Salerno Editore compie 50 anni con il volume “Un’officina di cultura”

Un convegno e un libro speciale: così la Editrice Salernitana Festeggia i suoi primi 50 anni di attività. L’appuntamento per la celebrazione è mercoledì 5 maggio, alle ore 17.30, presso la sede del Centro Pio Rajnal’intero interno di Villa Altieri, a Roma. Per l’occasione verrà presentato «Casa editrice Salerno: un ufficio della cultura»il volume con i contributi del fondatore Enrico Malatoche ripercorre la storia della casa editrice, quello di Anamaria Malatoche ne preso le redini, e di andrea mazuccinuovo direttore editoriale, che racconta il presente e ei progetti per il futuro.

Il libro è anche la parole di stima e dell’importante affetto fermo del giornalismo italiano, degli intellettuali e delle importanti istituzioni personali, alcuni dei quali saranno presenti al convegno. Parlerò del libro e, soprattutto, porterò il testimonial parrot saranno i direttori delle collane storiche: Andrea Giardino, Luigi Mascilli Migliorini me Alessandro Barber. Sono trascorsi cinquant’anni fa, il 2 febbraio 1972, quando il professor Enrico Malato, professore di Storia della letteratura italiana all’Università Federico II di Napoli e famoso ballerino, entrò nello studio del notaio romano Dobici e firmò la sua firma per l’atto di fondazione della Salerno Editrice, con lo scopo – originariamente unico – di realizzare la collana «I romanzieri italiani» da lui stesso diretto.

«Da allora i porpositi si sono moltiplicati – racconta Enrico Malato – hanno portato a percorrere molte altre strade, ad amplare gli orizzonti di interesse, a coinvolgere illustri studiosi nel progetto, affidando loro titoli, ricerche e la direzione delle nuove collane. Eppure, in tutti questi anni, c’è qualcosa che è rimasto immutato e che caratterizza ancora il profilo della Salerno Editrice: il riferimento costante e inflessibile a un concetto elevato di casa editrice di cultura».

Nel catalogo di accompagnamento I collane Testi e Documenti, Faville, Diamanti, Mosaici, Sestante, Profili, Aculei e le grandi opere dantesche come Necod della Divina Commedia. Commenta Enrico Malato: «Sullo sfondo, Salerno ha visto cinquant’anni nella logica di un ufficio della cultura, quasi un’istituzione culturale, finalizzata esclusivamente ad attività di ricerca e studio, sostenendo sempre la forte passione di tutti i colori in essa e per essa hanno thick le proprie energie».

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