Le File Rouge, il ’43 di Luisa, Paola e Rebecca








Le File Rouge, il ’43 di Luisa, Paola e Rebecca


Autore Valerio Spagnoli


Editore Lir edizioni


Formato cm 14,5 x 20,5


Pagina 184


Edizione anno 2022


ISBN: g 7888885 620803


Prezzo Copertine euro 13


SINOSSI


Il libro racconta un anno di vita, nel 1943, di tre persone che gli hanno portato un’eredità così forte da aiutarlo a superare le vicissitudini della guerra. Una delle tre protagoniste, Paola, Luisa e Rebecca, vive un aspetto diverso della guerra. Paola è una donna bianca con un marito che finirà dispersa in Albania. Luisa, sorella di Paola, ha uno spirito più ribelle che prima dell’8 setembre la portera a compiere alcuni atti di civile disobbedienza e que le faranno scegliere di uni si ad un gruppo partisan. Rebecca oltre ad essere cresciuta con il suo primo dovuto è la moglie del loro fratello Roberto e finirà nel campo di concentramento di Fossoli (Modena) il centro nazionale per la deportazione dei giunti e della politica dall’Italia.


Le loro storie si intercciano per tutto il romanzo con quelle di altri personaggi.


Nella storia che ho dato Valerio Spagnoli – scritto nella sua prefazione la storica Lara Meloni – le donne narrate sono donne di fiction, e condensano diversity esperienze, racconti, episodi (alcuni veri e altri no). Eppure ci si riesce a comprendere bene alcuni aspetti dell’esperienza dell’esperienza della guerra.


L’AUTORE. Valerio Spagnoli scrive che dopo l’ultimo decennio i suoi “Pensieri Metropolitani” hanno ricevuto la Menzione della Giuria del concorso letterario “Da una fermata dall’altra”. Il testo teatrale “Helga e il Ballo” è utilizzato in diverse occasioni dalle “Giornate della memoria” mentre “IlGIFT” è segnalato in occasione della Festiva del Diritto 2015. È coautore con Paolo Contini del testo teatrale “ Marcovaldo – Le stagioni in città”. Inoltre si occupa di fotografia (con diversity mostre nelle principali gallerie piacentina tra cui Biffi Arte), di Danze Popolari (è tra i fondatori della storica Associazione Danzinfesta), e collabora come Fonico – Tecnico Luci con diversity compagnie teatrali piacentine (Filo d’Arianna , Gli Improbabili e Cantiere Simone Weil).


– Dopo anni di racconti e testi teatrali, è maturata l’idea di scrivere una narrazione molto più ambientata e articolata in sotto trame, come è maturata la decisione?


Ho scritto un racconto con la protagonista di un raid ebraico nel campo di concentramento di Ravensbrück e mi interessa sempre l’idea di tre donne che stanno combattendo la guerra con una prospettiva diversa, una donna bianca, una partigiana ed una ebra, poi Quando potrò partecipare a un convegno di Iara Meloni, il suo ruolo attivo nella resistenza piacentina e non solo come staffette partigiane (anche se è corretto definire gli Ufficiali di Collegamento), la decisione di passare i testi più brevi ad un romanzo più articolato.


– Bella la definizione del tuo libro “Più che un romanzo storico vuole essere un romanzo immerso nella Storia”, un equilibrio difficile?


Più che altro non è stato semplice reperire tutte le notizie che mi sono servite. Ognuna delle tre protagoniste aveva bisogno di uno suo approfondimento. Per Paola, la vedova bianca ho cercato notizie sia sul locale sia atraverso documenti su soldati impegnati sul albanese fronte, per Luisa ho utilizazzato “memorie Resistenti” il libro di Iara quotidiano Meloni sulle donne partigiane nel piacentino e per Rebecca, la ragazza ebrea, mi Sono appoggiato al libro “Il Campo di Fossoli” che parla delle condizioni di vita e dei nuovi sviluppi in quel campo di concentramento. Mi è sempre piaciuta la storia, non quella dei generali e delle battaglie ma quella della pueblo commone por questo ho voluto I will set la vicende romanzate in a luogo reale como Vernasca.


– Prossima esperienza culturale?




in campagna? Mi diverto e mi interessa e la mia piazza si muove in vari ambienti artistici e culturali. Nella cassetta c’è un secondo romanzo completamente diverso dal cugino, ma ha scritto un testo teatrale che potrebbe vedere la luce tra non molto. Parallelamente, prosegue la mia collaborazione con alcune realtà teatrali piacentine quali “Filo d’Arianna”, “Il Cantiere di Simone Weil” e “Gli improBabili” come luci fonico/tecniche e non solo. Inoltre con Il Filo d’Arianna abbiamo da poco debuttato con uno spettacolo di nostra totale produzione che speriamo di replicare in varie occasioni durante quest’anno.








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