«La mia vita è cambiata in tre minuti. Ancora oggi non ho l’età, sono un’immatura»- Corriere.it

hanno dato rinascimentale franco

La cantante sarà nella finale dell’Eurovision Song Contest sabato 14

Nel 1964 aveva 16 anni e vinse Sanremo con Non ho l’et. Come fece a non montasi la testa?
La testa ce l’avevo gi montata di mio, per farne a meno. Gigliola Cinquetti met anni Sessanta è stata una diva internazionale, di ritorno a Sanremo, trionfatrice all’Eurovision, strattonata dalle tv di mezza Europa. In tre minuti cambio la mia vita perché da ragazza qualunque sono diventata una piccola celebrità. Suona come una storia improvvisa, Sanremo stessa ha fatto la prima apparizione televisiva: fuori dall’albergo in un attimo ero assalita da una torma di persone. Era una specie di aggressione, ai limiti dell’isteria. Io, ei miei genitori, e la mia discografia, tutti, percepivamo per quell’epoca como l’epoca dei successi effimeri: pensavo durasse mesi, invece durò anni.

Lei era in coppia con la cantante Patricia Carli, in quell’edizione c’erano oltre a Milva, Claudio Villa, Gino Paoli, Modugno, Gaber, Tony Renis, le star americane. Un’adolescente che batte i giganti… Che emozione prov?
Non mi fece nessun effetto, perché io ero assolutamente consapevole di me stessa, nella mia presunzione di ragazzina. Oltre a me cerano altri esordienti, non rispetta nessuno o timore riverenziale di fronte a fama che noi ritenevamo gi tramontate. Ai nostri occhi loro erano i “vecchi”. Sapevamo perfettamente di essere noi i vincenti.

Il cliché della ragazzina timida non le apparteneva?
Io ero stimida, non mi piaceva per niente essere esposto agli assalti del pubblico, n essere costretta a parlare, a dire qualcosa. Tornerò, canterò e basta. Cantavo proprio per quello: perché non mi andava di parlare. Era la convinzione che non fossimo una nuova generazione, che eravamo per la prima volta — in quanto giovanissimi — i veri protagonisti. Dentro noi ci sentiamo protagonisti e quando si crede a qualcosa che è anche facile da vedere. Cos siamo diventati padroni del nostro destino, come generazione segnato un’epoca.

Come hai gestito quella violenta popolarit, improvvisando?

La testa ce l’avevo gi montata di mio, per farne a meno. Ero così orgoglioso di quello che ero, non per il successo. Ero impegnata a vivere la mia vita e cercare di non sprecare nulla, a non sbagliare i miei passi. Ero anche terrorizzata dalla responsabilità che avevo verso me stessa. ti cucirò dimmi, ti amerò; Dall’evento, la mia portata è stata brevissima, ero al sicuro dalla mia vocazione artistica; vicino all’autenticità, vicino al capire chi ero, una ricerca dell’estrema difficoltà in quanto la turbina di vicende che travolgevano, di aggressione fisica del proprio spazio e del proprio tempo. Tutti ti ti vogliono qualcosa, tutti ti vogliono usare, anche se non ho mai datos un’accezione rifiuto “farsi usore anche bello, ma devirlo rispettando la essenza propria”. Ma piccione stava questa essenza? Ti decono: sii te stesso. Provocare? Ma che cazzo vuol dire? Sei entrato in una vertigine di panico quest’idea di essere te stesso.

Dopo Sanremo arriva prima anche all’Eurovision.
In poche settimane vinsi Castrocaro, Sanremo, poi mi chiamarono a sing all’Olympia di Parigi, tutto il giorno alle Galeries Lafayette suonavano la mia canzone, mi esibii alla tv tedesca: I was an international singer, l’Eurovision fu quasi la naturale conseguente , non c’era pi da stupirsi di niente. Non ho l’et
È stato un vero successo mondiale, e i miei dischi sono arrivati ​​​​anche a Kinshasa.

Fu seconda a Sanremo nel 1965, per l’anno successivo del suo nuovo cugino con Dio, come ami in copia con Modugno.

È stato un entusiasmante bagaglio di conoscenze perché è stata una scelta esclusiva di Mimmo. Il mio desiderio era di trovarlo e di ascoltare da solo questa canzone in una strofa, presentare la chitarra e cantarmela. Ero un bambino che leggeva tanti libri di avventura e sognava una vita di avventura. La sua musica per me rappresentava quel mondo di avventura che avevo sognato da bambina.

Per Modugno e da solo all’Eurovision. Lei ci rima maschile?
No. Mi sembrava giusto che chi aveva scritto la canzone ne facesse ci che voleva; gi mi sentivo pi che riconoscente a Mimmo per Sanremo. Che altro potrei volere di pi?.

La canzone è arrivata per ultima. A lei quindi andata bene non esserci…
Magari io non arrivavo ultima… ma non prima probabilmente, era un pezzo che richiese tempo per diventare un evergreen.

Ad un certo punto, quando ebbe successo, se ebbe un periodo sabbatico: lasci la musica per dedicasi alla famiglia. Perché cosa è successo indietro?
Sono stata per 15 anni con valigia in mano, Ricordo ancora il destino e l’intensità di quell’esperienza. Ma quando mi sono sposato nel 1979 (con il giornalista Luciano Teodori) e sono fatto due figli mi sono detta che non potevo continuare ad andare in giro per il mondo. Soprattutto non volevo. Volevo godermi la vita. Lavorando e basta tutto ti passa davanti, un giorno sei qua, un altro l, non construisci relazioni, non construisci niente per te. Io invece costruirò, mi divertirò, godrò la mia vita. Con mio marito abbiamo tour l’Italia, abbiamo fatto tanti viaggi all’estero per far vedere il mondo ai bambini. Mi sono concessa quei lussi che prima non potevo concedermi. Era uno spreco vedere posti belli, vivere esperienze intense ma non poterle condividere con nessuno; oppure con persone di cui non mi fregava niente, come il promotore della giornata. Il successo stato un mezzo, non un fine.

L’ultima giornata, sabato 14, ho lasciato il box dell’Eurovision di Torino per cantare ancora una volta Non ho l’et.
Pasolini dice che il successo dell’altra faccia è un’aggressione, un’aggressione che per me si trasforma in un abbraccio, in una cosa bella, dolce, intima. Quando quel successo pentito e per la sua natura violenta viene smaltito, e svanisce, fa rima a traccia, che quella che mi riporta oggi a sing all’Eurovision. Gratitudine per il successo che ho riscontrato in totale; Non è ci fosse stato straordinario non questo dono avrei di cantare una canzone dolcissima che stata il talismano della mia vita, ogni parola di quel brano l’ho introiettata. E il successo che ha attraversato ha finito di lasciarmi intimamente in eredità anche a persone che non conosco personalmente.

In gara ci sono Mahmood e Blanco.
Suono deliziosamente teneri, mi piacciono nella loro grazia, sono molto bravi.

L’anno scorso vinsero i Mneskin: ti piaccio?
La mia promessa di sempre di ascoltare più un lungo raggio questi artisti “nuovi”, so che hanno fatto Sanremo ma non molto altro del loro repertorio. Capisco la grande forza della loro immagine, mi plaza la loro giovinezza, la loro beauty, mi plaza questa estetica molto italiano applicata al rock. In questo vedo la novit. un superamento di certi clic.

Oggi a 74 anni per cosa non ha l’et?
per tu. Mi sento anchor immatura, e mi piace questa sensazione.

6 maggio 2022 (modificato il 6 maggio 2022 | 12:30)

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