un finale insoddisfacente di cui parlerò

Dopo averci regalato uno dei più alti mai raggiunti momenti alti mai raggiunto dalle MCU serie con la scorsa puntata (qui potete recuer la nostra recensione de Moon Knight 1×05), è giunto il tempo di chiudere ache il cerchio – pardon mezzaluna – di cavaliere della luna. E saremo onesti, già premendo play abbiamo tremato un po’, poiché abbiamo paventato la possibilità di un finale di troppo confusionario per Moon Knight, sensazione acuita dalla duration estremamente ridotta dell’episodio – che si aggira sui 35-40 minuti, esclusi i titoli dire coda Era sinceramente impensabile far quadrare tutto e risolvere ogni singola trama ed escamotage architettato dagli sceneggiatori in un lasso di tempo così ristretto.

Ciò ha portato delle soluzioni insoddisfatte e interessateche rende ben poca giustizia sia alle diverse intuizioni intriganti che cavaliere della luna Ha comunicato messo in campo tra alti e bassi fino ad ora, sia al personaggio in sé, che avrebbe potuto e dovuto segnare un spartiacque e ritagliare uno spazio per un tone diverso nel MCU. Se è ormai capito che non è andata così, cavaliere della luna Dopo un dipinto di colpi da maestro capaci di suvverter le aspettative e mettere in dubbio qualunque avvenimento, se è immediatamente riposizionata all’interno della formula Marvel più classica. Peccato che la serie avesse più volte dimostrato difficoltà proprio nel mettere in sequenza una scena più standard e tipicamente meravigliosa.

Un paio di luci fioche

Ho proceduto con ordine: l’episodio inizia nel momento in cui Harrow (Ethan Hawke) si divide in vinaccia (Oscar Isacco) all’interno della tomba di Alessandro Magno, con Layla (Maggio Calamawy) Spettatrice inorridita e nascosta che riesce tuttavia a confondersi tra i seguaci del pazzo apostolo di Ammit. Mentre continua a sperare di ucciderlo, entra in contatto con Taweret, che gli dice di restare e di concentrarsi sulla liberazione di Khonshu. Nell’Oltretomba, intanto, Marc rifiuta il Campo dei giunchi, nonostante l’indubbia bellezza e pace che ha trovato, per aiutare Steven e cercare disperatamente per fuggire una volta per tutta dalla Duat.

Pregate, prima di iniziare l’invettiva vera e propria, è proprio la fine mette en gioco alcuni elementi interessanti: innanzitutto include inla più coerente e naturale possibile la liberazione di Khhu, elemento che dà solo correva il rischio di corrodere alla base il testo narrativo della puntata, che forse poteva essere risolto a caso o addirittura off-screen nel peggior possibile scenario; Steven ha trovato la forza di contrattare con il manipolatore della luna, laddove persino Marc ha trovato impedimenti a causa degli insormontabili sensi di colpa, è una perfetta chiusura della sua evoluzione; Alcune scene suonavano discretamente evocative ed entusiaste – come ad il tratti su due fronti o la brillante scena post-crediti. C’è del buono in questa chiusura di cavaliere della lunaehi ma Non riesco a brillare alla luce delle scelte scellerate che sono state prese per tutto il resto.

Una marea di superficialità

Infatti, dagli aspetti più piccoli alle situazioni che guidano la puntata, questo epilogo è un mix di idea fuori, incoerenze quasi sopportabili e sviluppi che dove avrebbero bisognoto di molto più tempo per essere di impatto. Abbiamo imparato la dinamica Marc/Steven ad esempio: adesso i due vanno d’accordo, ma perché ora si scambiano i ruoli ogni 3 secondi rendendo impossibile qualsiasi tentativo di dialogo con gli altri? Perché Steven ora sa improvvisare combattere bene e non in maniera impacciata? Perché se si scambiano continuamente persino durante le battaglie senza alcun motivo? E su Layla le circostanze non sono migliori; vittima di una caratterizzazione improvvisata che non limita e successivamente depotenzia il già poco su schermo, ma che come gettata soprattutto nella mischia senza che ne siano davvero affrontate le premesse o su seguenze.

Opure, chi penserà che un blackout nel momento decisivo dell’incontro finale sia stato un colpo di genio? A questo punto non è uno strumento narrativo, è una negligenza produttiva. Com’è cancellato liberasi in a sun colpo di spugna di tutte le intuizioni della scorsa puntata o far sorgere bruscamente all’ultimo istante – e non prima – dei dilemmi morali in Marc, un individuo che ha ceduto a morire e di criminali in condizioni private post in palio e non con la vita di miliardi di persone in gioco. Per la sua caratterizzazione all’interno della serie non uscita fuori posto simili rimostranze ma non possono essere tematizzate e risolte in cinque netti. Non è il modo di costruire un finale questo, Moon Knight è l’ennesima dimostrazione che lo show Marvel ha avuto un serio problema con l’ultimo atto.

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