‘Io, Monna Lisa’, la nuova storia d’amore di Natasha Solomons – Libro

(ANSA) – ROMA, 03 MAG – NATASHA SOLOMONS, IO, MONNA LISA (NERI POZZA, PP 368, EURO 18.00) in libreria da Neri Pozza nella traduzione inglese di Laura Prandino.

Cinquecento tumultuosi anni si avvicendano in a turbine di potere, denaro, intrighi, mentre il celebre dipinto di Leonardo Da Vinci è passato di mano in mano, rendendolo protagonista di un’incredibile avventura e testimone della storia dell’umanità.

“Ascolta la mia storia. Vale la pena vivere la mia avventura.

Ho vissuto molte vite e sono stata amata da imperatori, re e ladri. Sono sopravvissuta a rapimenti e assalti. Alla rivoluzione ea due guerre mondiali. Ma questa è anche una storia d’amore. È la storia di ciò che siamo ingrado di fare per che amiamo” raccontata nel libro Monna Lisa.

Da cinquecento anni il ritratto di Lisa del Giocondo è stato bramato e rubato. Nel corso dei secoli, pochi hanno potuto sentire la sua voce, ora sono pronto a raccontare una storia di rivalità, sangue e amore. Monna Lisa ci porta dall’abbagliante mondo degli studi fiorentini alle corti francesi di Fontainebleau e Versailles, fino al ventiduesimo.

Dopo il successore de ‘I Goldbaum’, i Solomons, 42 anni, autrice dei cinque romanzi e vive nel Dorset con il marito David Solomons, pluripremiato scrittore per bambini e il pappagallo per le cifre, dà voce a il dipinto più famoso di tutti i tempi nel libro che presenterò a Milano, giovedì 5 maggio alle 18.30, al Leonardo3Museum – Il Mondo di Leonardo, con Benedetta Marietti e io seguirò una visita guidata gratuita al Museo per i partecipanti tutti ‘incontro (per prenotarsi: redazione@neripozza.it) ea Como , Venerdì 6 maggio alle 18.00, alla Libreria Ubik.

Il libro si apre al Louvre di Parigi, oggi. “La mia pelle era spettrale anziché rosea, così aggiunse un tocco di rosso e giallo lacca, e mi diede profondità con terra d’ombra bruciata.

Le mie mani e l’abito e il velo ei capelli non erano altro che un carboncino, in attesa di esistere. C’erano i primi tratti a inchiostro del cartone preparativo. La punta aguzza del fa colse i miei nuovi contorni, presto per lo spolverino di carbone. Sue dita massaggiarono la polvere da ricco nei forellini della carta. Ero un contorno, un’immagine riflessa su legno”. (ANSA).

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