arrivo due bassorilievi da Trieste

Il 14 maggio, se guardo al nuovo Museo Bailo la Grande e in attesa della mostra “Canova Gloria Trevigiana” che nasce da 200 testimonianze canoviane, la maggior parte della qualità è affissa al pubblico. Dopo la novità e il dovuto spettacolarità gessi originali dello scultore, patrimonio delle Assicurazioni Generali, giunti nelle scorse ore a Treviso dopo essere stati sottoposti ad una campagna di restauro. Se è dovuto ad un’opera di grandi dimensioni (141 x 280 cm), raffigurata per vari soggetti, una – realizzata dall’artista tra il 1787 e il 1790, raffigurata “La Morte di Priamo”; la seconda, databile al biennio immediatamente successivo, che inquadra “La danza dei figli di Alcinoo”; entrambi in origine appartenenti alla Collezione Albrizzi.

“Il sublime è il protagonista della prima composizione, dove domina il dolore e l’angoscia, e con accenti di verità arditi e nuovi, specie nella scelta di rappresentare Pirro totalmente ignudo”, afferma Fabrizio Malachin, direttore dei Musei Civici di Treviso e Curatore della Mostra. “Oltre all’ardimento di quel nodo, offerto allo sguardo dell’osservatore con tale evidenza, brani intensissimi sono le figlie di Priamo: a sinistra, con le braccia spanancate verse l’alto implorano pietà, come la Maddalena ai piedi della Croce in un ‘opera dei ‘primitivi’; a destra, fuggono atterrite, una stringe il suo bambino come nelle Stragi degli innocents; e anchor, all’estrema sinistra, la moglie di Priamo svenida ea stento ven sorretta, ricordo di una Vergine ai piedi della Croce”

Compagno di questo bassorilievo è la “Danza dei figli di Alcinoo” (questa volta la gioia, la grazia, la vivace ilarità). Episodi entrambe ispirate alle vicende della Guerra di Troia e all’epopea di Ulisse, concernenti all’Odissea e al II libro dell’Eneide” La serie dei bassorilievi in ​​​​gesso viene a iscriversi in quella che si può definire, usando un termine in boom nell’arte contemporanea, una produzione in serie; e puro in questo Canova rivela caratteri che contribuisce ad indicarlo come il primo artista moderno. Queste opere sono la dimostrazione dalla gara ingaggiata scultore per sostenere il primato della sua arte sulla pittura: opere quindi di character narrative. La sfida è ancora più impegnativa dove si chiede alla scultura di affrancarsi dal peso. Il ballo, per leggerezza dei movimenti, è quanto di più azzardato si poteva concepire. Il percorso iziato da “La danza dei figli di Alcinoo” porterà alle Danzatrici, con le mani sui fianchi, il dito al mento, i cembali, a testimoniare che nulla è impossibile alla scultura quando l’artefice è Canova. A dirlo con Luigi Coletti, “fu vera gloria?”, e la risposta: “Canova ha sempre ragione”.

“Lo spettacolo dedicato a Canova sarà il fiore all’occhiello del Nuovo Grande Bailo e siamo felici che, grazie a tutto il prezioso sodalizio con Generali, sarà possibile ospitare le più belle opere dello scultore”, le parole del regista Mario Conte. “Siamo orgogliosi del fatto che attori della vita nazionale come Generali Abbiano abbiano deciso di investire la maglia della Città per promuovere la cultura, l’arte e le sue eccellenze, mettendo a disposizione parte del proprio patrimonio per renderlo fruttuoso nell’ambito della visita”. “Siamo particolarmente felici che un’istituzione come Generali con il suo progetto Spazio Generali Valore Cultura abbia creduto nella nostra quadriennale programmazione così tanto dia vita alla sinergia. Non solo Valore Cultura lì darà il nome alla parte del museo che lo mostrerà più importante e che hanno deciso di creare una vera sinergia e un prestigio importante per la collaborazione che sponsorizziamo e che possiamo crescere negli anni futuri”.

IL GRANDE SPETTACOLO

Il rapporto tra Canova e Treviso è tanto profondo quanto inedito. “Nato trevigiano”, a Possagno, è a Treviso che nacque il suo ‘mito’ e la riscoperta critica della sua opera. Già dalla leggenda del bambino prodigio che, in casa di Falier ad Asolo, inventò i suoi due piedi una scultura a forma di leone che dà un pesce asino per travolgere una mancanza durante un banchetto, tavola in cerchio a Treviso nel 1803 .

Treviso fu la prima nella celebrazione della morte: nel 1823 la missione era quella di realizzare un busto di Luigi Zandomeneghi e una composizione musicale al più grande musicista, Gioachino Rossini, per onorarne la memoria (queste musiche accompagneranno il visitatore in mostra). E ancora, quando nel dopoguerra ancora certa critica disprezzava Canova, Luigi Coletti ha risposto con il grande bonus monografico della mostra. Per capirne la portata basti Penserò che, era il 1957, il secondo centenario della sua nascita, e che il Trevigiana fu l’unico spettacolo in Italia a indagare criticamente su tutta l’opera dello scultore, distinguendo una produzione ‘stilistica’ da quella ‘poetica ‘ dove si poteva, a “ben ascoltare, sentirò l’annuncio romantico”. Sono parole di Luigi Coletti processato dall’inedito discorso pronunciato durante l’inaugurazione.

Da questa valorizzazione nasce la mostra “Canova Gloria Trevigiana: dalla bellezza classica all’annuncio romantico”, a cura di Fabrizio Malachin, Giuseppe Pavanello e Nico Stringa, mostra che semina completerà una sorta di trilogia come quella recente di Napoli (che indagava sul rapporto con l’antico) e Roma (la bellezza): Canova e la bellezza dell’antico quindi, ma anche Canova come straordinario annunciatore romantico contemporaneo. In mostra se ricreerò di tanto in tanto l’ambiente programmatico del Canova a palazzo Papafava, dove il confronto Antico/Moderno si svolge all’essenza: Apollo del Belvedere a confronto con il Perseo trionfante, e il Gladiatore Borghese, altra celebre opera, a confronto con il Creugante. È il ‘teorema perfetto’. Per la prima volta lo ha operato inoltre esposte sui loro basementi originali restaurati per l’occasione.

Rimanendo alle sculture eroiche, lo spettacolo propone un inedito: il gesso del Cavallo preparatorio del celebre gruppo Il Teseo in lotta con il centauro di Vienna. Per il corpo del centauro Canova studiò un cavallo in fin di vita. Il calco esposto per la prima volta in uno spettacolo. La mostra entra poi in temi dove il sentimento la fa da padrone, e dove emerge la modernità romantica: le stele funeraria (in mostra quella Falier e Volpato), omaggio al deceded, ma soprattutto meditazioni figura femminile afflitta, siamo sulla campo delle Maddalene ; i gruppi gentili e amorosi (Amore e Psiche in mostra): “sappi disegno, anatomia e dignità: ho sentito grazia: ho provato e mi è piaciuto beauty: communioviti del tuo affetto”. E ancora: i ritratti, le incisioni, le celebrazioni canoviane, la fotografia: un viaggio ricco delle ultime 150 opere, sviluppato in 11 sezioni.

Nella gallery dell’800, l’ultima sezione della mostra, non vi sorprenderà. Che tipo amore corrisponde ad Antonio Canova e Marianna Angeli Pascoli, bellissima contessa trevigiana. Di certo, un piccolo cameo con il ritratto di lui si adagia sul sino di lei, nel busto scolpito di Luigi Zandomeneghi. L’effige della nobildonna se potessi guardare l’interno della galleria, vai al Nuovo Museo Bailo con progetto di Marco Rapposelli di Studiomas-Padova.

Il grande Scultore trevigiano sarà protagonista della mostra ma non manca l’attenzione quindi al patrimonio civico. Non solo la galleria ma anche diverse opere inedite canoviani ridono durante l’allestimento della mostra, come un busto con Ritratto di Antonio Canova di Antonio D’Este. E ancora, vedrò reliquia, il tracciato della mano e la maschera funeraria dell’artista. Un corpus di lettere inedito, e il grande libro con 86 incisioni canoviane donato dal fratello Giambattista Sartori Canova a Treviso nel 1837. E tanto altro.

Accanto, una sequenza di materiale canoviano raramente utilizzato dalle stanze segrete dei Civici Musei per essere mostrate. Tra essi, il prezioso bozzetto delle Tre Grazie, dove a ben salvare if potrebbe scoprire le imprint of the master. L’autore del busto dell’affascinante Marianna, immortale anche il Canova, in un’erma in marmo e lettere di dedica bronzate. Poi lo ancora scolpito in una versione del celebre Ritratto dal vivo del 1817-’18 di Thomas Lawrence. Dai depositi museali esce per la prima volta anche l’ampia medaglistica canoviana. Proseguimento naturale della mostra nella Galleria dell’800, che riscuote grande interesse (Hayez, Zandomeneghi, Appiani, Quarena…), in una nuova attrazione che valorizza il patrimonio civico, ma con una forte attenzione a tutte le nuove tendenze e multimediali, mai rinunciando alle fondamentali basi Scientifiche.

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