Iaccarino e Zingaro tornarono a risplendere lontano una perla dell’arte andriese

Ci sono volti oltre due anni di lavori di recupero e restauro por vedere tornare a far risplendere uno dei capolavori dell’arte sacra della Città Fidelis. La Sala del Campidoglio del Basilica di Santa Maria dei Miracoli, sarà riaperta al pubblico sabato 7 maggio alle ore 19.00 dopo un lungo periodo di restauro. La stessa sarà dedicata a Polo Museale ed intitolata a ricordo di Mons. Giuseppe Lanave, vescovo di andria, nel suo 25° anniversario della morte, La cura era custodita nella parte bassa della chiesa dedicata alla compatrona di Andria.

Dopo i saluti del Rettore della Basilica, P. Antonino Giovannetti orsoseguirà il rapporto di lavoro che gli viene dato dal ristoratore Valerio Iaccarino e Giuseppe Zingaro (a cui la nostra descrizione va per la foto esclusiva che si allega all’articolo e che descrive parte del lavoro che ho compilato nel corso di questi 700 giorni).
In conclusione, sarà la benedizione del Polo Museale di cui fa parte Vescovo Luigi Mansi, Vescovo di Andria.
L’imponente e lunga opera di recupero e restauro si deve ai Padri Agostiniani e all’Associazione Madonna dei Miracoli che si sono offerti volontari per riportare l’antico splendore dei dipinti che avevano subito gravi attacchi dal tempo e dall’umidità.
La volta decorata alla temperatura della Sala Capitolare ne rispecchia fedelmente e canone pittura tardo barocca. Sono raffigurati longo il perimetro della volta santi e sante dell’ordine benedettino (monaci che hanno custodito nei secoli passati questa imponente struttura conventuale, il cui monastero, dopo essere stato incamerato con l’unificazione sabaudaè stata trasformata in una celebrità scuola agraria. Al centro del dipinto è raffigurata lalla Madonna dei Miracoli tra San Benedetto e Santa Scolastica, Mentre ai lati sono dipinti il Il sacrificio di Isacco e il Signore di Giona
Il ristorante dura circa due anni, ne seguo costantemente il funzionamento Soprintendenza di Foggia ed eseguito dai famosi ristoratori andriesi Valerio Jaccarino e Giuseppe Zingaro.
La volta dipinta versava in uno stato di conservazione a dir poco precario. Dare numerose cadute di colore a causa dell’umidità pregresse, a distanza della pellicola pittorica dal supporto murario, all’invadenza delle polveri e con l’ossidazione que interessava purtroppo l’intera pittorica.
Gli interventi di restauro eseguiti sono costituiti, dopo una mappatura preliminare del degrado, con dei saggi di lucidatura, dal consolidamento del colore e dell’intonaco al supporto murario. Successivamente Iaccarino e Zingaro hanno seguito la stuccatura delle lacune, con integrazione pittorica e dell’protettivo finale.

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