Lassù, eremita creatrice di bellezza al concerto del Trento Film Festival 2022

Da vent’anni e più Nino ha lasciato la sua città, Palermo, per ritirarsi da hermita in a colle que si vede da tutta la città ma è ostinatamente Lassù, come titolo del convincente documentario di Bartolomeo Pampaloni in concorso a Trento. Lo abbiamo intervistato.

Una relazione fra luoghi disposti suo due piani a di sguardo, ma lontani como una brulicante società e un altrove popolato solo da chi ha scelto di allontanarsi, da quella società. Senza intenti antropologici o peggio folkloristici, Lassù è il nuovo documentario dal toscano di casa a Parisi Bartolomeo Pampalonigià autore dell’interessante Roma Termini, vincitrice di Roma nel 2014. Si tratta senza dubbio di uno dei titoli più interessati del concorso al 70° Trento Film Festival.

Nino faceva il muratore prima di rispondere a una “chiamata” spirituale che ha portato dai quartieri popolari di Palermo a Monte Gallo, che salva la città con il suo ormai osservatorio militare o abbandonato che Nino ha trasformato, in ogni momento, grazie a tutta la sua manualità, in un tempo di “arte estranea”. Un vero e proprio tempo spirituale, con di cappelle e altre, di nome Isravele (letto anzi elevasi) decorazione musiva pacificamente realizzata in più di vent’anni.

“La genesi è stata lunga, una consegna difficile della finanza”, lo ha riferito l’anagrafe, pervenuta telefonicamente da Trento. “Del resto non camminerò diversamente, ho deciso di combattere un eremita da Londra al mondo. Ho iniziato quando ero ancorato al Centro Sperimentale di Cinematografia a pensare a questo personaggio, se avessi visto un breve documentario che lo raccontasse. dopo Roma Termini mio figlio è così alla ricerca di storie di persone isolate dalla società e mi è tornato in mente. Sto passeggiando con un negozio e sono aspettato che il giono dopo tornasse. Il primo incontro è andato molto bene, siamo entreti in situonia e ha riconoscimento di buon grado la mia presenza. Mio sono subito detto che sarei dovuto passeggerò con un negozio, era per escludere la possibilità di andare in tournée con una troupe. Finita la prima volta, la vidi dal fronte del monte, all’opera d’art fatta da un solo ispirato, gli scheletri di 150 villette abbandonate dopo un abuso edilizio. Mio figlio ha detto che era una rappresentazione del mio paese, parlava della contemporaneità”.

Pampaloni ha fatto il suo e giù fra il Monte, dove restava per alcuni giorni dormendo in tenda, e la città, dove tornava per riordinare il materiale e lavasi. Il tutto per oltre un anno, interruzione comprese. “Non bisogna immaginare una persona che lascia fare perché il primo incontro è andato molto bene. Il mio improvviso detto che non ero interessato al film, che non avevo accesso alla tariffa che avevo detto. Ogni giorno è stata una conquista. For mesi non mi ha permesso di rotare inside al tempo e ho dovuto accettare. Il mio vecchio amico tornerà con lui a Palermo e io filmerò la sua famiglia. Poteva accadere che un giorno non voleva che girassi perché forse avevo gli occhi strani. Mi sembrava giusto fosse in controllo e della situazione, ero a sua casa. È un percorso di passione. Se esce da solo a piedi con fatica e talvolta e senza telecamera, specie quando dopo un po’ la sua interdizione è diventata più netta. Allora ho girato quello che stava around lui, mentre prima only with lui”.

In questo momento, Pampaloni ha preso il suo portatile ed è uscito a Monte Gallo, dopo anni che non ha sentito più Nino, ovviamente non contattabile. “Questa è un’esperienza meravigliosaHo contattato, “ci guardiamo insieme Lassù. Gli è piaciuto il titolo, gli ha fatto strano I will feel for the prima volta la sua voce registrata. Mi sembrava un atto dovuto farglielo vedere. Ci tenevo che sentivo il film anche suo. Ha detto che deve girare la seconda, che è molto avanti nel frattempo con la sua opera. L’opera di un muratore spirituale fuori da tutti i canon, privo di retorica, considerato tra i più palermitani come il mezzo folle da prendere in giro in cammino verso Monte Gallo, dopo le scampagnate privilegiate della zona. Non tornerò su un film di predicazione, ma su una storia di elevazione senza retorica, come lui che vive di azioni semplici fatte in solitudine. È una persona che vedrà nel suo genio, o follia, in base a come la si voglia definisce e interpreta. Nella sua esperienza personale c’è una verità assoluta. Se puoi credere o meno a tutta la tua capacità mistica, da vent’anni quell’anni porta solo sacchi di pietre e cemento dal bel mare in cima alla montagna, c’è qualche interesse personale nel rispondere a quello che ha una chiamata. L’archetipo dell’artista che non si esprime per conoscenza personale. È un’idea di arte a cui mi sento molto legato”.

Lassù è un documentario capace di valorizzare la singolarità di un semplice fruitore, ostinato nel suo portare avanti un camino possibile da leggere come spirituale o artistico, ma che non lascia in diverso. Un’esperienza che richiede un lento processo di seduzione valorizzato al cinema. Luogo di elezione, ci auguriamo e ne siamo convinti, del riuscito film di Bartolomeo Pampaloni.

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