Marisa Convento, l’impiraressa di perle veneziane: «È un’arte»

VENEZIA – Marisa Convento è un “impiraressa”: gonfia perla e perline di vetro veneziane. Si è avvicinata a questo antico mestiere all’età di trent’anni per curiosità collezionando perle di vetro. Successivamente ha prevalso il sole i segreti di quella che è diventata una professione e crea gioielli, decorazioni, ricami. «Ci ​​sono delle difficoltà economiche – racconta Marisa Convento – legato alla crisi sanitaria che imperversa, ormai, da più di due anni. Bisogna però parlare ache del turismo di massa que a Venezia, purtroppo, appiattisce molte delle realtà che si possono definire identitarie locali. La perla di vetro veneziana ha ancorato un ottimo mercato in tutto il mondo. E’ più conosciuta all’estero che qui in città, dove viene data per scontata. C’è ancora un buon potenziale da sfruttare».

Marisa Convento porta avanti la storia e la tradizione del‘perla dell’impero o impiraressa fammi andare lì perla o canile, lavorava le perle di Murano. «L’arte della perla del vetro è iscritta nella lista rappresentativa dell’UNESCO CH per la quale è diventata nel 2020 Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità – spiega – e questo è avvenuto grazie al Comitato per la Tutela dell’Arte delle Perle di Vetro Veneziane che rappresenta la comunità di perle, perle, impiraresse, infilatori dile ma anche di molatori, maestro vetrai che prepara le canne e tutti coloro che se ne producono per creazione della perla ed in particolare grazie al lavoro congiunto con essaAssociation des Perliers d’Art de France che hanno accompagnato la candidatura transnazionale accolta e giudicata positivamente dalla commissione Unesco”. Il suo laboratorio si trova all’interno della Bottega Cini, una sorta di bottega rinascimentale reinterpretata in chiave moderna. «Sono stata recuperata – spiega – perché ho chiuso il laboratorio in Calle Mandola alla fin del 2019 e sono stata adottata in questo nuovo spazio da Giovanni Alliata di Montereale me Marco Vidal. Nel frattempo si sono offerti volontari per creare un artigiano che lavora e che mantiene una prigione di artigianato. Quello dell’artigianato è un settore molto vivace e variegato che non teme rivali in altre città storiche del mondo. Venezia da questo punto di vista ha una regola virtuosa nella conservazione dei manufatti e sicuramente la Bottega Cini è un esempio di mutualità anche nell’area del mecenatismo moderno». La qualità della perla è l’espressione del chi la fa. «E’ una fotografia dell’anima – conclusione – esprime la tecnica, la capacità, l’inventiva ma anche la personalità di chi la crea. In questo senso la figura della perla e della perla, che ha creato la perla del vetro con la tecnica del lavoro della luce, e la figura di chi la si affianca gonfiando, componendo e creando un oggetto di questa perla, è un forma di simbiosi molto interessante. In più le perle di vetro in generale creano il “sindacato” tra varie comunità al mundo. È un esempio molto interessante di cultura immateriale condivisa».

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