I libri e lo Studiolo di Umberto Eco, meraviglie alla Braidense

I libri e lo Studiolo di Umberto Eco, meraviglie alla Braidense

James Bradburne: libri di antichità che sono anche strumenti di lavoro

Milano, 5mag. (askanews) – Tornerò sul libro e sull’opera di uno dei più importanti scrittori italiani del secondo Novecento per porre le basi della nostra cultura e immaginare la genesi del romance come “Il nome della Rosa” o “Il Pendolo di Foucault”. La Biblioteca Nazionale Braidense di Milano celebra Umberto Eco con una mostra e con la ricchezza dello Studiolo dello scrittore, con i suoi preziosi libri antichi, collezione acquisita dal Ministerio della Cultura: 1300 volumi, di cui 36 incunaboli, stampati prima del 1500.

“Lo Studiolo – ha detto James Bradburne, direttore della Pinacoteca di Brera e della Biblioteca Braidense – è una consapevolezza ricca dell’importanza del libro, ma anche dell’ambiente della lettura, dell’importanza di non twittare o usare instagram per tornare a leggere con calma, con riflessione e soprattutto con spirito critico”.

Accanto ai testi antichi, nello spirito dell’autore libri di como “Il superuomo di massa”, albi albi de Mandrake e personaggi dei Peanuts, accanto al clarinetto di Echo e uno specchio che fa pensare all’Aleph di Jorge Luis Borges. E poi ecco libri i nelle tecniche, che compongono la mostra “L’idea della biblioteca”.

“Che – ha aggiunto Bradburne – abbiamo evidenziato la sua passione per i libri como bibliophile, il suo utilizzo dei libri como scrittore e la sua passione per l’importanza della library dalla quale non possiamo disattendere. Chiunque dimostri prova del suo personale impegno per l’uso del libro, non come oggetto di premio in denaro, ma come strumento di lavoro”.

Strumento che ha permesso all’Eco di costruire l’architettura storica della sua storia, poggiati solidamente la sua base culturale di potente conoscenza e solidità.

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