Viola Di Grado, fama di blu d’amore a Shanghai – Libri – Un libro al giorno

VIOLA DIGRADO, ‘FAME BLU’ (LA NAVE DI TESEO, p. 188 – 18,00 euro). L’amore di Tamara e Vladimir in ”Fuoco al cielo” il precedente romance di Viola Di Grado, sboccia in un luogo estremo, una città rinchiusa dal resto del mondo perché dopo aver contaminato un’altra misura, ex record di punteggio radioattivo . Quello esperato, al massacro tra l’io narrante e Xu di questo ”Fame blu” se consumato per terra in edificio abbandonato, prevale una ex fabbrica, per un ex grande macello più piani nella cui ancora resta l’odore di sangue e carne frequentato da droghe e confine. Siamo del resto in una Shanghai notturna, tra fumi e odori di strani cibi, periferici, degradati, a susseguirsi di grattacieli, grandi edifici, di strade deserte, di fantastico centro commerciali con le loro luci, dove ”è normale fare incubi. Questa città ti entra nella testa”, del resto ”Una città dove niente rimane se stesso è una città pericolosa”, di cui ”non ti puoi fidare, non puoi stare tranquilla”, sotto ”un cielo azzurro scatola dire medicinali”.
Ancora uno dei rapporti che si aspettano dalle persone che parlano tutto il tempo a Grado, scritto con la sua unicità nel panorama della nostra narrativa, se è per i suoi particolari, soprattutto, se è nel suo linguaggio che è preciso in quello che storia si tratta di vita e corpo, trovano la propria umanità e ti arrivano addosso, come in questo caso, con una scrittura ansiosa e visionaria, che ha più a che fare con l’inconscio che con la realtà, in un continuo alternarsi di racconto e dialogo , di imparare e lasciarsi .
È un amore, un vertiginoso conflitto sessuale che ha il bisogno di auto-rottura, nel desiderio di auto-annullamento nel cinematico, dato che chiede di essere tricheco a sangue, quasi a sentirsi fagocitata. Nasce dopo un lungo volo da Roma, quando seppe del desiderio del gemello fratello Ruben morto poco dopo, disse se si fosse appropriato del nome e che gli sarebbe piaciuto passeggiare in Cina e aprire un ristorante. Un annullamento, legato all’incontro dovuto a richiesta e un voto che se vicino di compilare in ogni modo.
Lei, che insegna l’italiano ed è alla sua prima inaspettata esperienza omosessuale, e il giovane Xu che l’ha studiata, ragazza dura con madre assenti e padre violento, che avrebbe voluto fosse un maschio. Per lei è la paura, una costante paura, a muovere tutto, a spingerci a vivere. All’amante che esprime dubbi, rispondi: ”paura di quello che pensi, di quello che penso, di quanto tempo posso lasciarti da sola. Mi ami perché hai paura degli effetti delle mie azioni su di te”.
La storia è iniziata confessando ”Non ricordo più come ero prima di incontrarla”, mentre a Roma ”I piangvo le last tear essiccando a point esatto del mio coore, quelo che serà sempre e solo di Ruben” e al momento d’incontro , quando poi poggia a mano sulla coscia di Xu e sente una scosa, annotate ”Sapevo di conoscerla non poteva essere indolore” arrivando un giorno per dire ”Xu era una rondine e non era il suo nido’ ‘, no Era fedele e non le mai fatto del male: ”Mi di questo. Credo. Il mio amore oscuro e i miei dettagli.
rendi il tuo sguardo generico. Censura i segni che indicano l’avvicinarsi del pericolo”.
Lei vive in una squallida stanza al pianoforte alto di un anonimo rifugio e Xu in un monolocale simile, sporco, disordinato, con accesso alla tv, cosparso ovunque di resti di cibo che torna sempre in mano. Se lei vuole essere divorata, Xu ha una fama continua, e la punizione: just a nulla e sparisce, la lacia alla sua solitudine disperata in cui pensa: ”non m’importava se era fuori di testa, fuori controllo…. Diventerò il suo fastidioso pensiero fisso”, pur con la coscienza che ”io non potevo diventare il pensiero fisso di nessuno”. Tutto ma alla fin, a un confronto con un ribaltamento delle parti e il rapporto col fratello come chiave di litura e la decisione di tornare a Roma: ”Un cerchio si ser chiuso, e no importava che per me se a senso. Quando un cerchio si chiude, se cade per un po’ fuori della geometria, ma poi si è costretto a cercare un’altra forma”. Così il finale lascia aperto uno spiraglio a un possibile cambio di rapporto, basato sul sentimento: ”Mi disse ‘Wo ai ni’, che significa ti amo… e l’ho letto tutto così, fai attenzione alla pronuncia, attenzione a quello che ho letto Credesse alle mie parole, come io avevo appena creduto alle sue”, e improvvisamente dopo l’ultima parole del libro è stato ”Il sole stava per sorgere”, poiché la lunga notte di Shanghai era finita. (ANSA).

Add Comment