La Russia di Putin, torna in tascabile Libro della Politkovskaja – Libri – Altre Proposte

ANNA POLITKOVSKAJA, LA RUSSIA DI PUTIN (ADELPHI, P. 384, EURO 14.00)

Ritorna in libreria nell’edizione tascabile del 14 marzo ‘La Russia di Putin’ del quotidiano moscovita Anna Politkovskaja, uccisa dall’assassino di Mosca nel 2006, edita da Adelphi nella traduzione di Claudia Zonghetti.
Invito speciale della “Viaja gazeta”, vincitrice del Golden Pen Award 2000 dell’Associazione dei giornalisti russi per le sue cronache dal fronte del conflitto ceceno, famoso per i suoi coraggiosi reportage sulle No dei diritti umani in Russia, la Politkovskaja ci svela , Nella pagina ben documentata e drammatica, l’autoindulgenza con cui l’Occidente si è avvicinato in questi anni di tranquillizzarsi sulla Russia presentando Vladimir Putin come un coraggioso e volenteroso ragazzo.
Questo libro è destinato, dice Adelphi nella sua presentazione, a rimanere memorabile per la maestria e l’audacia con cui l’autore racconta la storia (pubbliche e privata) della Russia di oggi, soffusa di un regime che, alimentando la fazione di una democrazia in fieri, se rivela ancora avvelenato di sovietismo.
Ma non si pensi a fredda analisi politica: “Il mio è un libro de appunti appassionati a margine della vita como la si vive oggi in Russia” ha scritto la Politkovskaja che nell’ottobre del 2002 ha coraggiosamente accettato di negoziare per la liberazione degli ostaggi prigionieri del teatro Dubrovka di Mosca. E tanto meno se ho pensato a una biografia del presidente: Putin resta infatti sullo sfondo, anzi dietro le quinte, per essere chiamato sul proscenio solo nel tagliente capitolo finale, quando viene ritratto come un modesto ex ufficiale del KGB divorziato dall’impero ambizioni.
In primo piano ci incalzano invece squarci di vita quotidiana, grottesca quando non tragica: la guerra di Cecenia con i suoi cadaveri “dimenticati”; la degenerazione in atto nell’ex Armata Rossa; il crack economico che nel ’98 ha provocato la neonata media borghesia, sorretta da un’autentica evoluzione democratica del Paese; la nuova mafia di Stato, radicata in un sistema di corruzione senza precedenti; la morte dell’opera delle forze speciali al teatro Dubrovka di Mosca; la strage dei bambini a Beslan, in Osezia.

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