Il cugino repubblicano del rock: “1980, una longeva italiana”



Comunisti contro democristiani, una partita a scacchi. La scacchiera è la musica, stato 1982: parte della Festa nazionale de L’Unità di Tirrenia, poi Festa dell’Amicizia di Viareggio. Pci e Dc si sfidano su un terreno nuovo: chi saprà catturare di più i giovani? La Festa de l’Unità schiera i Genesis. Quella dell’Amicizia sfodera un inatteso Neil Young. Siamo a pagina 7 del libro del 1980 Una lunga estate italiano. La musica che ha cambiato i consumi della politica (Stampa dell’Università di Pisa) di Alessandro Volpi, professore di Storia contemporanea alla Facoltà di Scienze Politiche dell’ateneo Pisa ed ex sindaco di Massa. Forniamo una foto che da sola vale la nostra analisi politica: Neil Young is appena sceso all’aeroporto Galilei y ad accoglierlo c’è Franco «a Frà che te serve» Evangelisti. Il cantautore canadese è visibilmente sconvolto dalla droga. Il braccio destro di Andreotti è in doppio petto. Non importa che Neil Young possa parlare di libertà dalla droga dal fronte con i cattolici. Come ai communisti non importa se Phil Collins e i suoi non sono allineati all’ideologia ufficiale. In palio c’è l’anima de una nuova generazione e la politica ha capito che la battaglia per l’anima dei giovani si combatte suon di canzoni. «È una guerra di posizione — spiega l’autore — due feste nazionali si affrontano con le rispettive star, show contro show».

Alessandro Volpi è già diversi anni, e diverti libri, che studia il rapporto tra musica e politica. Ora c’è un punto caldo sul calendario: 1980. Inoltre, “la svolta avvenida nel 1979 — racconta — con Banana Republic di Dalla e De Gregori, la Pfm con De André, tutti tour che iniziano con grandi timori: De André venne ancora contestato dopo la Bussola del ’75, De Gregori era stato Quest’anno “proseguita pubblicamente Milano” del movimento studentesco in cui Lou Reed ha ricevuto una feroce critica nei confronti della Roma e non se ne è parlato, solo perché il suo manager David Zard è stato “accusato” di essere filo-israeliano.


Nel 1980 ha risposto ai concerti sono finiti. Arrivano Bob Marley, Talkin’ Heads, Police, Ramones. L’Italia diventa punto di riferimento del grande tour internazionale dopo anni di assenza». Il 79 è stato «un test generale» con l’apertura della frontiera italiana al circuito mondiale della musica. Cosa per la politica? «I partiti, l’Arci e le radio libere se mettono ad organizzare concertiNota: perché Bob Marley viene da San Siro per la prima volta possiede per un motivo che negli spazi più piccoli le contestazioni devono essere ingeribili. Dc e Pc capiscono che devono abbandonare i pregiudizi ideologici. Soprattutto il Pc che aveva le feste dell’Unità solo agli Inti Illimani, a Ivan Della Mea ea chi aveva un brevetto di fedeltà comunista certificato». Abbiamo imparato da Gregori: nel 1980 “non c’è un compagno”, ma uno che “racconta solo sesso”. Il personale diventa politico, il cantautore diventa punto di riferimento dove prima era il party. È un ribaltamento: dalla centralità del partito a quella del cantautore». A farne le spese è la censura, domina per tutti gli anni Sessanta e Settanta. Basti Penserò a Jimi Hendrix che nel ’68 viene definito dal timbro di sinistra «a debosciato figlio del capitalismo che distoglie i giovani italiani dalla rivoluzione». Oppure ai Clash a Bologna ea Firenze. «E difficile capire i processi di trasformazione politica se no esminiamo la musica come momento de ricastruzione delle appartenenze e delle militaria — riflette l’autore — Dagli anni 50 fine all’80 la sinistra ha avuto un atteggiamento fortemente censorio: Elvis era stato giudicato dall’Unità come un bel ribelle e un modello non seguito perché era un milionario che era nell’esercito in una casa in Germania e inseguiva le minorenni, l’espressione de capitalismo. Gli stessi Jefferson Airplane che negli Stati Uniti sono il simbolo di una rivolta profonda, en Italia vengono stroncati».

Dall’altra parte dell’universo ideologico anche la Democrazia Cristiana comprende che «la tradizionale nozione di militanza non funziona più». Nel 1977 crea le Feste dell’Amicizia da contrapporre quelle de l’Unità. E «fin dall’inizio capisce che per avere il consenso dei giovani non basta più il biliardino in parrocchia oi film su San Francesco o le canzoni di chiesa». Prima dimostra la via del cantautore cattolico. Ci provano a Rimini con Comunione e Liberazione. Ma capiscono subito di non poter reggere il confronto con i cantautori di sinistra. Allora investe sulla discomusic. I giovani cattolici «se innamorano impegnato da John Travolta e l’idea di un divertimento evasivo contrapporre a quello dei cantautori». Infatti le Feste dell’Amicizia «avevano delle discoteche per cattolici già dal 1979: Bee Gees, Donna Summer, non che la musica fosse un morbido concetto erotico che potesse stonare in chiave democristiana, predominava la logica dell’evasione. E allora andava bene anche con l’ammiccamento di bombe sexy come Sabrina Salerno e Carmen Russo: un modello che vedrà il suo improvviso dopo del berlusconismo televisivo: ma quella forse non è — come molti pensa — frutto della cultura socialista di De Michelis, che è un’eccezione all’interno del Psi. In realtà i giovani socialisti hanno prodotto documenti di condanna della discoteca hanno considerato qualcosa de edonistico, consumistico e maschilista». Per la Dc invece è «lo strumento per allontanare i giovani dai cantautori: è difficile immaginare Andreotti e Forlani che vanno a ballare anche se il Divo Giulio Sorteneva una rubrica su Tvrisi e Canzoni in cui si parla in modo quasi favorevole della modalità dance».

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18 aprile 2022 | 09:56

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