Franceschini: “Cinema in crisi, rivediamo le finestre”. La proposta: aspettare 180 giorni prima dello streaming

Il Ministero della Cultura lavorerà a una nuova “finestra” temporanea per utilizzare il film al cinema al suo debutto nel servizio di streaming ed è accessibile anche online. Oggi devono passare almeno 90 giorni; ma Dario Franceschini, ministro della Cultura, ha detto, intervenuto al Quirinale prima della premiazione del David di Donatello, che”Stiamo lavorando a un intervento normativo che stabilizzi un sistema fatiscente“Entrambi per i film italiani supportano dallo Stato when per le produzioni internazionali.

Secondo Franceschini,”c’è una crisi vera che viene fuori che dobbiamo tenere con misure adeguate“.


Data del cinema italiano nel 2021


Nel 2021 il cinema italiano, secondo studio di Cinetel, ha ricevuto 169,3 milioni di euro e 24,8 milioni di presenze. Entrambi i dati sono calati rispetto al 2020.

La differenza rispetto al 2019, il primo quinto della pandemia, è l’ultimo 70% delle volte e il rischio di perdere la sua presenza. Il mercato cinematografico italiano è l’unico, fra i grandi Paesi europei, ad aver registrato a calo degli incassi rispetto al 2020.


Da tenere in altre parti d’Europa, coinvolgendo anche nel 2021 a causa della pandemia e per le restrizioni, di fatto un segno di ripresa già c’è stato rispetto al 2020, variamente dall’Italia. Nel 2021 in Francia nel cinema hanno registrato 96 milioni di presenze (+47% rispetto al 2020) e in Germania 39,9 milioni e in Spagna 41 milioni, dove i cinema però non hanno mai chiuso del tutto nel 2021.

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la proposta


In un articolo scritto da Paolo Del Brocco, viceamministratore di Rai Cinema, e Giampaolo Letta, viceamministratore di Medusa Film, hanno riferito, in un articolo sul Corriere della Sera del 29 aprile, che Nel 2022 è una perdente del fatturato di 600 milioni di euro Rispetto al 2019.


Del Brocco e Letta
Hanno proposto che la fine sia estesa a 180 giorni prima che i film al cinema possono essere disponibili anche in streaming “almeno per i prossimi tre anni“E che ciò valga per i film sia italiani sia stranieri. Dopo i tre anni, si potrebbe retora a 105 giorni.


Rai e Mediaset spingono per la centralità delle perché cinematografiche, hanno scritto Del Brocco e Letta, “i richi generato dalla distribuzione dei film nelle sale hanno sempre fornito un importante flusso di risorse necessarie al recupero degli investimenti“.

Inoltre, “Il successo o meno di un film in sala, quindi, ha tradizionalmente rappresentato un parametro imprescindibile per la valutazione (anche economica) dell’opera e uno strumento fondamentale di lavoro per l’operatore del set (emittenti televisive comprese).“.


Il fine cinematografico nasce con l’intento di rendere più accattivante l’andare a vedere un film al cinema mi impedisce di vederlo tante volte per vederlo.

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Durante la pandemia e nonostante non ci sia il cinema, molti film internazionali, come Wonder Woman 1984 e Matrix: Resurrections, stiamo attualmente utilizzando alcuni servizi di streaming; Wonder Woman 1984 in Italia è disponibile direttamente in versione digitale dai suoi servizi come Prime Video, TimVision e Chile.

In una situazione di massima normalità, l’industria si tutela ad un nuovo trend commerciale da parte dei produttori che renderanno sempre meno convincente l’andare al cinema.


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