Quando la restaurazione è donna. Le guardiane della bellezza un passo «accanto»all’arte- Corriere.it

hanno dato Ana Gandolfi

A quasi diciott’anni, ha imparato a conoscere il patrimonio culturale del suo liceo. Giovani, appassionato, ha voluto fare acrobazie per mesi sui ponteggi, attivit di ricerca e anche tanta fatica fisica

Quindici piani di ponteggi: Una scalata ogni mattina. Mesi a lavorare ogni giorno lass, ad altezze variabili. Oppure gi, nel sottosuolo, senza luce elettrica. Istantaneo di una professione estrema: il restauro. Cecilia Balsi ha 26 anni.nel suo recente passato vi fu una po’ minatrice (Il freddo della crypt del Condanna di Sant’Antonio a Matera un ricordo indelebile), un piccolo acrobata (A 25 metri, sulle volte della Duomo di Pisa), un po’ scienziata (Non c’ cantiere senza analisi chimiche, fisiche, tecnologiche). E no importa quanta fatica si dovere fare ogni volta (Ai fori romani dell’Arco di Settimio Severo l’acqua dovevamo portarlo a mano), perch la convinzione una: Questo un lavoro meraviglioso.

La profesa mangia missione

Cecilia lo dice oggi che impegnata nella Loggia di Galatea a Villa Farnesina (Sono fortunatissima) e l’ho detto quando, 22enne, Studenti dell’Istituto Centrale per il Restauro di Roma, raccontava a una fotografia il perch stava dove stava. Noi diciamo: L’operazione dell’arte è eterna. Falso. Il degrado c’e va ritardato. Niente va dati per scontato. la fragile bellezza: difenderlo l’obiettivo di chi se occupa dipinti, statue, antica architettura un po’ come i medici fanno con i pazienti. Cecilia una custodia della bellezza e Elisabetta di Maddalena, macchina fotografica alla mano, ha documentato il mondo di cui fa parte, entrando e uscendo per anni da decine di cantieri in tutta Italia.

Ho ascoltato – ricorda la reporter, che alle immagini ha associato racconti scritti – le testimonial di pi di 50 professionisti, anzi, professioniste: nel nostro Paese a prendersi cura del patrimonio culturale sono quasi sempre le donne. Donne in nove quasi alla decima: i dati confermati da Francesca Capanna, dal 2017 alla guida della Liceo Scientifico di Roma, che è il capo del ministero e prepara ogni anno il cinema super-sperti: Questa proporzione tra allieve e allievi l’ho sempre vista, anche quando ho iniziato io. Forse solo nell’immediato dopoguerra (l’Istituto nato nel 1939, ndr) il rapporto numerico fu di parità. Il pesce persico non ha una risposta precisa: la collega Eliana Billi concorda sul fatto che il custodia della memoria ancestrale femminile. Ha sicuramente ragione.

Chiarimento: Semplificare sbagliato. L’idea di un rstauro fatto sempre col pennellino fuori dal tempo: il lato tecnico e scientifico fortissimo. Entrambi il settore fa parte della disciplina Stem (scienze, tecnologia, ingegneria e matematica), tradizionalmente prevalentemente maschile. Laser, chimica, fisica coinvolti nella diagnosi e protezione. In cantiere – aggiunge Capoanna – prepariamo il malto e ci abituiamo a fissare in piedi per ore e ore. Servire per un grande sforzo nella comunicazione della nostra professione. Io stessa, da allieva alla Scuola di alta formazione, ora ero sconvolto: era il 1982, arrivavo con un’idea romantica di lavoro e invece mio figlio ritrovata tra macchinari e sismografi. Giovanni Urbani era il direttore e il suo approccio lungimirante poi diventato anche mio: restauro non come atto riparatore, ma come atto di conservazione programmata e preventivo.

Perché il patrimonio di cui occuparsi enorme. Elisabetta di Maddalena, 43 anni, nato a Santa Margherita Ligure e Trapiantata a Milano per studiare all’Accademia di Belle Arti di Brera, ha documentato gli sforzi di un esercito molto particolare. Io “guardiano” sono solitario nascosto agli occhi del pubblico. Non sappiamo come mangiare, semplicemente diamo per iniziato che un affresco sia l, sulla superficie su cui stato dipinto. Perché nel 2017 ho iniziato il mio viaggio. Il progetto Custodi della Bellezza oggi in mostra al MonFest di Casale Monferrato. un omaggio a chi, istantaneamente e con devozione, ti tiene in vita. Moltissimi sono giovani.

fragile tesoro

Voi monumenti donne, di ogni generazione, raccontano il loro rapporto con uno scrigno di tesori fragili. Paola Borghese, della Pinacoteca di Brera, in una delle testimonianze raccolte da De Maddalena afferma: Quando si interviene no si ha l’intenzione di retrodare l’opera. La traccia del passaggio del tempo ha un grande valore. un rapporto con la bellezza in cui si accetta l’invecchiamento.

Valeria Merlini Rispondi al telefono nella sua officina di Roma: suonavo stati affidati, nel tempo, capolavori assoluti. tra tutti, tre opere di Caravaggio: la Madonna dei pellegrini, la prima Conversione di Saulo, l’Adorazione dei pastori di Messina. Ho 62 anni – spiega – e lavoro da when ne ho 20. Perch ci sono molte donne tra noi? Forse deve fare i conti con l’attenzione alle cose e alle persone, una cura quasi materna. Chi restaura non sta un passo indietro, tutt’altro, e nemmeno davanti: sarebbe un disastro. Chi restaura fa un passo “accanto”: fa crescere, fa emergere, esalta. Il miglior intervento quello che non si vede, por arrivarci servono grandi capacità.

Ed ancora il direttore della Scuola di Alta Formazione a riflettere sulla proporzione che si inverte: Oggi, i suoi dieci grandi nomi del settore conosciuti del pubblico e arrivati ​​​​​alla celebrità, almeno otto sono di uomini: non mancano certo le eccellenze femminile, eppure non emerge. Sta a tutti noi, ea tutte noi, lavorerò anche su questo.

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25 aprile 2022 (modificato il 27 aprile 2022 | 06:26)

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