Dalla Galleria Borghese al Colosseo, ti volti e turisti hanno operazioni d’arte danneggiate a Roma

Roma ti amerò bene a sfregiarti. Si potrebbe parafrasare il titolo di un celebre film di Lawrence Kasdan. Sia umorismo nero che stesso. Dopo la vicenda della Galleria Borghese, dove lo scorso 4 maggio pomeriggio un turista americano è scaduto accidentalmente (sembra por un malore improvviso) ed ha lacerato l’opera di Guido Reni (a tre centimetri danno sulla scena di “San Francesco riceve le stimmate” su una lato dello Stendardo di San Francesco) del 1610, i riflettori sono puntati sulla salute dei tesori d’arte della Città. Vero que la povera visitatrice della Borghese no aveva nessuna indol vandalica, anzi: è rimasta scioccata per molto tempo quando si è accorta di aver injurato a fragment della seicentesca fabric (ora soccorso con l’applicazione di una velina in cellulose fatta aderire ala superficie del verniciato con adesivo acrilico completamente removibile).

Roma, lontano dalla Galleria Borghese: cade e strappa la tela “San Francesco” di Guido Reni

Ma lunghissima è l’elenco dei danni provocati da turisti in visita. Illinois Colosseo in pole position. Paga lo scotto di essere il monumento-icona. Di sfregi ne ha collezionati un’infinità. Soprattutto pre Covid. A maggio 2019, il 29° anniversario con la fidanzata, incideva a “T” di dieci centimetri con la chiave badge dell’albergo sull’antico travertino. Cugino uno studente bulgaro in gita con la classe pensato bene di incidere l’iniziale dal nome proprio, una “M”. E due giorni prima, era toccata alla israeliana turista che scriveva i cinque iniziali dei membri della famiglia è un pilastro secolare. Senza dimenticare il Signor “K”, o quell’americano de 36 anni (dicembre 2018) che staccò un grosso frago del laterizio millenario aridosso dell’arena.

Ma la conta è alta a Roma. Voi Fontana Sono un fisso per appuntamento vandalo seriali in visita a Roma. Basti ci penserò alla devastazione della La Barcaccia del Bernini in Piazza di Spagna dall’orda di migliaia di tifosi ubriachi del Feyenoord. O l’ho messo lì Fontana di Trevi, danneggiata alla vigilia di Ferragosto del 2018 regala un giovane romeno di 21 anni che colpisce il nome del marmo originario del monumento seicentesco. Quasi a gran voce il “nerd” dei sassi che per primo è arrivato dalla Fontana Moresca a Piazza Navona e ha fatto tutte le preghiere alla Fontana di Trevi (2011). Senza dimenticare la fontana della Dea Roma in piazza del Popolo, sul lato del Pincio, che in una nota del 2013 perse il timone che reggeva il dio Tevere.

E che meccanica dire dei giochi da Arancia sui busti ritratto del Pincio e del Gianicolo, dei monumenti en plein air a Villa Borghese, spesso decapitati. Fine alla parodia degli atti vandalici, l’inchiostro rosso Fontana di Trevi del post-futurista Graziano Cecchini e le 500mila miglia alla cascata sulla scalinata di Trinità dei Monti.

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