Cartabianca chiude il 99%, la guerra e Orsini danno il colpo di grazia al talk show di Berlinguer

Una “linea editoriale impropria” e il restyling dell’informazione Rai sulla base della voce del talk show del prossimo anno, arrivano allo Scorse ore anche alle lavorare al programma.

Le soffiate nella redazione di Cartabianca erano arrivate nel pomeriggio di venerdì. Indiscrezioni e retroscena si susseguivano e, più che contraddirsi, si sommavano avendo un comune matrice: il programma non andrà più in onda dalla prossima estagione. Almeno non in prima serata. Eppure i pubblicitari listini, consultabili sul sito di Rai Pubblicità, riportavano Cartabianca anche il prossimo settembre. Per i palinsesti non siano tavole della legge ma sempre soggetti a variazioni, questo change di rotta della Rai verso la chiusura del talk show de Bianca Berlinguer ci dice una cosa chiara: l’effetto della guerra si è abbattuto su Cartabianca.

Una “linea editoriale non gradita”

L’invasione russa in Ucraina ha invaso la televisione e ridistribuito la lettera, cambiando la linea editoriale, imponendo la curva al gomito improvviso, imparo ferite. Nel caso di Cartabianca, dove la vicenda Orsini – un contratto da 2mila euro all’uopo del programma e il bloccato dalla Rai, che l’ha ricevuto gratuitamente – ha reso il detonatore favorevole alla situazione attuale, con il discorso mostra in Discussione nonostante gli ascolti soddisfacenti degli ultimi mesi. “La linea editoriale è non gradita, 99% si chiude”Lo racconta a Fanpage.it una persona interna agli ambienti Rai, che racconta al clima che se respira in questo minerale porta in programma la persona del travaglio in relazione all’annunciata chiusura quasi certa dell’unico talk show di prima serata delle reti Rai.

L'ad Fuortes e Alessandro Orsini

L’ad Fuortes e Alessandro Orsini

Ma come si è arrivati ​​​​​​a che punto? Sulla base della nuova organizzazione aziendale trasversale della Rai, con la direzione generale che va a rimpiazzare la direzione della rete, mi viene da se si parla di un restyling del settore informativo. La percezione, ricca di tuoni degli sviluppi del mese scorso e delle varie indiscrezioni culminano con la prima pagina del Fatto Quotidiano, che è farne alla fin de questo change di look potrebbe essere Cartabianca proprio. Primo indizio, le voci sulla striscia quotidiana di pochi minuti su Rai3 prima di Un posto al sole, propone dalla Rai sia a Lucia Annunziata che a Bianca Berlinguer con il declino di due e la successiva scelta (onerous and non poco discusso) di cornice damilano. Per la proposta di una seconda serata di lunedì sua Rai1 alla Berlinguer, con un no di risposta arrivato essere prima di Pasqua nonostante l’indiscrezione sia circolata solo negli ultimi giorni. Quindi il mare di polemiche sulla questione Orsini, inizialmente in modalità soft sotto forma di ostruzionismo (fermo il contratto da ospite per ragioni di opportunità), poi via politica, con l’organo della vigilanza che lo ha stilato regole per gli ospiti gratis , la rotazione degli stessi e l’obiettivo di ridurre il numero di liti.

La Rai cancella il contratto di Alessandro Orsini con Cartabianca: “Non è più opportuno”

Il talk show Rai bocciati da Fuortes (e Draghi)

Il colpo di grazia da l’amministratore Rai Carlo Fuortes, che in vigilanza pochi giorni fa dice: “[…] Negli ultimi anni c’è stato un abuso dell’utilizzo del format del talk-show nella televisione pubblica, non credo che il talk-show sia la forma ideale per l’appropriazione giornalistico. Ho pensato se mi fossi adattato ai leggeri, all’intrattenimento”. Intervento che, a quanto pare, aveva fatto seguito alle presunte parole del premier Draghi, descritto da Foglio come insolito davanti all’informazione Rai vissuto durante i suoi giorni bloccato in casa dal Covid Un chiaro riferimento al programma, cioè l’unico della prima serata sulle reti Rai.

Gli ospiti che vanno dove vengono pagoti

Illinois mercato degli ospiti È il nodo centrale della questione e quella è la parte definitiva per buttare giù Cartabianca. Orsini non è l’unico caso, ma sono anche altri volti televisivi ai quali Cartabianca ha subito rassegnato le dimissioni alla domanda dei compensi per gli ospiti in Rai. Per esempio antonio caprarica (Una sorta di anti-Orsini della Tv, vista nella sua posizione sul tema della guerra). Il giornalista è in pensione con una causa in corso con la Rai, che di fatto non può pagarla. Poche settimane fa Caprarica è stato messo sotto contratto da Floris, dovendo così rinunciare a un’opitata a Cartabianca. similitudine per Alessandro Di Battista, anche lui accordatosi con DiMartedì. “Oggettivamente, non posso pagare nessuno come fai a fare 40 puntate?”, la domanda che imperverse nei corridoi di Saxa Rubra.

Mediaset e La7 festeggiano

Lo strano trasferimento di alcuni volti Rai nel talk show di La7 per parlare di questioni legate al proprio programma in Rai è un ulteriore segnale del fatto che negli anni non si sia mai creata grande simpatia attorno a questo talk show con la sua figura anarchica . A stappare bottiglie per l’eventuale chiusura di Cartabianca, che sembra scongiurabile solo dopo che alle indiscrezioni di ore deversi a polverone, solleva anche queste bottiglie da Mediaset e La7, direttamente in concomitanza con il programma Bianca Berlinguer al martedì sera che vedrebbero spacarsi davanti a un’appetitosa fetta di pubblico da accaparrarsi. Questo al netto di ogni ipotetica sostituzione, considerando la voce dell’arrivo di Ilaria D’Amico o l’idea che la serata possa allungarsi dall’estate all’autunno di Giorgio Zanchini. La battaglia della sorveglianza contro il discorso di Rai3, il “Lodo Cartabianca”, è quella che è anche ricca dell’evidente figura politica della questione, con la convergenza delle motivazioni di un’area dei centri in opposizione al totem di Orsini e quello del centrosinistra, condizionato dalla genetica limitrofa a Mediaset.

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