“Bookcrossing”, mangio e perché lo scambio gratis di libri

Che bella idea rendere il mondo un’intera biblioteca aperta. Consultabile liberamente “a scaffale”, ma dove gli “scaffali” sono le panchine dei parchi, i mezzi pubblici, o la vecchia cabina telefonica. È questa infatti l’idea del incrocio di libri, che prevede la divisione liberi di libri usati vota tra chiunque lo voglia. In parole semplici, si lascia in giro per la città – in genere in piccoli contenitori appositamente creati – un libro che se viene letto, per donarlo a chi lo vuole prendere dopo di noi. In questo tempo, se vedi c’è un titolo che ti interessa leggere e se te lo porti a casa, senza timori.

Il fenomeno ha trovato la sua definizione e organizzazione in America con la nascita nell’aprile 2001 del sito bookcrossing.com, che opera da Sandpoint, Idaho, e con fanno riferimento i bookcrosser di tutto il mondo. Un sistema che si sta diffondendo rapidamente in 132 paesi e ovviamente anche in Italia, da nord a sud, nella grande città e anche nel centro degli abitati più piccoli. A proposito, il 23 aprile c’è un’altra importante ricchezza: è infatti la Giornata mondiale del libro.

La necessità di condividere

Il tutto nasce probabilmente da un profondo bisogno di cui abbiamo sempre più bisogno soprattutto negli ultimi tempi: diviso con gli altri a parte di noi. Il missione Indicare il suo sito ufficiale bookcrossing.com Ho dato una natura disarmante “Molto semplicemente – si legge – vorremmo unire le personae traverso i libri”. Nel contempo magari contribuirà anche a valorizzare la lettura, credendo in essa la sua fondamentale funzione di crescita personale. E abbraccerò l’idea che devo essere specifico e buttato ma che si possa trovare per molti oggetti una nuova casa presto ad accoglierli. E’ per tutti questi motivi che sono nati, e si sono diffusi rapidamente gruppi di bookcrosser, una vera e propria comunità molto attiva sui social ma anche nella organizzazione di iniziative in giro per le città.

La carta d’identità del libro

La procedura ufficiale prevede innanzi tutto che il libro da rilasciare si usato. Vogliamo comportarci da veri ‘corsari’ (questo è il termine italiano per indicare gli attivisti) oltre alla regola di questa modalità, dobbiamo registrarla, gratuitamente, al database allegato al sito Bookcrossing.com, attivo in 132 paesi, ottieni un’etichetta con codice identificativo (BCID – Book Crossing ID) apporvi sopra e mettere in circolo il volume da condividere.

Il nuovo lettore – o proprietario provvisorio – dovrebbe scrivere la carta d’identità online del libro di Lui Racolto con alcune informazioni, nonché il passaggio del suo messaggio ed eventuali commenti sul suo contenuto.

E traverso il suo codice id il libro può essere tracciato in qualsiasi momento per sapere dove si trovi. Abbiamo avuto un messo in circolo un libro per condividerlo con gli altri e se siamo curiosi di sapere in quale parte del mondo, possiamo consultare il palinsesto e trovare tutte le informazioni sulla sua seconda vita e scambiare opinioni con i miei nuovi lettori. I dati più aggiornati – se dice il sito – Conto più di 1.900.000 attività di BookCrosser che sono state registrate collettivamente per più di 13 milioni di libri e se si stanno muovendo nel mondo.

Lo libererò e libererò

L’idea con il libro Bookcrossing e Vengeful liberato – così se dice in gergo – è molto suggestiva. Non che fossero imprigionati, si intende. Ma l’idea è proprio quella de permettere loro di circolare liberamente Nel mondo e per dare ad altri il piacere che abbiamo avuto noi nella loro letura.

Riproveremo noi, possiamo continuare la diversità modalità. Mi unirò ad una delle iniziative collettive organizzate dalla Comunità, come quella del 2006 per i primi 5 anni di attività, che hanno visto l’uscita In contemporanea di oltre 1.700 volumi in tutta Italia.

Altrimenti reciterà uno dei zona di passaggio ufficiale ( ufficializone di schange) registrati ogni volta che fai – dove rilascia i nostri volumi, in any moment, per farli trovare da altri appassionati come noi.

Ma molti preferiscono il ‘rilascio in libertà’ abbandonando i testi in un luogo pubblico, sul treno, sulle panchine, sui mezzi di trasporto, dopo aver finito la loro letura.

A dispetto ‘ufficiali’ dei dati abbandonati dal sito, dove l’Italia no figura tra i 10 paesi al mondo più attivi in ​​​​questa attività, negli ultimi tempi è sempre più trovare in giro per le città – piccole grandi che siano – degli spazi adibiti a tale funzione, che spuntano nei vari angolini dei nostri quartieri.

Per la nostra realtà infatti i dati sono sicuramente sotto stimati perché tante iniziative non sono sicuramente registrati. Fuori dalle chiese, o in altri punti di passaggio e aggregazione. In questo caso, se si crea la mini libreria quasi sempre con contenuti di recupero – questa è una logica comune – o godendo della cavità naturale come uno spazio all’interno del tronco di un albero.

La mia fantasia è davvero illimitata e queste Litte Librerie gratuite sono diventati dei simpatici elementi di arredo urbano.

E se è vero – come recitano i fondatori della Comunity – che i book crosser sono “le persone più generose, innovator, amichevoli, di cuore, bizarre, divertenti ed educate sulla faccia della terra”, noi italiani dovrebbero essere al primo posto. Se siamo lettori quindi, proviamoci anche noi. “Sì creativo! – sprona il team fondatore. I Book Crosser ha subito un’infinità di modifiche per cambiare i libri e stabilizzare nuove conoscenze. L’importante è tenere in vita queste iniziative. Catturare e donare.

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