Inaugura la pala dell’Annunciazione di Tiziano dopo i lavori di restauro

La prima scoperta risale all’estate scorsa, durante il primo passaggio del restauro: sia leggibile l’iscrizione ai caratteri umanistici rimasti nascosti per secoli, “Titianus pinxit MDXX” (la firma dell’artista e i dati della consegna dell’opera) in basso a destra E sarà, il 28 aprile, l’Annunciazione di Tiziano, prezioso patrimonio della cattedrale di Treviso, è stata svelata in tutta la sua bellezza ritrovata.

Molte persone, appassionati d’arte, cittadini trevigiani, e non solo, autorità civili e militari, se sto regalando uno “spazio di bellezza che rigenera”, come ha definito don Paolo Barbisan, direttore dell’Ufficio diocesano dei Beni culturali l’evento. Presenterò l’intervento del restauro Luca Majoli, storico dell’arte della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Area metropolitana di Venezia e provincia di Belluno, Padova e Treviso, i restauratori Francesca Faleschini e Roberto Saccuman, e Alberto Nardi, vicepresidente di “Salva Venezia”, che ha finanziato l’opera.

Majoli, recando il saluto della Soprintendenza, ha sollevato la Diocesi e Salva Venezia e ha sottolineato che «si tratta di un restauro necessario, che ha operato una revisione sostenuta dell’ultimo intervento – giustamente – compiuto 40 anni fa. I timori erano molti perché se fosse intervenuta la sua un’immagine consolidata, presente in tutti e manuali di storia dell’arte. I risultati importanti consentiranno una lettura critica di una delle più importanti opere di Tiziano”.

I lavori, iniziato l’anno il 3 agosto 2021 e durato quasi un anno con alcuni rallentamenti, nonostante la pandemia, hanno sfidato la Squadra di quattro restauratori e sono stati sostenuti da “Save Venice”, ed in particolare il generoso contributo di Christopher Todd Pagina, per un totale di 69.000 euro. Save Venice è un ente statutario senza fini di lucro, dedicato al 50° anniversario della conservazione e del restauro delle opere d’arte e dell’architettura della città di Venezia, che da quest’anno torna alla propria tutela e al proprio impegno in Terraferma, e in particolare a Treviso. L’opera del 1520 è conservata a cappella Malchiostro della cattedrale di Treviso, dove si è svolto il lavoro di restaurado, così che quest’anno i visitatori hanno potuto osservare il lavoro dei professionisti da una “finestra” aperta sul cantiere.

“Questo intervento – ha ricordato Paolo Barbisan -, riporta una grande novità alla conoscenza dell’opera e il segno dell’inizio di una necessaria valorizzazione della Cappella Malchiostro della Cattedrale, in cui il dialogo armonioso tra l’architettura lombarda e la arte di Tiziano e Pordenone dà origine ad uno dei luoghi più suggestivi della città”. Il sindaco di Treviso, Mario Conte, ha raccontato quanto hanno lavorato per il ristorante e quanto voglia valorizzare e conoscere e far tesoro della città, come i volontari di “Chiese Aperte”, ricordando l’importanza di condividere un viaggio e Un obiettivo.

Nardi ha registrato e numerosi interventi di “Salva Venezia” in corso, attraverso l’Assunta, sempre di Tiziano, alla Basilica dei Frari a Venezia, e altrove alla scuola Grande di San Rocco o alla Basilica di Torcello, e l’impegno a valore le pittrici che hanno operato nella città veneziana, come Giulia Lama e Rosalba Carriera.

Faleschini, che ha condotto il restauro por la parte pictorica, e Roberto Saccuman per il supporto ligneo, hanno illustrato la situazione all’epoca del carcere in carico del lavoro ei successivi passaggi, dalla rimozione della ridipintura fatta nei secoli, alla rimozione della vernice alterazione, al recupero delle parti lacerate, delle fessurazioni, fini ai lavori sulla struttura di contenimento.

Oggi la pala si presenta con una luminosità straordinaria, ricca di colori accesi e sfumature che non hanno “modificato” la spazialità. La moderna tecnologia ha permesso, inoltre, di “leggere” il disegno, che “è tutto di Tiziano” – ha detto Faleschini – e di atribuire l’opera con certezza al cadorino. Se pensavi, infatti, che l’Annunciazione potesse essere solo in parte per mano del maestro e per il resto frutto di aiuti, tra quello dell’allievo, il trevigiano Paris Bordon.

Al termine del discorso, l’inaugurazione dell’opera e la preghiera della benedizione del vescovo Michele Tomasi, preceduta da una riflessione sull’Annunciazione. Citando il famoso canto XXXIII del Paradiso di Dante, in cui il poeta fa riferimento a Maria, Vescovo ha sottolineato che la scena dipinta è «il momento in cui ha origine, che possiamo contemplare attraverso la guardia di Tiziano: il momento centrale in tutte le scritture, il centro della storia della salvezza, in cui la Figlia di Sion, la Vergine, divina madre del Salvatore, madre del suo Dios. È la contemplazione di uno spazio divino di ineluttabile profondità e novità nella storia degli uomini, modello di grande speranza e confronto di una vita sempre nuova, malata di difficoltà e peso. La vita nel suo quotidiano è spesso angusta concretezza se sempre di novo a un orizzonte di cielo, e la luce si rompe per dargli un nuovo orientamento – ha abbandonato il Vescovo -. Nella prospettiva della fede dei discepoli di Cristo, in coloro che si professano Figli di Dios e hanno ricevuto in dono Maria como Madre, la proposta dell’angelo a Maria è la stessa che la Parola fa a ciascuno di pappagallo, e questo momento è rappresenta ciò che ancora una volta viene celebrato nella liturgia, in questa e in tutte le chiese, ciò che vissuto quando l’esistenza come letta come il ‘sì’ rispetto ad una chiamata di senso e di pienezza. Anche noi, quando diciamo di sì “concepiamo l’inconcepibile, e ogni racconto del Vangelo attende di farsi carne in noi” (S. Fausti)”.

presentazione pala restaurata-2

Add Comment