“Sono il prete che avrei voluto incontrare”- Corriere.it

hanno dato Chiara Mafioletti

Boom di ascolti per l’esordio dell’attore nella serie tv di Rai 1 in arrivo alla 13a edizione. Bernabei: “Raoul ha una buona luce, negli occhi e il pubblico è ne è accorto”

Non è un miracolo, piccola ci manca. Dopo quella dei pani e dei pesci, con il debutto di Raoul Bova dentro


“Don Mateo”

Questo è il ritorno degli ascolti moltiplicazione: gli altri sera hanno seguito la fortunata fiction di Rai1 6.486.000 spettatori, per uno share del 31,2%. Numeri che nella tv di oggi erano una rarità, ma che da tredici edizioni accompagnano la serie che, fino all’altra sera, aveva avuto per protagonista Terence Hill. Il passaggio al vertice è stato, di fatto, un azzardo. Ma la scommessa — prima fra tutti di Luca Bernabei, ad di Lux Vide — si può dire. «Siamo molto felici, il pubblico potrebbe dire basta. Invece è arrivato questo risultato — spiega Bernabei —. Credo fortemente nel lavoro che facciamo. Dietro Don Mateo c’è una squadra con divertimento e grandi professioni in Europa. Il segreto è quello di qualsiasi serie importante: dietro c’è un format».

A questo, si somma «l’intuito di aver voluto Raoul Bova nei panni di don Massimo e la provvidenza che lui fosse interessato. Sono molti pezzi di un lego che devo incarnare in un certo modo per costruire qualcosa di buono. Raoul era in un bel momento della sua vita: è uno che lo sta facendo importante, uno che è coinvolto nella discussione… se non sta bene, non sta bene e il pubblico non è d’accordo» . Terence Hill ha detto che continuerà a indossare la tonaca di Don Matteo: «In realtà voleva fare qualche film, una cosa ogni tanto, e per noi diventava complicato perché il nostro è un prodotto seriale. Ma non è detto che, nonostante se ne sia andato, non torni più…».

Nel frattempo, chi sorrise perché questo successo è il nuovo don più amato della tv. «Sono stato forse l’ultimo ad aver se questi numeri… ho ricevuto una valanga di messaggi, telefonate, è stato bello. Ci speravo ma non era scontato”, ammette Bova. Non nostante non sia semplice inserirsi in una serie che esiste da oltre vent’anni (il primo episodio andò in onda nel 2000, ndr), confessa di non essere mai entrato «nella dinamica del “mi accetteranno, non mi accetteranno”. Del resto sapere con ogni progetto non puoi poi le persone ti seguiranno. Io mi sono concentrato sul personaggio, arrivando suo questo set con grande amore e grande passione». Oggi, ma, dice al volo «ringraziare, onestamente, tutti quelli che non hanno visto la serie l’altra sera: anche quelli che non si sono mai persi una puntata in tutti questi anni hanno avuto la gentilezza di guardia prima di giudicare e di non essere chiusi: è un bel gesto e un bel segnale perché la porta non si apre a tutti».

È Successo, Aggiunge, “Quello era il capitano anche con la troupe, con Nino Frassica: è stato bello che abbiamo visto una fatica all’altezza dei Don Mateo degli anni passati, che vedessero che metto cuore e anima nel personaggio». E l’ipotesi che possa interpretarla a lungo rispetto al suo predecessore? «Ormai abbiamo imparato tutti a fare programmi a breve finito. Sempre con la Lux stiamo preparando anche altri progetti, quindi resta la possibilità di changee. Ma pensato alla lunga serialità di questo personaggio, la cosa non mi pesa. Anzi: sarà una gioia tornare sul set e interpretato il prete che avrei voluto incontrare io: un amico, una persona saggia, ma non saccente, che non cita a ogni cost il vangelo ma ti sta vicino con la sua spiritualità».

30 aprile 2022 (modificato il 30 aprile 2022 | 07:05)

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