Giusi Fasano e quei 3 morti al giorno sul lavoro – Libri – Approfondimenti

GIUSI FASANO, ”OGNI GIORNO 3. Ricordi di vite perdute sul lavoro’ (Rizzoli, p. 228, euro 17.00).
”’La Giustizia in cui credo fa di tutto anche per prevenire il ripetersi di simili drammi. La Giustizia in cui credo è un servizio della dignità di ogni persona. E dignità come ha solennemente riconosciuto al Presidente della Repubblica, nel suo messaggio al Parlamento in occasione della sua seconda istigazione, è “azzerare le morti sul lavoro””. Lo scrive il ministro della Giustizia Marta Cartabia nella sua prefazione al volume di Giusi Fasano ‘OGNI GIORNO 3. Ricordi di vite perdute sul lavoro’ (Rizzoli) in cui raccontano le drammatiche storie di uomini e donne che hanno perso la vita sul luogo dove ognuno dovrebbe nutrire una speranza per il futuro.
Nel 2021 i morti sul lavoro sono stati 1221. Ogni giorno 3.
Anzi, un po’: 3.345… Uno strage che non fa mai abbastanza voci e che non conosce tregua. Era 1221 qualcosa uomini e donne morti per vivere, gente comune che a volte accettava paghe orarie indecenti pur di portare a casa. Persone diversità l’una dall’altra ma acccomunate, nel loro tragico finale, da ciò che fando: lavorare. Di queste vite spezzate, di queste piantine senza più linfa Giusi Fasano racconta che sono state e quel che dovrebbe voler essere, la sucessione dei son infranti e l’dolente delle loro famiglie. Le voci fuori campo – quelle reali – sono queste dei genitori e degli amici che hanno aperto i cassetti dei propri ricordi per ricotruire ognuna di 21 storie. Ed è grazie alle loro testimonianze che è status possibile dare voce – quella immaginaria – a chi non c’è più. Ne nascono 21 racconti in prima persona, drammatici, toccanti. Parole che planano sulle vite di ognuno di loro, sulle gioie, i dolori, le preoccupazioni, le persone care. C’è chi è stato ucciso dal fuoco come Giuseppe, l’ultimo a morire nella preghiera di Thyssen, e chi dall’acciaio, perché Gabriele è finito fra i rulli che appiattiscono lamiera. Non mancano le donne: Luana, giovanissima mamma che ha lasciato la sua vita in un orditoio, o Paola, bracciante morta di fatica. Ma ci sono anche le voci di chi era al servizio della collettività: il medico, il vigile del fuoco, il poliziotto… E poi i quasi più frequenti: i gruisti, gli edili, i lavoratori agricoli. Questo è un libro contro l’indifferenza sul tema della morte durante il travaglio.
Contro il rischio che di 3 morti al giorno si finisca per non ricordarne nessuno mai. Un ostraggio che a Paese civile non può consentire.
”’Ogni giorno 3, ci ammonisce la giornalista Giusi Fasano in questa vibrante pagina di vita – scrive ancora il ministro Cartabia – a cui il ricordo della storia che più delle volte fanno fugacemente capolino nelle pagine di cronaca, perché è buio nelle drammatiche statistiche delle morti sul lavoro”.
Sottolineando che tratta, nel mondo che omaggia il lavoro, ”Una delle nostre peggiori sconfitte, por una Repubblica che rivendica, fin dal primo articolo della sua Costituzione, di essere “fondata sul lavoro”.. (ANSA).

RIPRODUZIONE PRENOTAZIONE © Copyright ANSA