Serra Yilmaz, musa ispiratrice di Ozpetek in Sardegna, ribalta gli stereotipi culturali: “Ecco cosa bisogna dire a figli e figlie”

mentore Ho quasi gracchiatosusseguono senza sostaInoltre, il cinema parla di femminicidi e contro le donne con uno sguardo d’autore, rievocazioni e un omaggio a celebri artiste del passato. Ho continuato a Cagliari a leggerlo dal nuovo film di Giovanni Coda, “La sposa nel vento” e nel cast spicca il nome de Serra Yilmaz, amata interprete dei film di Ferzan Ozpetek, che stiamo vedendo in questi giorni nella serie “Le fate ignoranti”. “C’è più che mai bisogno di film che affrontino il dramma dei femminicidi, perché non sono affatto diminuiti, anzi, sono più numerosi di una volta”Afferma l’attrice turca, tra i protagonisti della serie tv tratta dal film cult “Le fate ignoranti”.

Serra Yilmaz, un’attrice psicologa

Attrice di teatro e cinema, è sempre impegnata nell’ambito del diritto civile, se idealmente si riferisce al genitore suscitando stereotipi culturali: “Non dirò a tuo figlio di vestirsi in modo meno provocatorio, dirò a tuo figlio di comportarsi bene, di essere galante, dirò che avrò un rapporto di parità, ma quando non acconsento alla violenza“, Spiega. Ma pochi sanno forse che Serra Yilmaz se è anche laureata in psicologia in Francia e che è stata pure regista nel 2018 con un remake turco del film italiano Perfetti sconosciuti.

Trilogia di film sulla violenza di genere

nel suo La moglie nel vento, Giovanni Coda crea diversi piani narrativi, porta la ricerca documentaria in una dimensione simbolica, testimoniandogli dal passato tutte le tradizioni e gli esempi di alcune icone della cultura del ‘900. A racconto per immagini, “un docufilm neo-sperimentale” – lo definisce il regista – in cui la diversità arti si intrecciano, con una figura personale fortemente evocativa. Il film è un drammatico itinerario nella memoria. Un’opera in otto episodi per un racconto a più voci, lucido e feroce, visionario e poetico. Prodotto da Movie Factory Roma, è l’ultimo capitolo della trilogia cinematografica firmata dall’anagrafe cagliaritana della sua violenza di genere.

Documentazione e revisione storica

l’uscita di La moglie al vento È in programma il prossimo novembre. Documentazione, rievocazione storica e allegoria si intrecciano in questa trama in cui spiccano figure grandi donne come Tina Modotti, Gerda Taro, Diane Arbus, Francesca Woodman, Frida Kahlo. Coda parte di Orgosolo, in Barbagia, per ricordare la vicenda di Antonia Mesina, la giovane defunta perché se si oppone ad una tentata violenza sessuale e beatificazione nel 1987 da parte di Giovanni Paolo II. “La moglie nel vento” aspira a tanta storia di una donna di cultura e origini diverse, attraverso la denuncia e la speranza.

Foto Ansa e Instagram

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