Viaggio nella bottega di Simona e Lorenzo Perrone: “Così diamo una seconda vita ai libri”

Se dice che chi accumula libri accumula desideri. E chi ha molti desideri rimane sempre giovane. Domani sarà un inafferrabile di lunga vita, ormai con il caso pieno di roba e la tecnologia che avanza, a girare il momento di doverli buttare. E piange il cuore perché come diceva Inge Feltrinelli, i libri sono tutto, sono la vita. L’ideale sarebbe sapere che buttando il nostro libro, che è accaduto “concretamente” a miglior vita. Inoltre, è possibile grazie a una copia dell’artista milanese che ha dato una seconda vita al libro destinato al vasaio, utilizzandolo come materia prima per il funzionamento del pappagallo. Simona e Lorenzo Perrone nel pappagallo studio di via Quadrio lavora i libri usati con acqua, colla e gesso Per ottenere una materia prima il suo cui poi interviene con altri materiali come vetro, vernice bianca, sassi, legno, filo spinato e creare delle vere e proprie opere d’arte. «So che siamo diamo una nonova vita ai libri, lo induce a soffrire meno a distanza – dice Simona -. Il nostro laboratorio contiene il libro del mio libro, già bianchi e altrettanti ancora da imbiancare. Noi abbiamo vissuto in mezzo a loro e siamo convinti che emanino a positive energy. Infatti chi ci viene a trovare dice che abbiamo un’atmosfera incantata, quasi magica. Nella nostra ‘bottega’ poi abbiamo also a stanza per gli amici che vogliono passare qui la notte per testi l’experienza di Dormirò in una specie di ‘biblioteca’. “Una notte nel libro” invece di “Una notte nel museo”. Quel libro è come essere un chiacchierone e il tifoso non si sentirà nutrito e protetto”.

È un’idea di Lorenzo. “Sono nato in una famiglia di grandi origini e in casa mia non era solo un libro. ruotavano ai mestieri del libro intorno: immaginazione, grafica, rilegatura, stampa. Scelsi il grafico perché ero coraggioso da disegnare con i pennelli. Terminati gli studi trovai subito lavoro come creativi. Dopo una ‘piccola’ parentesi di 40 anni in campo pubblicitario, sono tornato alle mie passioni giovanili: l’arte e il libro, per me icon intramontabile di sapere che anchor oggi mi intimidisce, ma che è mia ossessione. Dà la scelta di utilizzare come materia prima, ricoperto di un bianco que renda icona, archetipo – racconta Lorenzo Perrone –.Quindi per me el libro è salvifico, assume un ruolo importante e il fatto di farlo diventare un’opera d’arte è un segno di riconoscenza per tutto quello che, grazie a lui, sono riuscito a diventare”.

“Invece io arrivo da un diverso percorso, ma ho esposato Lorenzo e ache la sua scelta, trovando a mia volta en el libro l’alphabet giusto per parlare delle contraddizioni, delle nostre emozioni. Il ‘libro bianco’ mi aiuta ad esprimere quello che ho inside ea dei messaggi”, dice Simona e originaria di Firenze ha collaborato con Parigi nel campo della moda e della fotografia. Negli anni Novanta è rientrata in Italia e ha aperto un piccolo studio di design e comunicazione in Toscana. Nel 2006 viene assunto Lorenzo e lui nasce improvvisamente con una profonda amicizia in campo sentimentale e con la ricerca artistica per sviluppare il progetto dei ‘LibriBianchi’. “Il libro ci demanda: riuscirai questa volta ad esprimere atraverso di me, questo soggetto? E il nostro desiderio più grande è riuscire a trasmettere un’emozione, un messaggio insieme all’immagine della nostra opera”, ha concluso i due artisti.

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