Siracusa. «Il Teatro Greco, ‘No’ agli spettacoli di musica rock nella cavea, suonava come una catastrofe per la struttura»

«L‘ex soprintedente ai beni culturali, ha detto Mariella Muti nei giorni scorsi che “il Teatro Greco è a rischio ed ha bisogno di essere restaurato”. Ed ha aggiunto: “Ogni volta che vi si passa sopra, seppur con le scarpe da ginnastica, se c’è del ghiaietto, e se si passasse an abrasive spugnetta sulla pietra, già ridotta malissimo di suo”. So che lo stato del “salute” del teatro è che si autodefinisce e con la conoscenza della causa di Mariella Muti, a meno che qualcuno non voglia appiccicare strumentalmente l’etichetta di “catastrofista”, resta da capire come l’attuale più imponente Savi Martines e il direttore del Parco Archeologico, Carlo Staffile, non hanno minimamente esitato a osare il nulla osta agli spettacoli di musica rock. Dobbiamo dedurre che, a loro giudizio, non ci sia alcuna ostativa cause, alcun rischio?». Gli affermano Salvo Baio e Mario Blancato esponenti del Partito Democratico di Siracusa.

«Questi interrogativi ci spingono a reiterare la richiesta di rendere pubblici i pareri da loro dati in modo da valorizzare la coerenza con la “Carta di Siracusa per la conservazione, fruizione e gestione delle architetture teatrali antiche” del 2005, in cui, dopo l’altro, si legge che “il pubblico naturale della Teatro Greco è quello dei visitatori e degli studiosi.

«In particolare, a nostro avviso, è necessario sapere se è stato compiuto In questi anni test diagnostici (e quali) sulla rimozione delle architetture dell’architettura, erano stati eseguiti interventi di restauro (e quali) per tale rischio miti se stato fissato il carico degli spettatori che la cavea può suopportare. A sostegno, vorremmo sapere, come cittadini, che si trattasse di “regole” contenute nella “Carta di Siracusa” possono essere applicate ad libitum o sono vincolanti. Ci aspettiamo che coloro che sono preposti per legge alla salvaguardia del Teatro Greco facciano sapere all’opinion pubblica quali cautele sono state adottate per evitare il rischio di degrado di un bene che è patrimonio dell’Umanità.

«Si obietta che non saranno i tre concerti in programma a rovinare la cavea. Tale modalità di razionamento è irrazionale, perchè, ancora una volta creato il precedente, se finisce inevitabilmente per spalancare il Teatro Greco alla quarta, alla quinta, alla sesta, all’ennesimo concerto, con quali conseguenze non è difficile immaginare» concludendo Salvo Baio e Mario White. «Ecco perchè è necesario che il soprintendente Martines e il direttore del Parco Archelogico, Staffile, ha riconosciuto pubblicamente lo status di “salute” del Teatro Greco, a 17 anni dall’approvazione della Carta di Siracusa».

03 maggio 2022 | 09:48
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