell’entità dell’impegno economico.

Alessandro de Angelis, Ho detto anni migliori della mia vitaCastelvecchi 2021 (250 pagine, € 17,50)

Galileo iniziò con uno stipendio di circa 300 Ducati all’anno, che crebbe fino a circa 500, e la dote di Sorella Livia era di 1.800 Ducati, una cifra addirittura superiore a quella di Sorella Virginia. Per fare fronte agli impegni, Galileo deve chiedere a più riprese anticipando l’interesse annuale del suo stipendio, presso le fare quadrare e continua a costruire strumenti, come il famoso compasso militare, avendo studenti a pensione e rivolti oroscopi. Doveva tiene anche la sua famiglia, formata dai tre figli che Marina Gamba gli aveva nel corso degli anni, a causa di un bambino e un bambino. Non vivereno con lui, che, amante della solitudine, se ben tenuto dalla moglie Marina.

Scopriamo che è Fra’ Paolo Sarpi per vedere lontano Galileo lo strumento ottico di cui prediligeva in Europa. Glielo aveva mandato a confratello da Parigi ma le immagini, por ingrandite, sono unclear. Sarà sempre il frate a suggerirgli di andare a Murano dai mastri vetrai per farsi fondere del vetro di migliore qualità per le lenti che saranno alla base dello strumento che girerà il nome del cannocchiale. Le migliorie apportate permeteranno le oservazioni epocali raccontate nel Sidereus Nuncius, che spianeranno ache la strada al ritorno a Firenze, mettendo fin ai 18 anni padovani.

Davanti a questa imponente produzione galileiana, se dice che lo stesso Alessandro De Angelis, tornato nel 2014 al Dipartimento di Fisica e Astronomia “Galileo Galilei” di Padova, laureandosi nel 1983, è stato beneficiario del Genio Loci.

Add Comment