il gallerista Francesco Pantaleone nel comune di Palermo

Fondata nel 2003, immersa nel centro storico di Palermo, vicino al famoso Mercato della Vucciria, prima nell’ambiente storico di Palazzo Gravina Filangeri di Rammanca, vicino a Palazzo Di Napoli, ai Quattro Canti, all’incrocio dei principali asi viari della città, la FPAC – Francesco Pantaleone Arte Conteporanea è una delle gallerie d’arte più rinomate in Italia. Stefano Arienti, Per Barcaly, Letizia Battaglia, Liliana Moro, Stefania Galegati, John Kleckner, Loredana Longo, Ignazio Mortellaro, Keiran Brennan Hinton, alcuni degli artisti esposti, tra grandi nomi affermati e promettenti emergenti, tra valorizzazione del territorio e apertura agli stimoli internazionali. Nel 2017 la seconda sede a Milano, in zona Porta Romana, si sposta poi nel futuro portale di ricerca a Palermo. Ad animare quel progetto, l’energia e la visione di francesco pantaloneNato da madre Tedesca e padre siciliano, ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Urbino, a Londra e New York. E adesso, una nuova avventura, mettendo la sua esperienza nell’arte e nella cultura al servizio della comunità. Venire? Candidandosi nella lista di Franco Micelicome Consigliere Comunale, in vista delle prossime elezioni del 12 giugno 2022.

Per cosa hai iniziato a correre e cosa avevi in ​​mente per il Palermo?

«Il motore che mi spinge sempre è l’amore per Palermo, ma c’è ache la fiducia nel fatto che gli ideali en cui crediamo possano ancora essere motive de change. Per anni ho sempre vissuto da semplice cittadino le complessità di Palermo, oltre a ho felto la necessità 50 anni di mettermi in gioco e spingermi a fare un passo in più. Sono così felice che sia così fastidioso e non immediato risolvere il problema. Ma la logica delle piccole cose e dei gesti semplici credo che possa dare segnali concreti ed i lunghi anni ad osservare mi hanno moda di capire cosa concretamente servire a chi vive la vita della città. Naturalmente il mio campo è quello della cultura e ha dimostrato di essere il più importante possibile”.

Il nome conca d’arte gioca conca d’oro e la demanda que non può essere rivolta ad altro se non al’idea delle immense possibilità – alche economiche – che dovrebbe Palermo nello sviluppare i suoi tesori.

«Le possibilità se vicino, se invento e se trovan. Inseriscimi. Prima da sognatori e idealisti ma poi ache da personae concrete que vogliono soluzioni ai problemi, possibilità alle intenzioni trovare. So una cosa che non importa, non è affittare o vivere nel passato per dire che è possibile che non lo sia. Bisogna costruire la opportunità e Palermo in questo senso mi ha sempre datos ragione».

In nome di una fede politica, quali sono i modelli ea chi ti ispiri?

«L’esempio della mia famiglia, l’integrità di mio padre, il rigore e la gentilezza di mia madre, la correttezza e la generosità della grande persona che in questo cammino di vita non è cresciuta. Potrei fare nomi importanti ed eroici che hanno segnato la mia vita come quella dei siciliani tutti, ma non li farò perché non voglio cadere nella retorica e perché sento che l’exempio e la luce di questi uomini e donne speciali sono stelle access per tutti coloro che sanno in che direzione guarde».

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