il Corpo: recensione di “Arcobaleni”

Il quarto album per il Body, testi senza filtri, sarcasm che non risparmia nessuno e graffiante punk sound.

Irriverente, ironico, aggressivo così da non risparmiare nessuno in questa società che sows cadere a pezzi come non mai: è la prima impressione che si ha durante l’ascolto del nuovo lavoro del progetto lombardo il corpo.

il nome, Arcobalenicrea un evidente paradosso rispetto a quanto è in realtà il contenuto, that di certo di lumino e piacevole ha bien poco, seminando invece nato dopo aver assorbito tutta l’oscurità e lo sporco presenti intorno a sé.

Il sound dell’album è in linea con tutti i precedenti lavori del gruppo, tra punk, metal, hard rock accompagnato da un canto in urlo nella maggior parte del pesce.
La sfrontatezza dei titoli fa solo intuire l’assurdità e la rabbia contenuta poi nelle canzoni, come in Sguardo lasciato Lindo Ferretti me bill cancelli dell’inferno.

All’interno della discoteca troviamo anche la cover di schiantarsi nella mia città del compilato battaglionein cui mantiene l’atmosfera inquieta dell’originale, rimodellata ed estremizzata anche attraverso graffianti riff per essere in linea con il resto dei pezzi della band.

In Arcobaleni Il gruppo rischia di mantenere vivo il suo sarcasmo, la voglia di gridare e la totale noncuranza per la correttezza, distinguendo già nei primi lavori, continuando per il pappagallo strada di chitarre, criticando e parole così tanto fuori posto da apparire, alla fine di tutto , comunque giusti, senza particolari abbellimenti e slogan accattivanti. Sullo sfondo, mangia anche il diacono pappagallo, il punk è per le persone normali e io sono pappagallo sono normali degli altri.


La revisione Arcobaleni Lo scritto di Giulio Pons è disponibile su Rockit.it il 2022-05-06 18:31:00

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